Le arti sono parte integrante della SUPSI. Oltre al Design – ambito di competenza del Dipartimento ambiente costruzioni e design – la Scuola è attiva anche nella Musica e nel Teatro grazie alle scuole affiliate Accademia Teatro Dimitri e Scuola universitaria di Musica del Conservatorio della Svizzera italiana.
L’ Accademia Teatro Dimitri e la Scuola universitaria di Musica del Conservatorio della Svizzera italiana sono entrate a far parte della SUPSI nel 2006, andando così a rafforzare l’anima artistica della nostra scuola universitaria professionale rappresentata sino a quel momento unicamente dal Design, ambito nel quale è attivo il Dipartimento ambiente costruzioni e design (DACD) con i Corsi di laurea in Comunicazione visiva, Architettura d’interni e Conservazione e restauro.
Nel corso di questi 14 anni, grazie a numerosi stimoli l’ambito artistico è evoluto in maniera significativa e, con quasi 600 studenti iscritti alla Formazione di base, costituisce un’importante realtà che conferisce prestigio alla SUPSI, permettendole di profilarsi sul piano nazionale ed internazionale grazie a docenti, ricercatori e studenti provenienti da tutto il mondo.
Una componente sicuramente arricchente che, oltre a fungere da impulso agli svariati ambiti disciplinari della scuola e al loro sviluppo, contribuisce notevolmente allo sviluppo culturale del nostro Cantone.

Quali attività svolge/offre l’ATD in ambito artistico?

«Per quanto riguarda la formazione di base, l’Accademia Teatro Dimitri offre un Bachelor of Arts in Theatre e un Master of Arts in Theatre, quest’ultimo con due possibili specializzazioni: Physical Theatre e, importante novità da settembre 2020, Teatro di figura – Objects, Puppet & Material Theatre. Una prima svizzera, che permetterà agli studenti di familiarizzare con un’ampia gamma del teatro di animazione contemporaneo: dal tradizionale teatro delle marionette, al teatro degli oggetti, dalle pratiche del teatro visivo, alle forme sperimentali ai limiti dei generi. A livello di formazione continua invece, il Certificate of Advanced Studies in performing Arts practice in conflict zones offre l’opportunità di aprire nuovi spazi di riflessione e di azione, e si rivolge ad artisti professionisti che vogliono portare la loro pratica delle arti dello spettacolo nelle zone di conflitto o nei contesti di crisi locali e internazionali. A disposizione di professionisti e non, vi è inoltre una vasta offerta di corsi nei periodi pasquali ed estivi.  Ad affiancare l’attività didattica vi è la Ricerca applicata, volta ad approfondire, tramite svariati progetti, l’applicazione del teatro in contesti sociali e formativi. È il caso ad esempio del progetto “Abilità Sociali e Sindrome di Asperger: Lavorare si può” che mira ad aiutare giovani con sindrome di Asperger a sviluppare, tramite i mezzi del teatro, le competenze relazionali per integrarsi nel mondo del lavoro, oppure di “Raccontare le migrazioni”, progetto rivolto alle scuole dell’obbligo con lo scopo di sviluppare un programma di best practices per tematizzare l’interculturalità a scuola».

Chi sono i vostri studenti e cosa significa, in termini di arricchimento, il fatto di avere docenti, studenti e ricercatori provenienti da tutto il mondo?

«L’internazionalità è un valore fondamentale per la SUPSI e l’arte è uno degli ambiti che meglio lo rappresenta. I nostri studenti e docenti provengono dalla Svizzera, dall’Europa e perfino dagli Stati Uniti e da paesi terzi. Il teatro è l’arte che parla dell’essere umano con i suoi comportamenti, pensieri e nostalgie; parla della società, dei conflitti e dei rapporti che ci siamo creati. Essere in contatto con artisti di tutto il mondo ci permette di essere confrontati con visioni, idee e problematiche diverse, di disporre di una rete internazionale e, non da ultimo, di essere in contatto con quello che succede nel teatro fuori dalla nostra piccola realtà di Verscio».

Nel vostro caso specifico, quali sono i vantaggi di unire discipline diverse facendo collaborare più artisti?

«La multidisciplinarità è un aspetto chiave per la SUPSI, anima di numerosi progetti sia in ambito formativo che di ricerca. La società è fatta di tante componenti. Poter incontrare anche altre discipline e lavorare insieme non è solo fantastico, ma anche produttivo. Crea molteplici possibilità per visionare e portare avanti progetti di generi diversi».

Lo spettacolo SUPSI Arts è un progetto simbolo di questa multidisciplinarità. Di che cosa si tratta?

«Simbolo della multidisciplinarità della scuola, SUPSI Arts riunisce in un unico progetto la Scuola universitaria di Musica del Conservatorio della Svizzera italiana, l’Accademia Teatro Dimitri e il Corso di laurea in Comunicazione visiva del DACD.
Nato nel 2004 – da un’idea di Giorgio Bernasconi, direttore d’orchestra e fondatore della stagione 900presente, e da Jean-Martin Roy, regista dell’Accademia Teatro Dimitri – SUPSI Arts è cresciuto negli anni, passando da sperimentazione didattica a messa in scena artistica, divenendo un vero e proprio appuntamento fisso nella scena culturale della nostra regione, inserito all’interno del cartellone di 900presente. In questo progetto, differenti dimensioni e culture artistiche si incontrano per dar vita ad un momento magico, capace di regalare forti emozioni al pubblico e, soprattutto, agli studenti e ai docenti coinvolti nella preparazione di questa esperienza unica sul piano nazionale».

Quali vantaggi porta ai vostri studenti il fatto di lavorare concretamente ad un reale spettacolo già nel corso della formazione?

«I nostri studenti sono confrontati sin dall’inizio con la realtà della scena. Partecipare a SUPSI Arts significa prender parte ad un processo di creazione che unisce le varie componenti di una produzione artistica. L’incontro con il direttore d’orchestra, con i giovani musicisti e gli studenti di comunicazione visiva rivela quanto è bello, ma anche difficile, trovare un filo drammatico e un’estetica comune»         

L’edizione 2020 proporrà sul palco del Palazzo dei Congressi “Kantrimiusik” di Mauricio Kagel.  Quali studenti saranno coinvolti per le vostre rispettive scuole e su cosa si concentra il loro lavoro?

«Quest’anno, per la parte teatrale, saranno protagonisti i nostri studenti Master che provengono da tutto il mondo: professionisti attivi in diversi campi della scena che svilupperanno situazioni teatrali nutriti dalle loro esperienze e capacità maturate in svariati ambiti (dal circo, al clown, dalla danza, al teatro)».