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Lugano si prepara ad accogliere una nuova incursione dell’arte contemporanea nello spazio urbano. In occasione dell’inaugurazione di Butterflies in the stomach, la nuova mostra di Pietro Terzini, il centro cittadino si trasforma in un itinerario artistico a cielo aperto.

Per accompagnare il vernissage, dieci attività commerciali del cuore di Lugano ospiteranno nelle proprie vetrine alcune delle frasi più riconoscibili dell’artista lodigiano, da anni protagonista di una ricerca che intreccia linguaggio visivo, cultura pop e riflessione sociale. L’iniziativa coinvolge ANTONIOLI, BIJOUX IO, DAHRA, GROOVY, KOHAKINHO, KURTZ, LA DISPENSA, MION, THE PERFUMERY e, in modo particolarmente significativo, il RISTORANTE FEDERALE, che si conferma ancora una volta luogo di incontro tra cultura, convivialità e vita cittadina.

Proprio la partecipazione del Federale rappresenta uno degli elementi più interessanti del progetto: non solo uno spazio di ristorazione, ma un vero punto di riferimento nel tessuto urbano luganese, capace di accogliere e amplificare il dialogo tra arte e pubblico. In questo contesto, le parole di Terzini trovano una collocazione naturale, inserendosi in un ambiente quotidiano e vissuto, dove il messaggio artistico può raggiungere un pubblico ampio e trasversale.

Accanto a ciascuna installazione sarà disponibile un QR code che rimanderà al profilo Instagram, consentendo ai visitatori di approfondire contenuti, informazioni e dettagli relativi all’esposizione. Un’estensione digitale che rafforza ulteriormente il carattere contemporaneo e partecipativo dell’iniziativa.

L’artista sarà presente all’inaugurazione odierna, offrendo al pubblico l’opportunità di incontrare uno dei nomi più riconoscibili della scena artistica italiana contemporanea. La sua recente inclusione tra i Top of the Forbes 2025 da parte di Forbes Italia conferma la rilevanza di un percorso capace di incidere non solo sul sistema dell’arte, ma anche sul più ampio panorama culturale e creativo.

Nato a Lodi nel 1990, Pietro Terzini ha costruito negli anni una pratica artistica che si colloca al crocevia tra arte, design e moda. Dopo la laurea magistrale in Architettura al Politecnico di Milano, ha sviluppato un linguaggio personale fondato sull’uso della parola, dell’ironia e dell’immediatezza comunicativa. Un approccio che gli ha permesso di collaborare con marchi internazionali del lusso come Tiffany & Co., Stella McCartney, Moncler e Palm Angels.

La sua ricerca si distingue anche per un uso consapevole delle piattaforme digitali, da Instagram a TikTok, strumenti che hanno contribuito ad ampliare il raggio d’azione dell’arte contemporanea e a ridefinirne le modalità di fruizione nel XXI secolo. Le sue opere, spesso costruite attorno a frasi brevi e folgoranti, dialogano con temi universali quali amore, desiderio, identità e consumismo.

La mostra luganese si inserisce in un percorso espositivo particolarmente intenso. Tra gli appuntamenti più recenti figurano Are you in Love? No, I’m in Verona a Verona nel 2026, Are you in Love? No, I’m in St. Moritz tra il 2025 e il 2026, la personale milanese presso la Veneranda Biblioteca Ambrosiana nel 2025 e diverse esposizioni internazionali tra Dubai, Londra e Milano. Lugano rappresenta inoltre una tappa significativa di un rapporto già consolidato con la galleria, che nel 2023 aveva ospitato la mostra (Tra)sh.

Con Butterflies in the stomach, visitabile dal 28 aprile al 26 giugno 2026, la sede luganese di Kromya Art Gallery rinnova la propria attenzione verso i linguaggi più attuali dell’arte contemporanea. L’esposizione sarà aperta da martedì a venerdì, dalle 13 alle 18, mentre il sabato sarà accessibile su appuntamento. L’ingresso è gratuito.

La scelta di portare le opere fuori dagli spazi espositivi tradizionali conferma una tendenza sempre più rilevante nel panorama artistico internazionale: quella di creare connessioni dirette tra arte, città e comunità. In questo senso, il coinvolgimento delle attività commerciali e, in particolare, del Ristorante Federale, contribuisce a rendere l’esperienza non soltanto espositiva, ma pienamente urbana.