Arte Fiera 2026 si chiude con oltre 50mila visitatori, vendite sostenute e sette premi assegnati. Successo per il nuovo corso di Davide Ferri e per il Fondo Arte Fiera da 100mila euro.Si è conclusa con numeri solidi e un diffuso consenso l’edizione 2026 di Arte Fiera, la numero 49 della sua storia. Un appuntamento che ha segnato l’avvio di una nuova fase per la manifestazione bolognese, la prima sotto la direzione artistica di Davide Ferri, affiancato dal direttore operativo Enea Righi.

Oltre 50mila le presenze registrate nei giorni di apertura, un dato che conferma la centralità della rassegna nel panorama italiano e la tenuta di un format fieristico che, pur attraversando trasformazioni profonde, continua a rappresentare un punto di riferimento per gallerie, artisti e collezionisti.

Un nuovo orientamento per la fiera

Il titolo scelto per questa edizione, Cosa sarà, ha sintetizzato l’intenzione di interrogarsi sul futuro della fiera e, più in generale, sul senso contemporaneo di questi grandi appuntamenti espositivi. L’obiettivo dichiarato è stato quello di consolidare il ruolo di Arte Fiera come principale piattaforma dedicata alle gallerie italiane e all’arte del XX e XXI secolo.

I risultati, almeno sul piano del mercato, sembrano aver dato ragione all’impostazione curatoriale: vendite significative sono state segnalate in tutte le sezioni sin dal primo giorno, sostenute anche da una campagna di inviti mirata che ha portato a Bologna collezionisti, operatori e personalità del mondo culturale e imprenditoriale, amplificata da una presenza mediatica e social particolarmente incisiva.

Arte Fiera 2026 si chiude con oltre 50mila visitatori, vendite sostenute e sette premi assegnati. Successo per il nuovo corso di Davide Ferri e per il Fondo Arte Fiera da 100mila euro.Public program e collaborazioni

Accanto alla proposta commerciale, il public program ha rappresentato uno dei punti qualificanti di Arte Fiera 2026. Particolare attenzione ha suscitato la performance di Chalisée Naamani al Padiglione de l’Esprit Nouveau, nata dalla collaborazione con Fondazione Furla nell’ambito del programma di azioni dal vivo.

Sempre sul fronte delle commissioni, il progetto KOLOSSAL di Marcello Maloberti ha inaugurato la nuova serie Preludio, sostenuta da Gruppo Hera. A completare il programma, i Book Talk in partnership con BPER hanno approfondito il rapporto tra arte ed editoria, confermando l’interesse verso le pratiche critiche e teoriche che accompagnano la produzione artistica contemporanea.

I premi di Arte in Fiera 2026

Sette i riconoscimenti attribuiti nel corso della manifestazione, espressione di differenti forme di sostegno all’arte italiana, tra partner istituzionali, realtà private e collezionismo.

Il Premio ANGAMC alla carriera è stato conferito a Emilio Mazzoli, fondatore della Galleria Mazzoli con sedi a Modena e Berlino, figura storica del sistema dell’arte contemporanea.

Il BPER Prize, dedicato alla valorizzazione delle tematiche femminili, è andato a Silvia Giambrone, rappresentata da Richard Saltoun, con l’acquisizione dell’opera Mirror n.18 (2022), destinata agli spazi espositivi del Gruppo BPER. Una menzione speciale è stata assegnata a Silvia Inselvini (Atipografia) per Notturni N. 147 (2025).

Il Premio Collezione Righi, rivolto ad artisti mid-career e nuove generazioni, ha premiato Liliana Moro (galleria Raffaella Cortese) per l’opera Piazza #2 (2007).

Il Marval Acquisition Award, focalizzato su opere dal forte contenuto sociale, politico o economico, è stato attribuito a Romane de Watteville (Ciaccia Levi) per I could claim the dreamers from the dreams (2025).

Il Premio Officina Arte Ducati, legato al tema A Century Made of Seconds e orientato a valorizzare ricerca, velocità e innovazione, è stato assegnato a Diego Perrone (Umberto Di Marino) per Senza titolo (2025), destinata alla collezione corporate di Borgo Panigale sostenuta da Fondazione Ducati.

Il Premio Osvaldo Licini by Fainplast, dedicato alla pittura contemporanea nel solco del maestro marchigiano, è andato a Pesce Khete (galleria Colli) per Untitled (2024).

Infine, il Premio Rotary per la diffusione della cultura dell’arte tra i giovani è stato assegnato alla Gian Marco Casini Gallery, mentre il Premio Rotaract e il Premio Andrea Sapone hanno riconosciuto il lavoro di Luca Campestri, rappresentato dalla galleria Capsule.

Arte Fiera 2026 si chiude con oltre 50mila visitatori, vendite sostenute e sette premi assegnati. Successo per il nuovo corso di Davide Ferri e per il Fondo Arte Fiera da 100mila euro.Il debutto del Fondo Arte Fiera

Tra le novità più rilevanti di Arte Fiera 2026 figura l’istituzione del Fondo Arte Fiera, un fondo di acquisizione da 100mila euro promosso da BolognaFiere e Cosmoprof. Nella sua prima edizione il fondo ha portato all’acquisizione di quattordici opere, delineando una collezione eterogenea per generazioni e linguaggi.

Entrano così nel patrimonio del fondo: Untitled (1970) e Vibrazioni con buchi (1970) di Greta Schödl (LABS Arte Contemporanea, Bologna); Elisone (2026) di Leonardo Devito (Galleria Acappella, Napoli); Senza titolo (2022) di Anri Sala (Alfonso Artiaco, Napoli); due fotografie dalla serie Narciso contro Narciso (1979) di Libera Mazzoleni (Frittelli, Firenze).

Acquisite anche tre opere di Francesco Jodice dalla serie Aral_CitytellersAralsk #004 (2008), Kyzylorda #005 (2008), Kyzylorda #006 (2008) — presentate dalla galleria Umberto Di Marino (Napoli); due stampe di Dove il cielo è più vicino (2014) di Moira Ricci (Laveronica, Modica); Untitled (Banister) (2023) di Buck Ellison (Barbati Gallery, Venezia); Senza titolo (Green Parrot) #25 (2024) di Chiara Camoni (SpazioA, Pistoia); e Il giorno della fine non ti servirà l’inglese (2025) di Alek O. (Martina Simeti, Milano).

Uno sguardo verso la 50ª edizione

Con questa 49ª edizione, Arte Fiera 2026 ha voluto segnare un punto di passaggio, rafforzando la propria identità nazionale e al contempo aprendo una riflessione sul futuro delle fiere d’arte. I dati di affluenza e le vendite registrate indicano una risposta positiva del mercato e del pubblico.

Resta ora da verificare, nei prossimi anni, come questo nuovo indirizzo curatoriale saprà evolvere e incidere su un sistema fieristico in continua trasformazione. Bologna, intanto, conferma il proprio ruolo di snodo centrale per l’arte moderna e contemporanea italiana e, più in generale, il polo fieristico emiliano si identifica come grande forza attrattiva dell’Europa centro-sud.

Arte Fiera 2026 apre un nuovo capitolo con 200 espositori e una direzione rinnovata