Qual è la sua valutazione riguardo alla situazione che si è venuta a creare con l’aeroporto di Lugano-Agno?
«Riguardo ai collegamenti aerei il Ticino è attualmente escluso dal resto della Svizzera e dunque anche dall’Europa. L’unica compagnia operativa all’aeroporto di Lugano-Agno ha dichiarato fallimento alla fine di settembre 2019, e da allora, nonostante la struttura sia disponibile e abbia un alto potenziale, nessuna compagnia aerea opera da quell’aeroporto. La compagnia aerea nazionale ha deciso di abbandonare il collegamento giornaliero con il suo hub di Zurigo offrendo ai passeggeri della regione un collegamento ferroviario con l’aeroporto di Zurigo, con tempi complessivi di percorrenza e poi di attesa comunque molto rilevanti. L’altra opzione per i passeggeri in partenza è l’aeroporto di Milano Malpensa. La totale assenza di voli commerciali da e per il Ticino influenzerà dunque tutti i settori economici e turistici nei prossimi anni».
Quali sono i principali contenuti della vostra proposta?
«L’obiettivo di questo progetto è quello di evidenziare le enormi possibilità derivanti dalla fondazione di una nuova compagnia aerea ticinese, che offra collegamenti giornalieri con diverse città d’Europa in una struttura point-to-point rinnovata e personalizzata, riguadagnando la fiducia dei passeggeri. Elementi di forza saranno la semplicità delle connessioni e l’affidabilità dei servizi, garantendo ritardi o cancellazioni minime o totalmente assenti; sicurezza degli aerei e delle operazioni, investendo su personale e manutenzione; flessibilità sulla scelta del vettore in caso di destinazioni intercontinentali con connecting flights; accessibilità delle tariffe offerte, sia per le famiglie che per viaggiatori singoli. In sintesi, il Ticino beneficerà di una migliore connettività aerea internazionale e globale a pochi passi da casa, soddisfacendo la domanda di viaggio di residenti, viaggiatori d’affari e turisti».
In base al vostro progetto, quali destinazioni saranno raggiunte dalla nuova compagnia?
«La compagnia inizierà a offrire collegamenti giornalieri con Ginevra, garantendo il collegamento più veloce tra queste due città con legami finanziari elevati, e Francoforte, che consente collegamenti europei e globali attraverso una grande varietà di compagnie aeree, aggiungendo successivamente Londra, Nizza e Roma o Parigi. In seguito, intendiamo implementare il nostro carnet di voli stagionali per Olbia, Palma, Ibiza, Mykonos e altre destinazioni turistiche di sicuro interesse».
La recente pandemia non rischia di mettere in pericolo il successo della nuova compagnia?
«L’analisi delle prospettive del mercato alla fine del 2019 ha mostrato una domanda di viaggi aerei in costante aumento, con un tasso costante annuo di oltre il 3.6% a livello europeo, 4.6% a livello globale, nel numero di passeggeri trasportati. Tuttavia, lo scoppio del virus ha cambiato tutto, gettando il mercato nella crisi più profonda dalla nascita dell’aviazione commerciale, il che porterà a una domanda di viaggio inferiore almeno per i prossimi 2 anni. La crisi ha tuttavia aperto maggiori possibilità per i servizi regionali e dunque anche per l’aeroporto di Lugano-Agno. La possibilità di offrire operazioni di check-in veloci, tempi di controllo sanitari ridotti e una sicurezza più elevata, collegamenti diretti da città a città, aiuteranno la compagnia aerea a consolidarsi e crescere a un ritmo ancora più rapido».
Su quali modelli si orienterà la scelta degli aerei in dotazione della nuova compagnia?
«L’Embraer E170 offre le migliori prestazioni tra i regional-jet passeggeri in grado di operare dallo scalo di Lugano-Agno. Infatti, garantisce ottime performance operative su entrambe le piste, ma solo se le modifiche di avvicinamento su RWY01, abbassando l’angolo a 5.4°, verranno effettuate. Se le condizioni dovessero essere rispettate la scelta ricadrebbe su questo jet in quanto garantisce un miglior comfort ed una maggiore efficienza per le tratte più lunghe. Questo miglioramento della procedura di avvicinamento permetterebbe di aumentare gli arrivi anche di jet privati, che attualmente hanno difficoltà ad atterrare in determinate condizioni. Ciò porterebbe ad un aumento generale degli utili per l’aeroporto a fronte di una diminuzione parallela dei costi, visto che la manutenzione dell’attuale sistema ha un costo che verrebbe eliminato con il passaggio ad un sistema GPS».
Quali interventi ritiene assolutamente inderogabili per ripristinare la piena operatività dell’aeroporto di Agno?
«Come emerge dalle analisi della ICAO e della IATA, il mercato ci metterà del tempo per riprendersi, ed un rilancio significativo arriverà solo della prima metà del 2021. Abbiamo la possibilità di utilizzare inizialmente un AOC di una compagnia aerea svizzera la quale ha già dato la disponibilità a fornirci il supporto necessario per lo start-up delle operazioni ed il successivo svolgimento, operando però con i nostri aerei, il nostro personale e con il nostro nome. Iniziando subito si potrebbe quindi essere operativi quando il mercato inizierà a riprendersi. In questa fase non si avrà una significativa perdita di possibile clientela perché la maggior parte dei voli sono tuttora sospesi, ma questa situazione non può durare ancora a lungo ed è necessario cogliere l’occasione favorevole che questa crisi ha paradossalmente determinato. Per contro, in questo periodo il mercato è sommerso di aerei in liquidazione ed è possibile ottenere tariffe notevolmente più basse per leasing o acquisto di aeromobili».
Un’attenzione particolare è stata posta nei confronti della sostenibilità ambientale…
«Gli aeromodelli scelti sono tra i più efficienti della loro categoria, con consumi ed emissioni pari a 2,4./2.6 kg/km (meno di 3.5l di carburante ogni 100km) e 122g/km di CO2 per ogni passeggero trasportato, calcolato su voli a medio-corto raggio. Questi valori di consumi ed emissioni sono comparabili ai valori delle automobili più moderne ed efficienti presenti sul mercato. L’utilizzo di biocarburanti dove possibile contribuirà ad abbassare od eliminare l’impatto ambientale dei nostri velivoli».
Da ultimo, nella sua visione, come sarà l’aviazione del futuro?
«Ad oggi non sono ancora disponibili sul mercato aeromobili per il trasporto passeggeri a propulsione elettrica, ma le ricerche e gli sviluppi recenti permettono di prevedere che l’attesa durerà al massimo fino al 2025, anno in cui i primi modelli dovrebbero fare la loro comparsa. SouthSuisse terrà un occhio ben aperto in questo senso, e non appena sarà possibile si adopererà per inserire nella flotta un modello elettrico o ibrido per l’esecuzione delle tratte più corte come ad esempio il volo su Ginevra.
In un futuro non molto lontano gli spostamenti verranno poi effettuati mediante l’utilizzo di droni passeggeri. I test sono già in uno stato avanzato e in meno di un decennio potrebbe già essere possibile utilizzare questo tipo di trasporto innovativo. Il trasporto aereo di persone è regolato dall’ufficio federale dell’aviazione svizzera, e si presume che, viste le regolamentazioni attuali, anche l’utilizzo di droni per lo stesso scopo dovrà sottostare a simili restrizioni. Questo significa che probabilmente sarà necessaria un specie di AOC anche per questo scopo e le linee aeree ne saranno quindi avvantaggiate. Avendo una compagnia aerea ticinese, provvista di relativo AOC, si potrebbe quindi predisporre l’utilizzo di droni per il servizio navetta da e per l’aeroporto, o per servizi di aerotaxi tra città ticinesi come da Lugano a Locarno o a Bellinzona o nel Mendrisiotto, sgravando significativamente il traffico stradale».