Ma perché? Questo è senz’altro un “domandone” a cui si cerca in genere di dare risposte troppo evasive. E invece occorrerebbe meno ambiguità e più schiettezza nell’affrontare il tema della diseguaglianza tra generi che interessa metà della popolazione mondiale. La Business & Professional Women (BPW) è in prima linea, ed è un esempio lampante di quanto possa essere potente la collaborazione tra donne. Presente sul territorio a livello nazionale e cantonale la BPW cerca le giuste risposte ma fa qualcosa di più concreto, mette in campo donne, idee, volontà e il necessario coraggio di osare, lanciandosi nelle sfide più difficili.
Gli obiettivi raggiunti, in termini di parità di genere, sono pochi ma di sostanza: da gennaio 2021, anche in Svizzera ci sono le quote rosa. Le grandi imprese quotate in borsa con sede in territorio elvetico dovranno introdurre il 30 % di donne nei Consigli di Amministrazione (CdA) e il 20% di presenza femminile ai livelli manageriali apicali. Sempre da quest’anno parte il congedo paternità, le famiglie potranno usufruire di due settimane. Va da sé che le madri avranno un maggiore incentivo a continuare a lavorare e il lavoro domestico e di assistenza potrà essere distribuito equamente.
«I risultati non piovono mai dal cielo – dice la copresidentessa Gaia Marniga – sono frutto di un impegno assiduo delle associazioni femminili, delle campagne di sensibilizzazione sui media e delle donne impegnate sul fronte politico. BPW Ticino sta facendo la sua parte. Adesso il nuovo traguardo è ottenere il 50% delle donne nei Consigli di Amministrazione di tutte le medie e grandi aziende. Il battage del progetto Women on Boards, “…e le donne?”, ideato dal nostro club, ha sortito i suoi effetti. Sui social emerge un sentimento favorevole da parte dell’opinione pubblica femminile e in parte anche di quella maschile, ad avere più donne ai vertici aziendali. La campagna è partita lo scorso anno a Lugano, un bus gira in lungo e il largo in città, con un gigantesco adesivo sul retro, la foto di un CdA tutto al maschile, un’istantanea che si commenta da sé. L’intento è sempre lo stesso, far comprendere che valorizzare il merito e il talento delle donne è l’optimum per il raggiungimento di una società più equa e produttiva».
Il Club BPW Ticino è stato fondato nel 1983, a Lugano, e conta attualmente 70 socie che provengono da ambiti professionali diversi. Un grande gruppo, che negli ultimi tre anni é cresciuto notevolmente, quasi triplicando il numero delle socie e delle simpatizzanti.
Da questo laboratorio di idee ed esperienze condivise nascono progetti come il Mentoring. In collaborazione con USI career e USI Servizio Gender, BPW Ticino ha lanciato il programma Professional Mentoring@USI, destinato a studentesse del secondo anno del Master in Finanza, Economia ed Informatica. Questa esperienza era iniziata un anno fa con il Dipartimento di economia aziendale, sanità e sociale della SUPSI. Il mentoring è uno scambio stimolante di esperienze e vissuti tra una persona più senior con maggiori competenze, la mentor, e una persona più junior, la mentee. La mentee beneficia dell’esperienza della mentor, che a sua volta si arricchisce mediante la condivisione di conoscenze ed esperienze.
Tra i progetti del 2021 del BPW proseguirà la campagna Women on Boards che si realizzerà nella collaborazione per un Corso di Formazione per Membri dei CdA.
Il BPW Ticino, in collaborazione con il Centro di Competenze Tributarie di SUPSI ed Alma Impact AG (società attiva nell’ambito della formazione aziendale) sarà partner del primo corso di formazione in lingua italiana in Ticino in questo ambito. Il corso sarà aperto a uomini e donne, professionisti che vogliono essere preparati professionalmente per entrare a far parte dei Consigli di Amministrazione delle aziende con le adeguate competenze: avrà una durata di 48 ore totali divise in 6 moduli equamente bilanciati tra teoria e casi pratici, con testimonianze finali dal mondo aziendale. Il BPW Ticino, grazie ai suoi sponsor istituzionali, UBS ed IBSA, darà un contributo finanziario alle socie che vorranno iscriversi al corso, con la finalità di favorire la partecipazione femminile nell’ambito della formazione continua e raggiungere una migliore rappresentatività delle donne nei CdA e nelle Direzioni Aziendali.
Il corso avrà inizio ad aprile 2021 e si concluderà il 19 giugno 2021, con l’esame per ottenere la certificazione valida sia in Svizzera che a livello internazionale.
In aggiunta si conferma l’Equal Pay Day, un’iniziativa europea e cavallo di battaglia del BPW, megafono della disparità di retribuzione tra uomini e donne, che si svolge ogni anno in febbraio per sottolineare che le donne per guadagnare il salario che gli uomini percepiscono in un anno, devono lavorare due mesi in più. «In Svizzera – racconta Federica Guerra, copresidentessa BPW Ticino e responsabile EPD – lo scarto salariale nel settore privato è del 14,4%, vale a dire che le donne guadagnano 949 franchi al mese meno degli uomini. I dati dell’Ufficio Federale di Statistica si riferiscono al 2018. La differenza salariale esiste già al momento dell’accesso al mercato del lavoro, e coinvolge anche le donne in posizioni dirigenziali; subiscono perdite di guadagno non appena diventano madri, e per quanto riguarda l’aspetto delle pensioni, la forbice è fortemente distanziata rispetto agli uomini».
La storia dell’associazione femminile BPW parte lontana nel tempo. Le prime donne BPW si unirono nel 1919 in Kentucky, negli Stati Uniti. BPW International fu fondata a Ginevra nel 1930 dalla giurista americana Dr. Lena Madesin Phillips. In un momento politicamente ed economicamente difficile.
L’11 settembre 1947 presso l’Hotel Königsstuhl di Zurigo alla presenza di 29 donne fu fondata BPW Switzerland. Tredici donne entrarono a farne parte ed elessero come prima presidente l’industriale di Horgen Elisabeth Feller (1910-1973). La stretta collaborazione con la nota pediatra Marie Meierhofer diede vita ad un asilo nido tutt’oggi all’avanguardia. In veste di datrice di lavoro, Elisabeth Feller esercitò per anni pressioni per applicare il postulato «uguaglianza di retribuzione per un lavoro di uguale valore». L’imprenditrice di successo fu una delle prime donne nel consiglio di amministrazione di importanti banche e compagnie assicurative. Fu anche una convinta sostenitrice di un’ampia politica di sviluppo e a favore dei rifugiati. Fu la prima presidente di lingua non inglese della Federation of Business and Professional Women e, tramite questa sua attività, fu collaboratrice di diversi dipartimenti dell’ONU, vicepresidente della Commissione svizzera dell’UNESCO, membro della Commissione svizzera per la cooperazione tecnica e del Comitato della Fondazione svizzera per la cooperazione tecnica allo sviluppo.
Oggi l’associazione è presente in oltre 100 paesi nel mondo. In Svizzera ci sono 2’300 socie e 40 club che coprono tutto il territorio elvetico.