Giancarlo OlgiatiIl Ticino perde una figura che, per diversi decenni, ha attraversato ambiti apparentemente diversi ma profondamente intrecciati: il diritto, la vita pubblica, la cultura e il collezionismo. L’avvocato Giancarlo Olgiati si è spento nella notte a Lugano, all’età di 88 anni. La notizia della sua scomparsa lascia un vuoto nel mondo della società civile ticinese e, in modo particolare, in quello dell’arte contemporanea, al quale Olgiati ha dedicato una parte essenziale della propria vita.

A quanti hanno avuto occasione di incontrarlo resterà anche il ricordo del suo sorriso, aperto e immediato, capace di accompagnare conversazioni che potevano passare con naturalezza dall’arte alla politica, dalla storia personale ai progetti per il futuro. Un tratto umano che affiancava la competenza e la curiosità con cui Giancarlo Olgiati aveva attraversato, per oltre mezzo secolo, il mondo della cultura.

Figlio di Libero Olgiati, noto esponente della politica ticinese, Giancarlo Olgiati aveva costruito nel tempo un percorso personale nel quale l’attività professionale di avvocato si era accompagnata a una costante attenzione per la vita culturale e per le trasformazioni della società. Era considerato tra i più conosciuti avvocati d’arte della Svizzera e, parallelamente, uno dei collezionisti che maggiormente hanno contribuito a rendere Lugano un punto di riferimento anche per la ricerca artistica del Novecento e contemporanea.

Un interesse per l’arte nato negli anni Sessanta

La passione di Giancarlo Olgiati per l’arte affonda le proprie radici negli anni Sessanta. Da giovane avvocato aveva iniziato ad avvicinarsi all’arte contemporanea, sviluppando nel corso del tempo un interesse sempre più strutturato, alimentato da incontri, studi, rapporti con artisti e protagonisti della scena culturale internazionale.

Non si trattò soltanto dell’attività di un collezionista interessato ad acquisire opere. Nel suo caso, il collezionismo divenne progressivamente un percorso di ricerca, conoscenza e confronto. Un’attitudine che avrebbe poi trovato una forma ancora più definita dopo l’incontro con Danna Olgiati, avvenuto nel 1985 al SIMA di Venezia.

Come aveva raccontato lo stesso Giancarlo Olgiati al nostro Eduardo Grottanelli De’Santi, in una lunga intervista pubblicata da Ticino Welcome nel giugno scorso, quell’incontro nacque quasi casualmente, ma avrebbe segnato profondamente il suo percorso personale e culturale. Danna, allora attiva come gallerista e già impegnata nello studio delle avanguardie storiche e del Futurismo, sarebbe diventata non soltanto la sua compagna di vita, ma anche una presenza determinante nella costruzione della raccolta.

L’incontro con Danna e un progetto condiviso

Dalla seconda metà degli anni Ottanta, Giancarlo e Danna Olgiati hanno sviluppato insieme un progetto collezionistico destinato a crescere nel tempo. Le loro sensibilità erano diverse ma complementari: da una parte l’interesse di Giancarlo Olgiati per il Nouveau Réalisme e per le ricerche contemporanee, dall’altra gli studi di Danna sulle avanguardie storiche, sul Futurismo italiano e sulle esperienze artistiche russe.

In una precedente intervista a Ticino Welcome, Danna Olgiati aveva ricordato come la loro storia personale e il loro progetto culturale fossero nati contemporaneamente, fino a diventare inseparabili. La raccolta si è così sviluppata attraverso un lavoro condiviso, fondato sulla ricerca, sul dialogo e sulla volontà di costruire una collezione capace di raccontare le connessioni tra differenti stagioni dell’arte.

Un patrimonio che non è rimasto confinato alla dimensione privata. È proprio questa scelta di apertura al pubblico a rappresentare una parte fondamentale dell’eredità lasciata da Giancarlo Olgiati.

La Collezione Olgiati e il legame con Lugano

Nel 2012 Giancarlo e Danna Olgiati decisero di mettere la loro raccolta a disposizione della città di Lugano, dando vita a un progetto espositivo che avrebbe consentito al pubblico di avvicinarsi a opere fino ad allora appartenenti alla dimensione privata del collezionismo.

La Collezione Giancarlo e Danna Olgiati, inserita nel circuito del MASI e sviluppata negli spazi di Riva Antonio Caccia, rappresenta il risultato di decenni di ricerca. Il patrimonio riunisce oltre 1.200 opere e comprende nuclei dedicati alle avanguardie del XX secolo, allo Spazialismo, all’Arte Povera, al Nouveau Réalisme, oltre a ricerche neoastrattiste e neopop più recenti.

Negli anni la raccolta è stata proposta attraverso allestimenti e mostre temporanee differenti, evitando l’idea di un’esposizione immutabile. Una collezione in continua evoluzione, capace di interrogare di volta in volta nuovi rapporti tra le opere e di mettere in dialogo periodi, linguaggi e generazioni artistiche.

Tra i progetti presentati nel corso degli anni figurano, tra gli altri, le esposizioni dedicate al rapporto tra Yves Klein e Arman, alle ricerche di Enrico Prampolini e Alberto Burri, oltre a progetti costruiti attorno a opere e artisti appartenenti a diverse stagioni del Novecento.

Prampolini Burri
Prampolini Burri, Collezione Olgiati, MASI Lugano

Un collezionista, ma anche un protagonista della vita pubblica

Ridurre Giancarlo Olgiati al solo ruolo di collezionista sarebbe tuttavia incompleto. La sua biografia è stata profondamente legata anche alla storia civile e politica del Cantone. Figlio di una famiglia che aveva avuto un ruolo significativo nella vita pubblica ticinese, Olgiati aveva mantenuto nel corso degli anni una forte attenzione per il dibattito politico e per le trasformazioni della città e del territorio.

Nell’intervista pubblicata da Ticinowelcome nel giugno 2026, aveva ripercorso alcuni passaggi della propria esperienza, soffermandosi anche sul ruolo che la cultura aveva assunto nello sviluppo di Lugano e sulla nascita del polo formato dal LAC, dal MASI e dalla Collezione Olgiati. Un sistema culturale alla cui realizzazione e crescita aveva guardato con partecipazione diretta.

Nel suo racconto emergeva una visione nella quale l’arte non rappresentava un settore isolato, ma una componente della vita collettiva e dello sviluppo di una città. Da qui anche la decisione, maturata insieme a Danna, di condividere con il pubblico il risultato di una lunga attività di ricerca e acquisizione.

Una raccolta costruita come un percorso di ricerca

Nel tempo, la Collezione Giancarlo e Danna Olgiati è diventata una presenza stabile nella vita culturale luganese. Le opere non sono state concepite semplicemente come una sequenza di capolavori, ma come elementi di un percorso capace di creare relazioni tra artisti e movimenti diversi.

Le esposizioni hanno spesso messo in evidenza il rapporto tra le avanguardie storiche e la contemporaneità, accostando dipinti, sculture, fotografie, disegni e installazioni. Una modalità che rifletteva il metodo dei due collezionisti: osservare l’arte attraverso continuità, rotture e rimandi, senza separare rigidamente le diverse epoche.

La stessa presenza di opere legate all’Arte Povera, al Futurismo, al Nouveau Réalisme e alle ricerche più recenti testimonia la volontà di costruire una raccolta ampia, ma allo stesso tempo riconoscibile per la coerenza delle scelte.

Yves Klein e Arman Le Vide et Le Plein, Collezione Olgiati

Il lascito di Giancarlo Olgiati

La scomparsa di Giancarlo Olgiati arriva pochi mesi dopo l’intervista nella quale aveva ripercorso, con lucidità, alcune delle tappe principali della propria vita. Una testimonianza che oggi assume inevitabilmente il valore di uno degli ultimi racconti diretti della sua esperienza, del suo rapporto con la politica, con l’arte e con la città di Lugano.

Resta soprattutto il patrimonio culturale costruito nel corso di oltre mezzo secolo e trasformato, insieme alla moglie Danna, in un bene destinato alla collettività. Una scelta che ha consentito a una raccolta privata di assumere una dimensione pubblica e di entrare stabilmente nel tessuto culturale ticinese.

La figura di Giancarlo Olgiati resterà dunque legata alla professione forense, alla vita civile del Cantone e alla sua lunga attività di collezionista. Ma il segno più visibile del suo percorso continua a vivere nelle opere raccolte, studiate e condivise con il pubblico, frutto di una passione che, dagli anni Sessanta fino agli ultimi anni della sua vita, non ha mai smesso di accompagnarlo.

Il cordoglio della redazione

Alla moglie Danna, compagna di una vita e di un lungo percorso umano e culturale, e a tutta la famiglia, arrivi il più sincero abbraccio di tutta la redazione di Ticino Welcome e le più sentite condoglianze per la scomparsa dell’avvocato Giancarlo Olgiati.

Nel ricordarlo, resta anche la gratitudine per la disponibilità, la passione e l’impegno con cui ha contribuito per decenni alla crescita culturale di Lugano e del Ticino, lasciando una testimonianza destinata a proseguire nel tempo attraverso la Collezione che porta il suo nome insieme a quello della moglie.