La ristorazione di questo storico ristorante elvetico costituisce un’esperienza davvero unica anche per il palato più esigente.

Tra i grandi alberghi della Svizzera, ma non solo, il Park Hotel a Vitznau è quello che forse mi ha positivamente impressionato di più. Per tanti motivi, ma ne cito solo tre.

  • Il primo è che una simile magnificenza non si trova propriamente tra le grandi mete del turismo elvetico come St. Moritz o Zermatt.
  • Il secondo motivo è la sua incantevole posizione sul Lago dei Quattro Cantoni, con una vista pittoresca da tutte le residenze e le suites, capace di intenerire e commuovere anche il cuore più duro; poi, sapere che dietro, l’hotel ha la protezione della montagna più leggendaria della Svizzera, il Rigi, tramuta la commozione in gioia.
  • Il terzo motivo, non meno importante anche se più pragmatico, è la cucina, con le due perle, ovvero i due ristoranti di questo storico albergo di lusso e di alcuni suoi punti di ristoro come il Bar o la Terrazza esterna.

I due ristoranti sono: il “Prisma” che da due anni vanta una stella Michelin e 16 punti Gault&Millau e il “Focus” con ben due stelle Michelin dal 2018 e 18 punti Gault&Millau. Va da sé che una struttura prestigiosa come il Park Hotel a Vitznau abbia un executive chef per la supervisione ed il governo della parte gastronomica con i diversi modelli di cucina; questo compito, ormai da una decina d’anni, è svolto da Christian Nickel, un cuoco non ancora quarantenne ma di grande esperienza. Al ristorante “Prisma”, dove l’ambiente e l’atmosfera suggeriscono un’elegante informalità, opera lo chef stellato Philipp Heid, che propone un percorso culinario a sorpresa, con tante piccole delizie, dagli stuzzichini iniziali, ai piatti centrali e al dessert.

I piatti del ristorante Prisma

Per dare solo una piccola idea ecco tre dei numerosi piatti che si ispirano ad uno stile sia asiatico sia occidentale che si può definire “fusion”: Ostriche funghi e formaggio in tempura; Fegato d’anatra con “unagi e yuzu”; Cuore di lattuga mango verde e basilico thai. Queste fusioni sono ricercate e studiate così da renderle filologicamente gradevolissime. Dalla cucina del “Prisma”, escono anche i piatti di una carta particolare volta a deliziare quei clienti che desiderano consumare un pasto o al Bar o all’esterno sulla bellissima Terrazza al lago e la responsabilità è affidata ad uno specialista sia di tagli di carne sia di pesci e del grill, lo chef Felix Kattchin, diventato il primo “sommelier della carne” nella Svizzera centrale. Più formale ma senza affettazione è il ristorante bistellato “Focus” dove svolge la sua “missione” lo chef Patrick Mahler che prima di approdare a Vitznau ha lavorato nelle cucine del ristorante “Ecco” di Ascona e St. Moritz. Patrick, 38 anni, è una persona semplice e simpatica che offre la sua grande perizia di cuoco negli abbinamenti dei diversi elementi di una pietanza, nei suoi contrasti raffinati e nelle cotture perfette dei cibi, oltre che nell’estro delle mirabili presentazioni sui piatti. Le sue composizioni sono come dei brani musicali magistralmente eseguiti da una grande orchestra, rappresentata da una perfetta simbiosi tra la cucina e la sala, con gli ospiti che sono il pubblico e che alla fine del “concerto” applaudono con convinzione e gratitudine. La cucina del “Focus” è un viaggio attraverso un menu fisso di 8 o 12 portate, che ovviamente cambiano di stagione in stagione e che lambiscono la cucina classica francese e le influenze giapponesi. Dello spartito degustato a fine maggio desidero ricordare tre dei 12 momenti goduti in ossequioso silenzio: Signature dish: Duck liver ice-cream beetroot beef tatar; Hiramasa kingfish; Asparagus lardo di Colonnata escabèche; Veal chop: artichoke lovage cream sauce vierge. Il servizio in sala era assicurato dalla deliziosa Julia Tritschler, mentre gli abbinamenti cibo-vino sono stati condotti con grande sensibilità dal sommelier Lukas Kroesen. Per appassionati e intenditori, in questa magica residenza da favola, c’è una sorpresa: i “caveaux” dei vini, dei veri forzieri con un sistema di sicurezza legato all’impronta digitale del sommelier responsabile, con il quale ho potuto godere della vista di bottiglie straordinarie, molte delle quali praticamente introvabili. Il “caveau” degli Champagne, quello degli Château d’Ykuem, quello dei vini francesi, italiani, spagnoli e di altre nazioni. Gli occhi brillavano alla vista delle annate più prestigiose, ricercate e rare dei vari Romanée-Conti, Petrus, Mouton Rothschild, Latour, Haut-Brion, Margaux, Ornellaia, Solaia, Barolo, Pingus e la lista è infinita, anche perché in questi “caveaux” riposano ben 32.000 bottiglie per un valore di circa 25 milioni di franchi, tutte vigilate discretamente da Sven Uzat, capo dei sommelier.     

Park Hotel Vitznau

Seestrasse 18
6354 Vitznau (LU)
Switzerland
Tel. +41 (0) 41 399 60 60
www.parkhotel-vitznau.ch