arte-scienza-lugano-sciartIl rapporto tra arte e scienza torna al centro della programmazione culturale di Lugano con tre appuntamenti di SciArt, il progetto promosso da IBSA Foundation per la ricerca scientifica e sviluppato in collaborazione con LAC Lugano Arte e Cultura e MASI Lugano. Tra novembre 2026 e febbraio 2027, il programma propone tre esperienze differenti, accomunate dall’interesse per il modo in cui tecnologia, ambiente, corpo e percezione influenzano la relazione dell’essere umano con ciò che lo circonda.

Il percorso si sviluppa attraverso linguaggi diversi: un’installazione audiovisiva, una performance sonora e luminosa legata all’osservazione di un ecosistema e un incontro dedicato alla ricerca teatrale di Romeo Castellucci. Non si tratta quindi di una rassegna costruita attorno a un’unica forma espressiva, ma di una successione di proposte che affrontano da prospettive differenti alcune questioni del presente.

La collaborazione tra IBSA Foundation, LAC e MASI si inserisce in un percorso più ampio avviato negli anni scorsi. SciArt nasce infatti nel 2021 con l’obiettivo di mettere in relazione pratiche artistiche e ricerca scientifica, utilizzando eventi e contenuti digitali per avvicinare il pubblico a esperienze sviluppate all’incrocio tra discipline differenti.

La memoria digitale nell’installazione di Riccardo Benassi

Il primo appuntamento è dedicato a Morestalgia (2019) di Riccardo Benassi, installazione audiovisiva e polisensoriale che sarà presentata nella Hall del LAC dal 1° al 6 novembre 2026.

L’opera è costruita attorno a uno schermo LED attraversabile fisicamente. Il visitatore non si limita quindi a osservare un’immagine dall’esterno, ma entra nello spazio dell’installazione, diventando parte della situazione insieme agli altri presenti. Testo, immagini e suono concorrono a costruire un ambiente nel quale dimensione digitale e presenza fisica si sovrappongono.

Il titolo dell’opera deriva da un neologismo elaborato dallo stesso Benassi per indicare una particolare forma di nostalgia associata all’esperienza post-Internet. Il riferimento è alla sensazione di mancanza che può emergere dal confronto continuo con le esperienze altrui, rese visibili e accessibili attraverso la condivisione online.

Il tema della memoria assume così una dimensione che non riguarda soltanto il ricordo del passato. La questione riguarda anche il modo in cui le tecnologie digitali modificano la percezione del presente, il rapporto con gli altri e la costruzione del senso di appartenenza.

Martedì 3 novembre, alle 18.30, Benassi sarà inoltre protagonista di un incontro pubblico di 45 minuti con la curatrice Chiara Nuzzi. La conversazione partirà da Morestalgia per affrontare alcuni elementi della ricerca dell’artista: il rapporto tra corpo e tecnologia, la presenza fisica e digitale, il linguaggio e le trasformazioni nelle modalità attraverso cui l’individuo vive e interpreta il presente.

Benassi, nato a Cremona nel 1982 e attivo tra Berlino, Bergamo e online, lavora attraverso installazioni ambientali, video saggi, performance e interventi nello spazio. La sua ricerca si concentra in particolare sul rapporto tra individuo e tecnologia, attraverso testo e suono.

Quando i dati di un ecosistema diventano suono

Il secondo appuntamento cambia prospettiva e porta l’attenzione dalla dimensione digitale all’ambiente naturale. Giovedì 3 dicembre 2026 il Teatrostudio del LAC ospiterà Triton, progetto cross-mediale del duo Invernomuto, formato da Simone Bertuzzi e Simone Trabucchi.

La proposta prevede due sessioni d’ascolto, alle 19 e alle 21, con un aperitivo tra i due momenti.

Alla base di Triton c’è l’osservazione di una colonia reale di salamandre che vive in due antiche vasche scavate nella roccia a Pietra Perduca, in Val Trebbia. Il dispositivo sviluppato da Invernomuto raccoglie informazioni relative all’ambiente, tra cui il livello dell’acqua, le condizioni di luce e i movimenti degli animali, trasformandole in una composizione sonora e luminosa che cambia nel tempo.

Il progetto mette quindi in discussione la separazione tra osservatore e oggetto osservato. I dati dell’ecosistema non vengono presentati sotto forma di semplice informazione, ma diventano materia per un’esperienza sensoriale. Suono e luce restituiscono le variazioni dell’ambiente e l’attività degli animali, traducendo in un linguaggio artistico fenomeni che normalmente restano lontani dall’esperienza diretta del pubblico.

La componente partecipativa amplia ulteriormente il progetto. Attraverso il sito di Invernomuto, gli utenti possono inviare un suono registrato con uno smartphone o un computer e ricevere un file audio generato dal progetto.

Invernomuto lavora insieme dal 2003 e sviluppa progetti di ricerca che attraversano immagine, suono, performance e cultura materiale. Nel loro percorso, temi legati alle identità, alle culture vernacolari e alla trasformazione dei linguaggi contemporanei vengono affrontati attraverso opere e interventi che possono evolvere nel tempo e nello spazio.

Il teatro come esperienza condivisa

Il terzo appuntamento porta SciArt verso il teatro e la riflessione sulla percezione. Al centro c’è Romeo Castellucci, autore di Credere alle Maschere, performance in programma dal 29 al 31 gennaio 2027 al MASI Lugano, sede LAC. Il successivo incontro con il pubblico si terrà domenica 14 febbraio alle 11 nella Hall del LAC, con Castellucci in dialogo con Piersandra Di Matteo.

Credere alle Maschere nasce dalla ricerca di Castellucci sulla maschera e sul rapporto tra identità, sguardo e partecipazione. Nella performance la maschera non viene concepita semplicemente come qualcosa che nasconde un volto: al contrario, diventa uno strumento attraverso cui l’identità viene esposta allo sguardo altrui.

Il ruolo dello spettatore assume una posizione centrale. Il corpo di chi assiste viene direttamente coinvolto nella costruzione dell’esperienza, mentre l’insieme dei volti e delle presenze contribuisce a formare una figura collettiva. Lo spazio teatrale diventa così anche uno spazio di relazione, nel quale guardare e essere guardati sono due elementi inseparabili.

L’incontro del 14 febbraio permetterà di approfondire il processo creativo dell’opera e alcuni dei temi ricorrenti nella ricerca del regista: il rapporto tra immagine e parola, il ruolo del corpo nello spazio scenico, il confronto tra tradizione e sperimentazione e le relazioni tra arte, scienza e percezione.

Castellucci, regista e creatore di scene, luci e costumi, ha sviluppato un linguaggio teatrale fondato sulla relazione tra differenti forme artistiche e su una particolare attenzione alla percezione. Le sue produzioni sono state presentate in numerosi teatri e festival in diversi Paesi. A Lugano ha già portato Democracy in America, Bros e Bérénice.

Tre prospettive sul rapporto tra uomo e tecnologia

Pur partendo da presupposti differenti, i tre appuntamenti presentano alcuni elementi comuni. Morestalgia osserva il rapporto tra individuo e ambiente digitale; Triton utilizza dati provenienti da un ecosistema vivente per costruire una forma sonora e luminosa; Credere alle Maschere concentra l’attenzione sulla presenza fisica, sullo sguardo e sulla relazione tra spettatori.

Ne emerge un percorso nel quale la tecnologia non viene considerata soltanto come strumento. Diventa piuttosto un elemento capace di modificare il modo in cui si percepiscono il tempo, la memoria, l’ambiente e gli altri.

È anche questo uno degli aspetti caratterizzanti di SciArt: il progetto non punta semplicemente a presentare contenuti scientifici attraverso l’arte, ma a creare situazioni nelle quali l’esperienza artistica possa aprire domande su fenomeni e trasformazioni contemporanee.

La collaborazione tra istituzioni culturali e ricerca scientifica si inserisce, del resto, in un’attività che IBSA Foundation porta avanti da tempo. Il progetto SciArt è stato sviluppato attraverso differenti formati e collaborazioni, tra cui iniziative con il MASI dedicate alla relazione tra arte e scienza e, più recentemente, il progetto Fluid Boundaries, che ha messo in relazione arte, scienza e saperi delle comunità indigene attorno al tema dell’acqua.

Informazioni e prenotazioni

I tre appuntamenti di SciArt sono a ingresso gratuito, con prenotazione. Morestalgia sarà visitabile dall’1 al 6 novembre 2026 nella Hall del LAC; il talk con Riccardo Benassi è previsto il 3 novembre alle 18.30.

Triton sarà presentato il 3 dicembre al Teatrostudio del LAC con due sessioni, alle 19 e alle 21. Credere alle Maschere andrà invece in scena dal 29 al 31 gennaio 2027 al MASI Lugano, sede LAC, mentre l’incontro con Romeo Castellucci è fissato per il 14 febbraio alle 11 nella Hall del LAC.

Per la performance Credere alle Maschere è previsto un biglietto di CHF 25. La prevendita indicata nel programma si apre l’8 dicembre, con prelazione per i membri LAC+ dal 1° dicembre.

Il programma completo e le modalità di prenotazione sono disponibili sui siti di IBSA Foundation, LAC Lugano Arte e Cultura e MASI Lugano.