Il Prix Museum 2026 assegnato dall’Accademia svizzera di scienze naturali (SCNAT) arriva in Ticino come riconoscimento a un’attività che negli anni ha assunto dimensioni molto più ampie rispetto alla sola esposizione museale: è il Museo cantonale di storia naturale di Lugano, premiato per la qualità e la continuità del lavoro sviluppato nell’ambito delle scienze naturali. La giuria ha evidenziato in particolare la capacità dell’istituzione di combinare ricerca, conservazione, documentazione, divulgazione e rapporto con il territorio, mantenendo un’offerta articolata nonostante un organico contenuto e risorse limitate.
Un centro di competenza per le scienze naturali
L’attività del museo comprende innanzitutto la ricerca sul patrimonio biologico e geologico del Cantone. Gli studi vengono condotti direttamente oppure attraverso collaborazioni con altre istituzioni e producono pubblicazioni scientifiche, incontri e iniziative rivolte alla diffusione delle conoscenze.
Questo lavoro contribuisce a definire il ruolo del museo come centro di competenza cantonale per le scienze naturali. Un’attività che rimane in larga parte lontana dagli occhi del pubblico, ma che costituisce una delle componenti essenziali della missione dell’istituzione.
Accanto alla ricerca si colloca infatti la conservazione del patrimonio naturale. Il museo raccoglie, studia, cataloga e mantiene nel tempo una quantità considerevole di materiali che rappresentano una fonte di informazioni per gli studiosi di oggi e per quelli delle prossime generazioni.
Quasi mezzo milione di reperti
Tra gli elementi che hanno contribuito alla valutazione positiva della SCNAT ci sono proprio le collezioni. Il Museo cantonale di storia naturale dispone di quasi mezzo milione di reperti e conserva una raccolta inserita nell’Inventario svizzero dei beni culturali di importanza nazionale.
A questa dotazione si aggiunge una biblioteca specializzata, che completa l’attività documentaria e scientifica dell’istituzione.
Le collezioni non hanno soltanto un valore storico. Rocce, minerali, fossili e materiali relativi alla biodiversità costituiscono una base per l’osservazione dei cambiamenti del territorio e per nuove ricerche. La conservazione diventa quindi parte integrante della ricerca scientifica, oltre che uno strumento per documentare il patrimonio naturale ticinese.
Una responsabilità che riguarda anche il territorio
Il museo svolge inoltre un compito specifico legato alla legislazione cantonale sulla ricerca e sulla raccolta di rocce, minerali e fossili.
Si tratta di una funzione meno conosciuta rispetto alle attività rivolte ai visitatori, ma significativa per comprendere la posizione dell’istituzione nel sistema cantonale. Il museo si trova infatti all’intersezione tra conoscenza scientifica, tutela del patrimonio e gestione delle informazioni relative al territorio.
La sua attività non si limita dunque agli spazi espositivi. Una parte importante del lavoro riguarda ciò che viene raccolto, studiato, conservato e reso disponibile alla comunità scientifica.
Dalla ricerca alla divulgazione
Il rapporto con il pubblico rappresenta l’altra grande componente dell’attività del museo. Le conoscenze prodotte attraverso la ricerca vengono trasformate in occasioni di divulgazione rivolte a persone con livelli di preparazione molto diversi.
Nel corso dell’anno l’offerta comprende corsi, conferenze, visite guidate, iniziative dedicate alle famiglie e alle scuole, giornate tematiche sulla biodiversità e attività legate alle mostre. A queste si aggiungono strumenti digitali come podcast, video e materiali didattici.
La varietà dei linguaggi utilizzati risponde a una precisa esigenza: rendere accessibili temi scientifici spesso complessi senza rinunciare alla correttezza dei contenuti.
È anche su questo equilibrio tra rigore e divulgazione che la giuria della SCNAT ha concentrato parte della propria valutazione. Il museo viene infatti indicato come esempio di una struttura capace di mettere in relazione competenza scientifica e apertura verso la società.
Il riconoscimento arriva prima del trasferimento a Locarno
Il Prix Museum assume un significato particolare anche per la fase che l’istituzione sta attraversando. Nei prossimi anni il Museo cantonale di storia naturale è infatti destinato a lasciare Lugano per trasferirsi a Locarno. L’obiettivo indicato è arrivare alla nuova sede nel 2031.
Il trasferimento rappresenta un passaggio rilevante nella storia del museo e dovrebbe consentire di ripensare gli spazi e l’organizzazione delle diverse funzioni. Il progetto punta a rafforzare il collegamento tra conservazione delle collezioni, ricerca, documentazione, formazione, attività di mediazione e accoglienza.
Il premio della SCNAT arriva quindi in una fase di transizione, quando una parte significativa del lavoro svolto negli ultimi anni si prepara a confluire in un nuovo progetto istituzionale.
«Un incoraggiamento per il prossimo obiettivo»
Filippo Rampazzi, direttore del Museo cantonale di storia naturale, ha accolto la distinzione sottolineandone il valore per l’intero Cantone e per il gruppo di lavoro dell’istituzione.
Il riconoscimento, secondo il direttore, conferma anche la funzione che i musei scientifici possono svolgere in una fase nella quale il rapporto tra attività umane e ambiente occupa un posto sempre più rilevante nel dibattito pubblico.
Per il museo, tuttavia, il premio non rappresenta un punto d’arrivo. Rampazzi lo considera soprattutto uno stimolo in vista del progetto della nuova sede di Locarno, indicato come il prossimo grande obiettivo dell’istituzione.
La valutazione della giuria
Nelle motivazioni del Prix Museum, la giuria della SCNAT ha messo in evidenza la capacità del museo ticinese di tenere insieme attività che spesso vengono considerate separatamente.
Ricerca, collezioni, competenze specialistiche, mediazione scientifica e presenza sul territorio vengono invece sviluppate come parti di una stessa missione. È proprio questa combinazione ad aver portato alla decisione di assegnare il premio al museo ticinese.
La distinzione assume così una valenza nazionale: non viene premiata una singola mostra o una specifica iniziativa, ma il lavoro complessivo di un’istituzione scientifica e culturale.
Come funziona il Prix Museum
La SCNAT assegna due riconoscimenti specificamente dedicati al settore museale. Il Prix Museum è destinato a premiare una prestazione complessiva particolarmente significativa di un museo o di un’altra istituzione attiva nel campo delle scienze naturali.
Il secondo riconoscimento è il Prix Expo, destinato invece alla migliore esposizione di scienze naturali realizzata in Svizzera.
Le modalità di assegnazione sono differenti. Il Prix Museum viene attribuito ogni tre anni, a discrezione della giuria e senza un bando di concorso. Il Prix Expo viene invece assegnato ogni anno attraverso una procedura basata su un bando.
Entrambi i riconoscimenti prevedono una dotazione di 10’000 franchi.
Per il Museo cantonale di storia naturale di Lugano, il Prix Museum 2026 costituisce dunque un riconoscimento all’attività costruita nel tempo e, allo stesso tempo, un passaggio verso la prossima fase. La prospettiva del trasferimento a Locarno nel 2031 aggiunge al premio un elemento ulteriore: quello di una valutazione positiva del lavoro svolto proprio mentre l’istituzione si prepara a ridefinire spazi e modalità operative.
Il risultato è la fotografia di un museo che, accanto alla funzione pubblica più visibile, continua a svolgere un’attività scientifica e conservativa strettamente legata alla conoscenza del territorio ticinese.



