La corsa alla Capitale Culturale Svizzera 2030 si è conclusa con la vittoria di Aarau. L’annuncio ufficiale è stato dato il 4 giugno a Berna dall’Associazione Capitale Culturale Svizzera (CCS), che ha scelto il capoluogo del Canton Argovia al termine di una selezione che ha coinvolto anche Bellinzona, Thun e la candidatura congiunta di Lugano, Locarno e Mendrisio.
Per la Svizzera italiana il risultato rappresenta certamente una delusione, ma le tre città ticinesi coinvolte sottolineano come il percorso compiuto abbia prodotto effetti concreti che andranno ben oltre l’esito finale del concorso.
Una candidatura che ha unito tre città
Fin dall’inizio il progetto ticinese si è distinto per la sua complessità. Lugano, Locarno e Mendrisio hanno scelto di presentarsi insieme, costruendo una proposta comune che ha richiesto il coordinamento di tre amministrazioni, tre processi decisionali e numerosi momenti di confronto con la popolazione.
La candidatura ha preso forma attraverso un lungo lavoro preparatorio che ha coinvolto istituzioni culturali, operatori del settore, scuole, università, associazioni, imprese e cittadini. Focus group, questionari e incontri pubblici hanno raccolto oltre 400 contributi, consentendo di definire una strategia condivisa, un quadro finanziario e una futura struttura organizzativa.
Il dossier finale, consegnato il 23 dicembre 2025, ha ottenuto il sostegno di 87 realtà del territorio, dalle grandi aziende agli enti culturali, dalle associazioni sportive alle organizzazioni sociali, fino a numerosi gruppi amatoriali e città situate oltre confine.
La “Visione da Sud” non convince la giuria
La proposta ticinese si sviluppava attorno al concetto di “Visione da Sud”, un progetto pensato per valorizzare il ruolo della Svizzera italiana nel panorama culturale nazionale e favorire nuove forme di collaborazione tra territori, istituzioni e comunità.
La giuria ha però preferito la candidatura argoviese intitolata Aarau verbindet: Menschen. Räume. Zeit. (“Aarau collega: persone, spazi e tempo”), ritenuta particolarmente efficace nel creare connessioni tra cittadini, artisti e istituzioni culturali.
Secondo i valutatori, il progetto di Aarau ha dimostrato un forte potenziale sia sul piano culturale sia sul fronte dello sviluppo urbano e dell’attrattività territoriale. Un elemento apprezzato è stato inoltre il coinvolgimento diretto della popolazione e del tessuto culturale locale durante l’intero processo di candidatura.
Perché ha vinto Aarau
Aarau, città di circa 22 mila abitanti situata in posizione strategica tra le principali aree urbane svizzere, ha costruito la propria candidatura attorno all’idea di rafforzare i legami tra le diverse regioni linguistiche del Paese.
Nel presentare la decisione, il presidente dell’Associazione CCS, Daniel Rossellat, ha descritto Aarau come una realtà dal grande potenziale ancora in parte inesplorato. La giuria ha ritenuto che il titolo possa contribuire a trasformarne in modo duraturo l’immagine e a consolidarne il ruolo culturale a livello nazionale.
Non è la prima volta che la città argoviese assume una funzione simbolica nella storia svizzera: tra marzo e settembre del 1798 fu infatti la prima capitale della Repubblica Elvetica.
Il valore di un percorso condiviso
Nonostante il mancato successo, le autorità delle tre città ticinesi hanno evidenziato i risultati ottenuti durante la preparazione della candidatura.
Il sindaco di Lugano Michele Foletti ha ricordato come negli ultimi anni la città abbia investito in modo significativo nel rafforzamento delle proprie istituzioni culturali, sottolineando l’importanza di proseguire la collaborazione avviata con Locarno, Mendrisio e il Cantone.
Anche il vicesindaco Roberto Badaracco ha posto l’accento sull’eredità lasciata dal progetto, evidenziando come il lavoro svolto abbia permesso di mobilitare energie, competenze e risorse che continueranno a generare benefici per il settore culturale ticinese.
Da Locarno è arrivata una valutazione simile. Il sindaco Nicola Pini ha osservato come la candidatura abbia rafforzato la cooperazione tra le tre città e confermato il potenziale culturale del territorio. Nancy Lunghi, responsabile del dicastero Cultura, ha parlato di una collaborazione che ha finalmente privilegiato la messa in rete delle competenze rispetto alla tradizionale competizione tra centri urbani.
Anche Mendrisio guarda al futuro con fiducia. Il sindaco Samuele Cavadini ha definito l’esperienza un’importante occasione di progettazione condivisa, mentre il responsabile della cultura Paolo Danielli ha ribadito la volontà di continuare a investire nel settore, sostenendo operatori, associazioni e nuove iniziative culturali.
La Svizzera italiana guarda già al 2033
Tra gli aspetti più significativi emersi dall’annuncio figura l’apertura dell’Associazione Capitale Culturale Svizzera verso una futura candidatura della Svizzera italiana.
Secondo quanto comunicato dalla CCS, il comitato intende infatti attribuire una particolare priorità alla regione sudalpina per l’edizione del 2033. Qualora entro la fine del 2027 una o più città ticinesi manifestassero formalmente il proprio interesse, la prossima Capitale Culturale Svizzera potrebbe svolgersi proprio nella Svizzera italiana.
Un segnale importante che conferma il valore riconosciuto alla candidatura ticinese e al lavoro sviluppato negli ultimi mesi.
Un progetto nazionale nato dall’esperienza di Expo.02
L’iniziativa Capitale Culturale Svizzera è stata lanciata nel 2013 da Daniel Rossellat, fondatore del Paléo Festival e sindaco di Nyon, insieme ad alcuni protagonisti dell’esperienza di Expo.02.
Ispirato ai modelli delle capitali culturali europee e nazionali già presenti in diversi Paesi, il progetto mira a rafforzare la coesione nazionale attraverso la cultura, favorendo lo sviluppo di reti tra operatori culturali, istituzioni e cittadini.
Ogni tre anni una città svizzera con almeno 20 mila abitanti viene scelta per ospitare un anno di eventi, iniziative e progetti destinati a valorizzare la creazione artistica e a incentivare gli scambi tra le diverse regioni linguistiche del Paese.
L’iniziativa è oggi inserita nel Messaggio sulla cultura 2025-2028 del Consiglio federale e beneficia del sostegno dell’Ufficio federale della cultura, del Percento culturale Migros e della SRG SSR.
Da La Chaux-de-Fonds ad Aarau
Prima di Aarau, il ruolo di apripista sarà assunto nel 2027 da La Chaux-de-Fonds, prima città designata nella storia del progetto.
La città neocastellana sta preparando un ampio programma culturale che coinvolgerà istituzioni, artisti e popolazione locale, valorizzando il proprio patrimonio legato all’orologeria, all’Art Nouveau e alla figura di Le Corbusier.
Con la scelta di Aarau per il 2030 e l’attenzione già rivolta alla Svizzera italiana per il 2033, il progetto entra ora in una nuova fase. Per Lugano, Locarno e Mendrisio la sfida non si conclude con il verdetto della giuria: il lavoro costruito attorno alla candidatura potrebbe infatti rappresentare il punto di partenza di una collaborazione culturale destinata a consolidarsi negli anni a venire.
Per maggiori informazioni: Capitale Culturale Svizzera
Video promozionale della candidatura ticinese: Video di Agnese Làposi



