La cucina al Parco dei Principi Grand Hotel & Spa è uno dei fiori all’occhiello dell’albergo, con l’esclusivo e raffinato ristorante “Pauline Borghese”, che deve il nome all’omonima statua del Canova ubicata all’interno della vicina Galleria Borghese. Roma ha una consolidata tradizione culinaria le cui fonti risalgono allo scrittore, cuoco e gastronomo Marco Gavio Apicio vissuto a cavallo fra il I secolo a.C. e il I secolo d.C.
L’executive chef Francesco Bonanni, oltre a proporre pietanze della sana cucina mediterranea, con un particolare gusto creativo, come l’antipasto di cannolo in cialda di riso con mazzancolle e fiore di zucca su zuppetta di mare, interpreta con grande coerenza i piatti classici della cucina romana: gli spaghettoni (Felicetti “Senatore Cappelli”) cacio e pepe, bucatini all’amatriciana, carciofi alla giudia, ma anche pietanze di altre tradizioni come la “pluma” di maialino iberico alla griglia con “patatas bravas”, cipollotto e funghi cardoncelli.
Insomma una carta non ampia ma ben congegnata che ci viene presentata dal maître Tommaso Bernardo che veglia per un servizio attento e premuroso. La cantina dei vini propone una scelta all’altezza di un grande albergo di lusso con un’ampia gamma delle migliori etichette italiane e con parecchie chicche provenienti dalla più qualificata produzione estera. A Roma la bella stagione inizia già a primavera e si protrae fino in autunno e con essa cresce la voglia di consumare un pasto all’aperto e allora l’elegante e discreto “Le Parc Bar & Grill” offre piatti gustosi e gourmet “à la carte” e alla griglia. Inoltre, durante il giorno e specie alla sera, l’atmosfera romana concilia il desiderio di qualcosa di sfizioso come un “break” nell’esclusivo e intimo “La Pomme Bar & Lounge” in cui sorseggiare un drink, gustare un happy hour o semplicemente assaporare una particolare miscela di tè.
L’altro prestigioso albergo visitato – oltre al Parco dei Principi Grand Hotel & Spa -, sempre della proprietà del Gruppo Roberto Naldi Collection Hotels, è lo Splendide Royal situato a pochi passi da Via Veneto e Trinità dei Monti. Un albergo di grande classe, in un edificio storico completamente ristrutturato, dove si rivive il fascino di epoche passate in un ambiente regale ma dal minimalismo sofisticato. In un contesto tanto prestigioso non poteva mancare una ristorazione d’eccellenza che ha sempre riscosso prestigiosi riconoscimenti. Al ristorante “Mirabelle” l’ospite appaga dapprima la vista da un “roof garden” tra i più eleganti di Roma con un panorama emozionante sulla città eterna quasi da sindrome di Stendhal e dall’ambiente interno caldo e di gran pregio. Poi è il palato ad essere appagato dalle preparazioni dell’executive chef Stefano Marzetti, il cui eclettismo spazia fra tradizione e innovazione, tra specialità della grande cucina italiana e specialità internazionali.
La qualità delle materie prime è senza compromessi e le prove ci sono tutte: Rocher di carciofi alla romana, cremoso di pecorino, mela verde e rapa rossa; Spaghettoni, cremoso di yuzu, broccoli, polvere di aglio nero, gamberi rossi; Coda di rospo con cremoso di fagioli, cipolline caramellate e cicorietta piccante; Piccione, banana brulé al whisky torbato, croccantelle di cereali e bacche di cioccolato; Mont Blanc vaniglia e cachi. Il percorso gastronomico è accompagnato dai vini consigliati dal sommelier Manuel Alicino, mentre il servizio impeccabile e garbato è assicurato dal maître Sandro Alessandrini. Dopo questa “commovente” emozione di sapori ci spostiamo sul tetto dell’albergo nella nuova terrazza Adèle Mixology Lounge per sorseggiare un after dinner con una vista a 360 gradi sulle luci di Roma e all’orizzonte su un romantico tramonto. Non è tutto: infatti, chi desidera pasteggiare in un ambiente elegante e contemporaneo può optare per la “ballroom” più esclusiva della città, dove un gioco di specchi e magiche trasparenze conquistano l’ospite.