A New York si potrebbe guardare per 64 anni mangiando fuori ogni sera, senza dover mai tornare in un posto già visitato. Si stima che solo a Manhattan ci siano almeno 24.000 tra ristoranti, caffè e take-away. È la città che meglio riesce a raccogliere tutte le tendenze: è la metropoli del fast food e del cibo spazzatura ma, da oltre un decennio, ha reinventato l’arte della tavola con un nuovo stile di vita americano. Accanto a ketchup e bicchieroni di bevande gasate, si trovano alcuni dei maggiori chef del paese e sono nati molti produttori orientati allo sviluppo sostenibile e nuovi mercati biologici.
Il NY Times sostiene che il Peganismo è uno dei trend che segnerà il 2019 gastronomico newyorkese, una dieta paleo-vegana, non solo di cibi salutisti ma veri e propri superfood dalle mille proprietà, dal miso alle zuppe di cannabis, dal chayote agli snack a base di insetti, ma vale la pena continuare a curiosare anche tra altre proposte gourmet della Grande Mela. Come mangiare e godersi un paio di drink al NoMad. All’incrocio tra la Fifth Avenue e Broadway, nella parte nord di Madison Square Park, da cui il nome, un luogo casual ed elegante, dove il piatto più famoso è il pollo arrosto farcito di foie gras e tartufo nero, firmato dallo chef svizzero Daniel Humm, lo stesso dell’Eleven Madison Park, il ristorante che nel 2017 ha conquistato il primo posto nella classifica dei 50 migliori ristoranti del mondo , considerato l’oscar dell’alta cucina. Una gioia per i sensi. Prima un cameriere lo porta a tavola per mostrarlo fragrante, appena uscito dal forno; poi lo fa riposare; infine, la sfiletta e solo un quel punto la presentazione, servendolo in due piatti. Una piccola tazza di ferro contiene la parte scura della carne, salata con funghi e scalogno, ma il taglio più succulento è il petto, imbottito di foie gras e tartufo nero. Il gusto è impagabile: il ripieno selezionato al pollo di sicurezza e trasformato l’assaggio in un’esperienza davvero sublime. Protagonista e promotore dell’alta ristorazione made in USA e del concetto di accoglienza,
Daniel Humm è nato a Strengelbach nel Canton Argovia. Conquistata la sua prima stella Michelin all’età di appena 24 anni, dal 2003 ha lasciato la Svizzera per gli Stati Uniti. Prima la costa occidentale, San Francisco, poi New York dove prende i redini dell’Eleven Madison Park Restaurant con cui nel 2011 ottieni le tre stelle. L’ambientazione, il fascino, la cura del dettaglio fanno anche di questo ristorante un luogo unico che da parte non si terrà più parte della competizione annuale dei 50 migliori ristoranti del mondo entrando a pieno diritto nella Hall of fame Il meglio del meglio insieme agli migliori altri vincitori delle passate edizioni come Osteria Francescana di Massimo Bottura, El Celler de Can Roca , il primo Noma di Copenagen e El Bulli, lo storico ristorante di Ferran Adrià.
Humm non è il primo svizzero a conquistare la Grande Mela. Quando ancora queste classifiche non esistevano, nell’800 a New York c’era già un famoso ristorante creato e portato al successo da una famiglia di Ticinesi: il Delmonico, un luogo che cambia le abitudini alimentari dell’epoca introducendo il concetto di cucina di qualità. Emigrato da Mairengo, Giovanni Delmonico apre un negozio di vini, e dopo alcuni anni nel 1827, passato dal fratello pasticcere Pietro, inaugura il primo caffè che, con l’arrivo del nipote Lorenzo, si trasforma in ristorante nel 1837. Nasce così l ‘ idea di ricreare una cucina simile ai bistrot parigini. Punto di ritrovo per l’alta società a pochi passi da Wall Street, è il primo locale a introdurre il pranzo di lavoroapprofittando degli impegni del vicino distretto finanziario e grandi vendite dove organizzare eventi privati, con gli ospiti che possono scegliere le loro pietanze ed i vini alla carta , comodamente seduti al proprio tavolo ornato con decorazioni e tovaglie eleganti. Prima che Delmonico aprisse le sue porte l’idea di ristorazione era legata a un posto nel centro della scena era la bevanda alcolica, soprattutto birra, grazie ai tantissimi immigrati tedeschi, e il cibo era servito al banco, la presentazione Molto semplice e senza una varietà di scelta della pietanza.
Nel corso degli anni vi sono stati fatti ospiti illustri come Theodore Roosevelt, Charles Dickens, Sir Walter Scott, Mark Twain, John Pierpont Morgan. Al suo interno sono stati inventati piatti storici, come Lobster Newberg, Eggs Benedict e Baked Alaska , grazie a due famosi chef, Charles Ranhofer, già cuoco di Napoleone III, profondo conoscitore dei segreti della più raffinata cucina francese e Alessandro Filippini, un altro leventinese che per decenni, fino al 1888, ne ha diretto le cucine. Nel corso degli anni il Delmonico cambia sede e denominazione, chiusure e riapre più volte sino a quando il proibizionismo e la grande depressione ne decretano la fine. Nel 1927 una nuova proprietàlo osserva, riaprendolo nella sede storica della 56a Beaver Street, riproponendo le ricette originali e riportando il ristorante al successo che continua ancora oggi.
Poco distante, passeggiando per pochi minuti verso il Brooklyn Bridge Park, puoi provare i fantastici involtini di aragosta di Luke’s Lobster con una magnifica vista su Manhattan e sull’Hudson. Qui si assapora la famosa specialità del Maine, servita in un morbido panino con burro e spezie. Ancora aragosta fresca, ma non solo, tornando indietro al Chelsea Market, il più grande e celebre mercato coperto della città realizzato all’interno di una fabbrica di biscotti Oreo. Tra numerosi negozi, stand e ristorantini, una delle specialità è proprio l’aragosta di The Lobster Place , una pescheria che offre di scegliere il crostaceo che si preferisce in base a dimensioni e peso e che la cucina al momento davanti ai propri occhi.
Un altro grande mercato coperto è Eataly, dove vivere l’esperienza a 360 ° nei sapori gastronomici italiani, attraverso numerosi punti di ristoro, pasticcerie, gelaterie, bar, banconi di pasta fresca, salumi e pesce. Qui gli americani amanti della cucina italiana, e tanti turisti nostalgici, vengono a pranzare o fare la spesa. Ci si diverte tra una merenda e un aperitivo a Flatiron o nella sede più recente a Downtown nel nuovo World Trade Center con un occhio particolare alle novità di qualità del riquadro proposte. Qui, volutamente, non è solo il made in Italy: non trovarsi in un posto qualsiasi, questo spazio a Ground Zero è voluto aprire all’incontro di tante culture proprio attraverso il cibo, con il riquadro simbolo di cibo universale. E il tavolo della pace con la mappa della terra situata all’ingresso,
Per tornare a una scelta più americana non può mancare Shake Shack . Una catena di fast food che vanta l’acquisto di carne di angus al 100% per i propri hamburger ed offre, in aggiunta, un Burger di pollo, nonché un’alternativa vegana, ad ogni angolo di Manhattan! E non si può non fermarsi in uno dei numerosi chioschi che vendono hot-dog: l’originale è quello di Nathan , il locale in cui nel 1916 è stato lanciato un punto la ricetta usata oggi oggi e usato a livello mondiale. Il punto vendita principale si trova a Coney Island , ma la città è piena di numerosi carretti alimentari di Nathan per un pranzo veloce, come davanti al Museo di storia naturale e a Bryant Park.E per concludere la giornata ecco la nuova attrazione newyorkese, The Vessel ad Hudson Yards, una mini città che sta ridisegnando la Grande Mela tra la 10a e la 12a av., Tra Chelsea e Hell’s Kitchen con panorama sul fiume Hudson e sul New Jersey. Accanto all’High Line Park, un enorme complesso con decine di punti ristoro, 154 scale collegate tra loro, 2.500 gradini in totale, 15 piani e 80 piattaforme panoramiche. Ideale all’ora del tramonto, come tanti altri bar sul tetto, con visuale mozzafiato sulla città, perché la luce di New York è unica, come la città.