Swiss Orchestra al LAC: Beethoven, Du Puy e il dialogo tra tradizione e innovazione A Lugano la compagine diretta da Lena-Lisa WüstendörferLa stagione sinfonica del LAC Lugano Arte e Cultura si arricchisce di un nuovo appuntamento prestigioso grazie all’arrivo della Swiss Orchestra, formazione che negli ultimi anni si è affermata come una delle realtà più dinamiche del panorama musicale elvetico. Giovedì 7 maggio, alle ore 20, la compagine diretta da Lena-Lisa Wüstendörfer salirà sul palcoscenico della Sala Teatro insieme alla pianista Olga Scheps per un programma che mette in relazione alcune delle pagine più significative del classicismo e del primo romanticismo.

Al centro della serata, il confronto tra due figure appartenenti a uno stesso orizzonte culturale ma oggi diversamente presenti nel repertorio: Ludwig van Beethoven, protagonista indiscusso della storia della musica occidentale, ed Édouard Du Puy, autore di origini neocastellane la cui produzione merita una rinnovata attenzione. L’accostamento tra i due compositori offre una prospettiva interessante sul passaggio tra la compostezza formale del Settecento e la tensione espressiva che avrebbe caratterizzato il secolo successivo.

L’apertura è affidata all’Ouverture dall’opera Ungdom og Galskap di Du Puy, pagina raramente proposta nelle sale da concerto. La scrittura, brillante e teatrale, si distingue per la vivacità ritmica, la ricchezza dei contrasti e una raffinata attenzione al colore orchestrale. È una musica che testimonia il fermento creativo di un’epoca di transizione, collocandosi tra l’eleganza tardoclassica e le prime spinte verso una maggiore libertà espressiva.

Swiss Orchestra al LAC: Beethoven, Du Puy e il dialogo tra tradizione e innovazione A Lugano la compagine diretta da Lena-Lisa WüstendörferIl cuore del programma è rappresentato dal Concerto per pianoforte n. 3 in do minore op. 37 di Beethoven, una delle opere che segnano in modo più evidente l’emancipazione del linguaggio concertistico beethoveniano dai modelli settecenteschi. Qui il rapporto tra pianoforte e orchestra si trasforma in un dialogo serrato, ricco di tensione drammatica e slanci lirici. In questo contesto, la presenza di Olga Scheps si annuncia particolarmente significativa: la pianista tedesca è apprezzata a livello internazionale per la profondità interpretativa, la cura del suono e la capacità di coniugare rigore stilistico e intensità emotiva.

Artista ospite di festival e sale prestigiose in Europa e oltre, Scheps ha costruito una carriera caratterizzata da un repertorio ampio e da una costante attenzione alla qualità del fraseggio. Le sue interpretazioni, tanto nel repertorio romantico quanto in quello classico, si distinguono per equilibrio, eleganza e forza comunicativa.

A chiudere la serata sarà la Sinfonia n. 5 in do minore op. 67, una delle composizioni più celebri e riconoscibili dell’intera letteratura sinfonica. Il celebre incipit, entrato nell’immaginario collettivo, introduce un percorso musicale che sviluppa con straordinaria coerenza il tema del conflitto, della trasformazione e dell’approdo finale alla luce. Un itinerario sonoro che continua a rappresentare una delle più alte sintesi del pensiero beethoveniano.

Fondata con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio musicale svizzero tra Ottocento e Novecento, la Swiss Orchestra si è distinta per un progetto artistico che coniuga ricerca, divulgazione e qualità esecutiva. La formazione riunisce interpreti della nuova generazione e dedica particolare attenzione alla riscoperta di compositori meno frequentati, restituendo visibilità a pagine spesso trascurate dalla programmazione tradizionale.

Swiss Orchestra al LAC: Beethoven, Du Puy e il dialogo tra tradizione e innovazione A Lugano la compagine diretta da Lena-Lisa WüstendörferSotto la guida di Lena-Lisa Wüstendörfer, direttrice nota per l’approccio rigoroso e al tempo stesso comunicativo, l’orchestra ha consolidato una propria identità, capace di unire precisione filologica, energia interpretativa e apertura verso nuovi percorsi di ascolto. La sua attività si inserisce inoltre in una più ampia missione culturale: promuovere il dialogo tra le diverse regioni linguistiche della Svizzera attraverso il linguaggio universale della musica.

L’appuntamento luganese si presenta dunque come un’occasione per ascoltare un programma di grande coerenza storica ed espressiva, in cui la riscoperta si intreccia con il grande repertorio. Una serata che mette in evidenza non solo la vitalità della Swiss Orchestra, ma anche la capacità del LAC di proporre progetti artistici di respiro internazionale.

Prima del concerto, alle ore 19 nella Hall del LAC, il giornalista e divulgatore Enrico Parola introdurrà il programma, offrendo al pubblico strumenti e chiavi di lettura per approfondire il percorso musicale della serata. La partecipazione all’incontro è consigliata con prenotazione sul sito ufficiale del LAC.