«Una sera, ascoltando i WhiteHeart, “Unchain”, una parte della canzone recitava “Scatena i miei sogni, scatena la mia vita”. E se fosse qui la soluzione? Mi sono chiesto cosa dovrebbero fare le donne nel pianeta per colmare il gap che ancora esiste nel mondo del lavoro. Le carriere al femminile crescono come dovrebbero? Ci sono ancora disparità economiche?

Le donne non possono aspettarsi riconoscimenti che vengano dall’alto, ma debbono essere loro stesse le protagoniste del cambiamento. È un cambiamento che deve venire dalla base. Mi piacerebbe che ogni donna fosse il cambiamento che vuole vedere nel mondo, e che facesse tutto quanto in suo possesso perché ciò accada.

Sollecitati da alcune donne abbiamo creato a questo scopo un Per-Corso specifico che si chiama Donne&Carriera e allena tre abilità fondamentali: autostima, leadership, intelligenza emotiva. E in questo Per-Corso c’è il loro mentore che le accompagna, non sono sole in questo cambiamento.

Il primo punto da allenare è l’autostima. Che potrebbe essere troppo bassa o troppo alta. La variante più comune è la parte bassa. In questo caso i segnali esterni che si manifestano si trasformano in un senso di inadeguatezza.  Si percepiscono molto più i propri lati negativi e non si valorizzano quelli positivi. 

In questo caso va rafforzato il proprio dialogo interiore, parte tutto da qua. L’autostima dipende da come parliamo a noi stessi.  Il dialogo interiore si può allenare, ma il vero problema è riconoscerlo. E lo si può fare solo con un mentore a fianco, perché il dialogo interiore, per definizione, non passa all’esterno. Passano le conseguenze, ma non le cause. Il mentore aiuta ad estrarre e modificare il dialogo interiore per ottenere una maggiore autostima. Cambia il tuo dialogo interiore e cambierà la tua autostima.

Quale leadership serve oggi? Di lineare e sicuro non è rimasto nulla, occorre quindi avere capacità di visione, di immaginare un percorso futuro verso il quale portare il proprio team. Perché è compito del leader ispirare e tracciare il percorso verso il cambiamento.

Quali abilità servono per immaginare il futuro, per essere pronti ai cambiamenti in corsa, agli imprevisti? Il leader di un tempo, solido e roccioso, era abituato a governare un mondo lineare, pianificato, dove l’efficienza era la parola d’ordine. Leadership tipicamente maschile. Il mondo perfetto, il mondo certo, il mondo che puoi scegliere come potresti fare con un film di Netflix: scelgo genere, titolo, durata e me lo guardo secondo i miei tempi.

Poi un bel giorno ci siamo svegliati impauriti, incerti, in balìa di eventi inizialmente banali ma devastanti a livello mondiale. Dopo la globalizzazione dell’economia abbiamo scoperto la globalizzazione della pandemia, che corre più veloce ed è più pervasiva di qualsiasi scelta economica. Abbiamo scoperto che il valore più importante è la salute, e di conseguenza stanno cambiando le scale di priorità nella società. Forse meglio una leadership al femminile per governare un mondo così incerto? Meno direttiva ma più partecipativa, più inclusiva e capace di ascoltare etnie e generazioni diverse tra loro. Ma la leadership al femminile deve essere allenata per aiutare le donne ad essere capaci e preparate ad ispirare gli altri. Una leadership strutturata che si basa su idee, su principi, su valori, su visioni del mondo del leader che vengono poi efficacemente comunicate agli altri sia con canali fisici che digitali. Stiamo scoprendo che l’esercizio della leadership digitale ha linguaggi e sistemi del tutto particolari.

Immagino donne leader come Malala Yousafzai giovane attivista pakistana, la più giovane premio Nobel per la Pace, impegnata per il riconoscimento dei diritti civili e per il diritto per l’istruzione per tutti. «Non mi importa di dovermi sedere sul pavimento a scuola. Tutto ciò che voglio è istruzione. E non ho paura di nessuno.»

O Ellen Eugenia Johnson Sirleaf, detta Mamma Ellen, madre di quattro figli e nonna di sei nipoti, prima donna eletta capo di Stato in Africa, in Liberia, Premio Nobel per la Pace con la motivazione: «per la battaglia non violenta a favore della sicurezza delle donne e del diritto alla piena partecipazione nell’opera di costruzione della pace».

O donne leader come Oprah Winfrey, soprannominata la “Regina di tutti i media”, considerata tra le donne più potenti al mondo, conduttrice televisiva, autrice e attrice, che da donato 40 milioni di dollari per costruire una scuola per ragazze povere in Sudafrica.

Tutte donne con grandi difficoltà alle spalle, con una vita non facile, costellata spesso di sofferenze. E come mai ce l’hanno fatta? Possiamo allenare la leadership, portando a bordo più donne leader? Questa la mia missione.

Il terzo punto da allenare è l’intelligenza emotiva. Trattata la prima volta nel 1990 dai professori Salovey e Mayer e ripresa anni dopo da Daniel Goleman è definita mettendo insieme competenze personali e competenze sociali.  Ecco un bell’esempio per capire in pratica di cosa si tratta. Hai mai incontrato un leader che semplicemente “non lo capisce”? Mi riferisco a qualcuno che sembra disconnesso dalle persone che guida. Non sto parlando di qualcuno che non ha talento o non è intellettualmente dotato, ma quando si tratta di capire cosa stia realmente succedendo alle persone che guidano, sembrano incapaci.  La connessione con gli altri è forse la caratteristica primaria dell’intelligenza emotiva.

Quindi, chi meglio di una donna può capire? Care donne, il vostro potenziale c’è tutto. Il mondo attuale ha bisogno di questo potenziale, dovete solo allenare meglio come esprimerlo. Su 200 Paesi nel mondo solo 18 hanno un leader donna a capo. Non c’è tempo da perdere, il futuro è già iniziato e ha bisogno di donne leader, al motto di “Scatena i miei sogni, Scatena la mia vita”

Fammi sapere la tua opinione a info@myacademypmi.com».