Yayoi Kusama (1929-2026), dopo un’infanzia difficile e problemi psichiatrici che la inducono a vivere in un ospedale psichiatrico, trasforma le allucinazioni che la perseguitano in opere compulsive e rapide (le rimase il timore della madre che le strappava i disegni da piccola).
Nel 1966 senza essere invitata ufficialmente, porta alla Biennale di Venezia 1500 sfere d’acciaio davanti al Padiglione Italia (Narcissus Garden, Il giardino di Narciso) e le vende ai passanti a 2 dollari l’una, con il cartello “Il tuo narcisismo in vendita” a denunciare la mercificazione dell’arte che già movimentava il mercato dell’arte di moda.
L’amicizia e la corrispondenza con l’americana Georgia O’Keefe alla fine degli anni cinquanta (in un mondo tutto maschile) la aiuta a seguire la sua passione e frequentare una scuola d’arte.
Nel 1993, alla 45esima edizione della Biennale riceve la consacrazione come prima donna a rappresentare il Giappone e ne occupa il Padiglione con una sala di specchi (Mirror Room) con al centro Zucche gialle a pois neri sbalorditivi.
Il suo stile unisce l’arte concettuale a elementi del minimalismo, della arte pop, del surrealismo e dell’espressionismo astratto, ripetendo compulsivamente pattern che identificano il suo lavoro e hanno ispirato negli anni diversi artisti, tra gli altri anche D. Judd e C. Oldenburg.
Dai pois alle zucche, dalle forme falliche alle tele punteggiate, alle stanze infinite fatte di specchi (Infinity Mirror Rooms) che riflettono pois con i colori dell’arcobaleno, inebriano e fanno perdere l’equilibrio, ha rappresentato il suo universo visionario in cui finito e infinito, realtà e percezione si dissolvono.
La parrucca arancio e gli abiti con cerchi a tutto colore ne hanno fatto un personaggio iconico: famosa la collaborazione della sua Fondazione con Louis Vuitton nelle vetrine di tutto il mondo nel 2023, che l’hanno resa celebre a chiunque. I manichini che la rappresentavano erano talmente verosimili da metterne in dubbio l’identità e l’ubiquità.
La principale e più importante mostra di Kusama sarà proprio in questo anno: allo Stedelijk Museum di Amsterdam (11 settembre 26-17 gennaio 27) era già in programma la più grande retrospettiva dell’artista.



