Ambienti complessi, dalla cui generosa e fertile terra nascono prodotti di grande mineralità, sapidità e con una longevità sorprendente.

Complessità e longevità sono senza dubbio le caratteristiche che contraddistinguono le zone valorizzate nell’incontro che si è tenuto l’11 Luglio scorso a Lugano, Hotel Splendid, organizzato dalla Camera di Commercio Italiana con la collaborazione dell’ASSP Ticino e con l’agenzia di comunicazione e commercializzazione EIW (Enjoy Italian Way), un gruppo nato per raccontare i territori dove si producono eccellenze italiane. L’Italian Style, nell’accezione più ampia, racchiude in sé l’esperienza del cibo, della cultura e dello stile italiano. Da queste premesse nasce Enjoy Italian Way, un invito a scoprire e valorizzare l’italianità, il nostro spirito, il nostro modo di essere.

Per raccontare tutto questo circa 70 persone sono state invitate per poter in primis partecipare ad una Master Class di vini “vulcanici” della Campania e della zona Etnea. 13 vini proposti in degustazione e commentati dal Sommelier Paolo Basso, campione del Mondo a Tokyo nel 2013.

Presenti Fabio Franceschini per la Camera di Commercio Italiana in Svizzera, Pasquale Carlo, giornalista campano, in qualità di coordinatore dell’incontro, Errico Formichella e Antonio Amore di EIW, Piero Tenca, Presidente Nazionale dell’ASSP ed Anna Valli, presidente della sezione Ticinese dell’ASSP.

Motivazione dell’incontro era raccontare l’intensità, certamente la parola che meglio si addice ai vini e ai prodotti nati da suoli vulcanici: persistenti, ma mai aggressivi, il cui potenziale di invecchiamento è capace di esaltare fragranza e struttura. Queste caratteristiche sono il risultato dell’azione della lava sul suolo nel corso dei secoli, che ha saputo contrastare l’acidità minerale del terreno, generando terre che si prestano a produrre materie prime di indiscutibile qualità. Prodotti che, anche se appartenenti a categorie merceologiche diverse (vini e prodotti che siano essi vegetali o di origine animale), fondano il loro quid sul tipo di terreno in cui sono cresciute.

Sebbene nell’immaginario collettivo il pensiero del vulcano sia solito riportare alla mente disastri naturali e abbia quindi un’accezione tendenzialmente negativa, l’enologia offre un nuovo punto di vista nella valutazione di questo ambiente. Esso rappresenta da sempre uno dei più preziosi campi di applicazione della dialettica tra uomo e natura ed è caratterizzato dalla fertilità del terreno e dalla generosità degli elementi presenti nel suolo.

I suoli che si formano in seguito alle eruzioni e alle colate sono molto eterogenei. La lava porta in superficie rocce profonde che vengono disciolte nei basalti; ma sopra di essi si depositano moltissime componenti di origine esplosiva come ceneri, lapilli e bombe (goccia di roccia ardente eiettata dal cono del vulcano). I materiali piroclastici stratificati possono nel tempo consolidarsi e dare origine ai cosiddetti tufi, che nelle fasi successive di degradazione danno origine a suoli sabbiosi, grossolani, ricchi di elementi minerali e scheletro. I vulcani invece che sono costituiti dalle colate di lava raffreddata presentano pendenze più accentuate e danno origine a suoli dal colore scuro, spesso superficiali, dalla lenta trasformazione in suolo agricolo, ricchi di argilla.

I vini proposti

  • Katà Catalanesca del Monte Somma IGT 2021 – Cantina Olivella (Campania)
  • Vigna del Lume – Biancolella dell’isola di Ischia IGT 2021 – Cantine Antonio Mazzella (Campania)
  • 4 Moggi Falanghina del Sannio DOC 2021 – Azienda agricola De Fortuna (Campania)
  • Vigna Caracci Falerno del Massico DOP 2018 – Villa Matilde (Campania)
  • Vigna Laure Greco di Tufo DOCG Riserva 2019 – Cantine di Marzo (Campania)
  • Fiorduva Costa D’Amalfi DOC 2019 – Marisa Cuomo (Campania)
  • Travaglianti Etna Bianco DOC 2020 – Azienda Travaglianti (Etna-Sicilia)
  • Lady Pink Aglianico del Taburno rosato DOC 2021 – Cantine Tora (Campania)
  • Alkeys Sannio DOP Barbera 2019 – Cantina Cà Stelle (Campania)           
  • Truman (Aglianico, Piedirosso e Camaiola) s.a. (non ancora in commercio) – La Fortezza (Campania)
  • Tralci Hirpini Taurasi DOCG 2016 – Francesco Boglione (Campania)
  • Etna Doc Rosso Contrada Santo Spirito 2016 – Palmento Costanzo (Etna-Sicilia)
  • Impeto Aglianico del Taburno DOCG 2011 – Cantina Torre del Pagus (Campania) 

Un tredici ben indovinato. Vini provenienti da terroir diversi e distanti anche centinaia di chilometri che hanno sviluppato una medesima propensione alla qualità, basata su simili caratteristiche pedoclimatiche, storia geologica, esposizioni e altimetria. Tali peculiarità si ritrovano nelle uve nate da queste aree e si esprimono nella loro tendenza alla persistenza del sapore, alla spiccata mineralità, alla longevità e alla complessità di gusti e profumi.