Come si scegli di diventare liutaio?

«Non sono nato liutaio perché all’inizio mi sono dedicato agli studi di medicina. La mia passione per la liuteria è iniziata più tardi quando mi sono avvicinato alla chitarra classica che suonavo con grande passione. In quegli anni ho avuto l’opportunità di frequentare e usufruire degli insegnamenti di José Romanillos. Questa mia esperienza presso uno dei più grandi e capaci costruttori di chitarre mi ha indubbiamente trasmesso inestimabili insegnamenti e suggerito preziose soluzioni nella costruzione della chitarra di pregio».


Quali doti è indispensabile possedere per costruire uno strumento musicale come una chitarra classica?

«Credo che sia indispensabile imparare a “sentire” il legno, un materiale sempre vivo e pulsante, e ad apprezzare la semplicità del progetto e l’essenzialità nella costruzione come premessa per l’ottenimento di uno strumento con forti caratteristiche espressive.
Le mie chitarre, secondo la più autentica tradizione spagnola, sono costruite completamente a mano in ogni loro dettaglio sia tecnico che decorativo, come le sobrie decorazioni e gli intarsi che risultano da accostamenti di legni naturali. Nel mio laboratorio conservo varie tavole di abeti svizzeri, pronte per essere utilizzate dopo un lungo e delicato periodo di stagionatura e invecchiamento».


Da chi sono utilizzate le sue straordinarie chitarre?

«Le pochissime chitarre che riesco a produrre annualmente sono indirizzate a esigenti e sensibili amanti della musica e dello strumento quale protagonista. L’influsso della lunga dominanza araba in Spagna si manifesta nella decorazione che il liutaio realizza ancor oggi con intarsi collocati specialmente attorno alla “buca”. Si tratta di motivi generalmente geometrici che costituiscono “la firma” del costruttore. Io li eseguo in proprio, su disegni originali, usando impiallacciature di diversi spessori con colorazioni esclusivamente naturali».


Ogni liutaio è solito apporre una sorta di “firma” su ogni chitarre prodotta…

«L’influsso della lunga dominanza araba in Spagna si manifesta nella decorazione che il liutaio realizza ancor oggi con intarsi collocati specialmente attorno alla “buca”. Si tratta di motivi generalmente geometrici che costituiscono “la firma” del costruttore. Io li eseguo in proprio, su disegni originali, usando impiallacciature di diversi spessori con colorazioni esclusivamente naturali».


Entrare nella bottega di un liutaio significa scoprire una sorta di antro magico dove il profumo del legno si mischia all’odore delle essenze utilizzate per la verniciatura dello strumento…

«Su strumenti costruiti con la massima cura si richiede una finitura d’alto livello e tecnica: la tradizionale verniciatura a gomma lacca. Solo questo lungo e oneroso procedimento riesce a dare la giusta lucentezza e profondità al legno. La resa sonora è nettamente superiore a quella ottenuta da strumenti verniciati con le moderne vernici, più durature ma troppo rigide».


Accanto alla realizzazione di strumenti nuovi lei si dedica anche a lavori di restauro?

«Da molti anni, oltre alla costruzione di chitarre, svolgo attività un’attività restauro che mi ha permesso di esaminare molti pregiati strumenti di grandi liutai del passato, ricavandone ogni volta preziosi insegnamenti. Accanto alle chitarre ho avuto così modo di costruire strumenti come violini, viole e violoncelli».
www.moccettiguitars.com