La Sala Docks Lugano apre una nuova fase nell’attività dell’Orchestra della Svizzera italiana (OSI), chiamata a trasferire temporaneamente prove e concerti dalla storica sede dell’Auditorio Stelio Molo di Lugano-Besso, interessato dai lavori per la realizzazione della Città della Musica. Il nuovo spazio, situato a Pambio Noranco in via Pian Scairolo 28, è stato inaugurato ufficialmente giovedì 29 ottobre con Back to school, un appuntamento dedicato agli studenti delle scuole medie e superiori della Svizzera italiana che ha coinvolto circa 300 ragazze e ragazzi.
Non si tratta soltanto di una soluzione logistica per garantire la continuità dell’attività orchestrale durante il periodo dei lavori. L’apertura della nuova sala rappresenta anche l’occasione per sperimentare modalità differenti di rapporto con il pubblico e con la musica dal vivo. Una prospettiva che troverà una prima concretizzazione dal 19 novembre, quando prenderà avvio OSI al Docks, la nuova stagione concertistica costruita intorno alle caratteristiche dello spazio.
La sala dispone di 307 posti e sarà destinata a più funzioni: oltre ad accogliere gli appuntamenti aperti al pubblico, ospiterà le prove regolari dell’Orchestra e alcune iniziative collaterali. Per renderla adatta a queste esigenze, nel corso del 2025 sono stati effettuati diversi interventi strutturali e tecnici, con particolare attenzione all’isolamento acustico, alla qualità del suono e alle necessità operative dei musicisti.
Dall’Auditorio Stelio Molo alla Sala Docks Lugano
La ricerca di una sede alternativa è iniziata verso la metà del 2024, quando all’OSI è stata comunicata la necessità di chiudere temporaneamente l’Auditorio Stelio Molo di Lugano-Besso per consentire l’avanzamento dei lavori legati alla Città della Musica. La prospettiva di un’interruzione dell’attività nella sede abituale, stimata in un paio d’anni, ha imposto all’Orchestra di individuare uno spazio che potesse rispondere a requisiti tecnici piuttosto specifici.
Come ricostruisce il direttore amministrativo dell’OSI, Samuel Flury, la valutazione ha preso in considerazione diverse possibilità. Tra le strutture esaminate figuravano il Padiglione Conza, il Cinema Corso e altri spazi, compresi alcuni magazzini. La scelta non poteva però basarsi esclusivamente sulla disponibilità di una superficie adeguata: una sala destinata a un’orchestra sinfonica deve rispettare condizioni precise, a partire dall’altezza degli ambienti.
Tra i requisiti individuati figurava infatti un’altezza minima di sette metri, necessaria per consentire il corretto svolgimento delle prove. Un altro elemento determinante era la possibilità di utilizzare la struttura non soltanto come sala prove, ma anche per organizzare concerti aperti al pubblico.
La soluzione è stata individuata nella Sala eventi Docks di Pambio Noranco, già utilizzata in passato per alcune produzioni della RSI. La sua collocazione nel territorio del Comune di Lugano e le caratteristiche degli ambienti hanno contribuito a orientare la decisione.
La trasformazione della struttura in uno spazio destinato alla musica orchestrale ha richiesto tuttavia un intervento articolato, pensato per adattare un ambiente nato con finalità differenti alle esigenze di un’istituzione musicale professionale.
Lavori di insonorizzazione e interventi sull’edificio
Uno dei primi aspetti affrontati è stato quello dell’isolamento dai rumori esterni. La presenza di attività negli esercizi adiacenti rendeva infatti necessario intervenire sulle pareti perimetrali, che sono state rinforzate e protette per limitare la propagazione dei suoni provenienti dall’esterno.
Gli interventi hanno riguardato anche l’isolamento termico dell’edificio, mentre sul tetto è stato installato un sistema specifico per attenuare il rumore prodotto dalla pioggia. Si tratta di un accorgimento che può apparire secondario, ma che assume un’importanza particolare in una struttura destinata a ospitare esecuzioni musicali e registrazioni, nelle quali anche i rumori ambientali possono interferire con l’ascolto.
All’interno è stato predisposto un nuovo impianto di riscaldamento, progettato per funzionare senza generare disturbi acustici, e un sistema di raffrescamento per i mesi estivi. La gestione della temperatura rappresenta infatti un elemento da considerare sia per il comfort del pubblico e dei musicisti, sia per le condizioni di conservazione degli strumenti.
Un altro intervento ha riguardato la configurazione degli spazi. Un ascensore collocato al centro della sala è stato smontato, liberando la superficie necessaria per organizzare il palcoscenico e la disposizione dei posti destinati agli spettatori.
La conchiglia acustica, elemento centrale del progetto
Tra le trasformazioni più significative figura l’installazione della cosiddetta conchiglia acustica, realizzata all’inizio del 2026 da specialisti del settore. Si tratta di un insieme di elementi in legno e altri materiali, progettati per migliorare la propagazione del suono all’interno dell’ambiente.
La qualità acustica costituisce uno dei requisiti fondamentali per una sala destinata a ospitare un’orchestra. La disposizione degli elementi, le caratteristiche delle superfici e il comportamento del suono nello spazio incidono direttamente sulla percezione dell’esecuzione, tanto per chi ascolta quanto per gli stessi musicisti.
La conchiglia è stata quindi concepita per garantire una trasmissione sonora adeguata durante i concerti, adattando le caratteristiche di un ambiente polifunzionale a quelle richieste dalla musica orchestrale.
L’intervento si inserisce in un progetto più ampio, nel quale ogni componente tecnica è stata valutata in funzione dell’utilizzo continuativo della sala. Non si trattava infatti di predisporre uno spazio per pochi appuntamenti occasionali, ma di creare una struttura capace di sostenere l’attività ordinaria dell’OSI per tutto il periodo di chiusura dell’Auditorio.
Deposito strumenti, luci e impianti audio
Tra le esigenze operative dell’Orchestra figura anche la disponibilità di un deposito interno per gli strumenti musicali. All’Auditorio Stelio Molo questa soluzione consentiva di evitare il trasporto continuo degli strumenti verso un magazzino esterno climatizzato, con le relative operazioni di movimentazione al termine di ogni prova o concerto.
Anche nella nuova sede è stato possibile ricavare uno spazio dedicato, così da mantenere una gestione funzionale degli strumenti e ridurre gli spostamenti necessari per le attività quotidiane.
A completare gli interventi sono stati l’ampliamento degli impianti di illuminazione e il potenziamento delle dotazioni audio. Elementi che contribuiscono a rendere la struttura adatta non soltanto alle prove, ma anche a una programmazione pubblica articolata.
Il risultato è uno spazio che, pur non avendo la pretesa di sostituire l’Auditorio Stelio Molo, è stato adattato per rispondere alle necessità dell’OSI. La sede di Lugano-Besso resta infatti il riferimento storico dell’Orchestra e una struttura concepita specificamente per accogliere un ensemble sinfonico. La nuova sala rappresenta una soluzione temporanea, ma dotata di caratteristiche che permettono di mantenere attiva la programmazione durante la realizzazione della Città della Musica.
OSI al Docks, una stagione ripensata per i nuovi spazi
La conclusione degli interventi tecnici ha aperto la strada all’inaugurazione pubblica del 29 ottobre. Il concerto Back to school, rivolto agli studenti delle scuole medie e superiori di tutta la Svizzera italiana, ha rappresentato il primo appuntamento ufficiale della nuova sala.
La scelta di coinvolgere circa 300 giovani per il debutto non è casuale. L’iniziativa ha permesso di inaugurare lo spazio attraverso un’attività di divulgazione musicale rivolta alle nuove generazioni, offrendo agli studenti l’opportunità di conoscere da vicino l’attività dell’Orchestra e di assistere a un’esecuzione in un ambiente che, nei prossimi mesi, diventerà uno dei riferimenti della programmazione musicale luganese.
Il passaggio successivo sarà l’avvio della stagione OSI al Docks, previsto per il 19 novembre. Come spiega la direttrice artistica Barbara Widmer, il progetto non consiste nel trasferimento automatico della programmazione abituale dell’OSI dall’Auditorio alla nuova struttura.
La stagione è stata infatti ripensata tenendo conto delle caratteristiche degli ambienti e delle possibilità offerte dalla nuova sede. L’obiettivo è proporre un’esperienza di ascolto differente, con una maggiore attenzione alla dimensione sensoriale e immersiva degli appuntamenti.
Il programma comprende cinque concerti, distribuiti tra il 19 novembre e i mesi di gennaio e febbraio 2027. Una proposta che intende sfruttare le peculiarità della sala e sperimentare forme di relazione tra interpreti, musica e pubblico diverse da quelle tradizionalmente associate alla programmazione sinfonica.
Avi Avital apre la nuova programmazione
Il primo appuntamento della stagione sarà affidato ad Avi Avital, mandolinista, direttore d’orchestra e compositore, tra i musicisti più conosciuti nel panorama internazionale del mandolino.
La sua presenza inaugurerà il percorso artistico di OSI al Docks, che si svilupperà attraverso cinque appuntamenti concepiti per il nuovo spazio. La scelta di aprire con un interprete dalla personalità musicale riconoscibile contribuisce a definire l’impostazione della stagione, orientata a una proposta che non si limita a riprodurre il modello dei concerti ospitati abitualmente all’Auditorio.
Per l’OSI si apre dunque una fase di transizione che coinvolge sia l’organizzazione del lavoro orchestrale sia il rapporto con il pubblico. La necessità di trovare una sede alternativa alla chiusura dell’Auditorio ha portato alla realizzazione di uno spazio con caratteristiche specifiche, ma ha anche offerto l’opportunità di sperimentare una programmazione costruita intorno a nuove modalità di ascolto.
La Sala Docks Lugano sarà chiamata a svolgere questo doppio ruolo: garantire la continuità delle attività quotidiane dell’Orchestra e ospitare una stagione autonoma, con una propria identità artistica. Un passaggio destinato ad accompagnare l’OSI fino alla conclusione dei lavori per la Città della Musica a Lugano-Besso.
Per le immagini:
© OSI /Gabriele Corti



