Lo Swiss ICT Investor Club (SICTIC) e la Fondazione Agire, l’agenzia per innovazione del Canton Ticino, hanno definito una collaborazione per promuovere l’ecosistema ticinese delle startup. Ecco il punto di vista di Lorenzo Ambrosini.

Qual è la realtà attuale degli investitori in Ticino e quali ulteriori misure intende sviluppare la Fondazione Agire in questo ambito?

«Tutti i segnali indicano che la realtà degli investitori in Ticino è in crescita. Ciò è in parte dovuto agli sforzi fatti negli ultimi anni per sviluppare l’ecosistema dell’innovazione, ma anche a singole startup che di recente si sono contraddistinte per aver ricevuto rilevanti investimenti, anche da importanti fondi esteri. Un buon indicatore è rappresentato dalla crescente presenza di investitori d’Oltralpe agli eventi organizzati in Ticino dalla Fondazione Agire e da altri partner. La collaborazione instaurata con SICTIC rappresenta dunque un importante tassello di questa fase di crescita, sia per gli investitori che hanno così l’opportunità di conoscere da vicino le iniziative del nostro territorio, ma anche come occasione di confronto per le startup stesse con realtà nazionali. In questo ambito, la funzione più importante di Fondazione Agire è quella di messa in rete, ossia di facilitare i contatti tra chi cerca finanziamenti e chi ha interesse ad estendere il proprio portafoglio di investimenti anche, sotto un’ottica geografica, con una presenza al sud delle Alpi. Oltre a ciò, la Fondazione sta sviluppando dei propri strumenti di supporto alle startup nella loro fase di ricerca di investimenti; alcuni di questi sono già inclusi nel programma di accelerazione Boldbrain Startup Challenge (vedi ad esempio il pitch training)».

Quali obiettivi si pone la Fondazione Agire con questa iniziativa?

«L’obiettivo primario non può essere che quello di assistere a successi delle startup nella loro fase di raccolta di fondi, che alla fine rappresentano una convalida concreta della qualità e della solidità del loro progetto. Ma oltre all’obiettivo quantitativo, c’è anche quello di crescita del nostro ecosistema dell’innovazione. È infatti il confronto con diverse tipologie di investitori esperti, con le loro domande e richieste che fa crescere un progetto, non solo dal lato della preparazione agli investimenti, ma anche e soprattutto nell’affinamento della loro strategia di sviluppo e di commercializzazione. Questa crescita non riguarda soltanto il progetto in sé, ma anche le persone che lo promuovono, che spesso abbisognano di un percorso di sviluppo che li porti dalla figura di “inventore” – indubbiamente necessaria nelle fasi iniziali di un progetto – a quella di “manager” d’azienda».