Livigno è posta a 1816 metri di altitudine ed è vicina al confine con la Svizzera, infatti la si può raggiungere dall’Engadina passando dal Passo del Gallo attraverso il tunnel La Schera, con obbligo di pedaggio. In alternativa anche dal Passo del Bernina dove si trova la diramazione stradale che attraversa la Forcola di Livigno, aperta però solo nei mesi estivi. L’altro accesso a Livigno dall’Italia è il Passo del Foscagno, aperto tutto l’anno. È conosciuta soprattutto per la possibilità di fare acquisti duty free ma in realtà offre molto di più di prodotti a buon prezzo e carburanti per auto (peraltro rispetto ad alcuni anni orsono il risparmio è decisamente più contenuto). Fu Napoleone che nel 1805, in ragione della posizione esposta alle intemperie e delle difficoltà di transito già all’inizio dell’inverno, dichiarò la località zona franca, così che rimanesse popolata per tutto l’anno. Questo stato fu riconosciuto nel 1818 dall’Austria-Ungheria, nel 1910 dall’Italia e, infine, nel 1960 dalla Comunità Europea.
Livigno d’estate è il paradiso del biking e del trekking, delle escursioni e delle arrampicate sulle vette. Tuttavia la stagione regina è quella degli sport invernali, con neve assicurata dall’inizio di dicembre fino (almeno) alla fine di aprile. Oltre 30 impianti sciistici d’avanguardia rendono il comune valtellinese una delle perle invernali dell’arco alpino italiano e collegano più di 100 chilometri di piste su entrambi i versanti della valle fino a 2900 metri di quota. La predilezione per le nuove frontiere dello sci, per la quali Livigno è in assoluto la stazione meglio attrezzata d’Italia, ha convinto il comitato organizzatore delle prossime Olimpiadi invernali ad eleggerla sede delle gare di freestyle e snowboard. In vista di questo importante evento internazionale anche alberghi e ristoranti si preparano a dare il meglio di sé.
In particolare è in fermento il mondo della ristorazione, da troppi orfana di un locale insignito dalla stella Michelin. In questi ultimi mesi alcune insegne stanno tentando la risalita attraverso notevoli investimenti e consulenze di prestigio. Al Peršéf, “mangiatoria” in dialetto locale, è situato all’interno dell’Hotel Sporting. Arredi contemporanei, cucina a vista caratterizzata da un grande bancone in granito, per una e una ventina di posti a sedere. Contemporanea anche la proposta in tavola, fusion ma con misura, affidata ad Attilio Galli, giovane chef livignasco che miscela a prodotti e sapori del territorio la sua predilezione per la cucina orientale. Obiettivo dichiarato proporre percorsi degustativi bilanciati, in armonia di gusti consistenze.
Esemplari l’anatra servita in due modi; la coscia con la sua pelle, rapa rossa, daidai di ponzu, daikon; il petto con pino mugo, maggiorana e saba. I ravioli ripieni di capretto, curry alpino, nasturzio, blu di capra e animelle. Lo spaghettone cotto in brodo affumicato, panna acida e garum di funghi. Ci si sposta rimanendo sulla via principale per paese per raggiunge la Stua Noa, “stanza nuova” per i livignaschi, sottotitolo fine dining, dell’Hotel Concordia. La famiglia Giacomelli, a capo del Gruppo Lungolivigno che conta oltre al Concordia altri 4 hotel tra Livigno, Valdidentro e Tirano più innumerevoli altre attività commerciali, ha creato l’angolo gourmet per gratificare supportate le ambizioni dello chef di casa, Andrea Fugnanesi, Classe 1995, umbro d’origine, ha trovato a Livigno le condizioni ideali per mettere in pratica la sua visione di cucina “essenziale”, basata sul rispetto della materia prima scelta con grande scrupolo e lavorata con garbo per esaltarne le caratteristiche organolettiche. Non ha preclusione ad ingredienti selezionati nelle migliori zone di produzione ma pone l’accento sui prodotti reperiti in Valtellina. Ecco dunque tra i piatti simbolo l’Uovo di Selca affumicato servito con rösti di patate e salsa alla caciotta di capra; tra i primi il Bitto che con il taroz diventa il ripieno dei Bottoni; il salmerino preparato in Barbecue con melissa, le sue uova, chutney di mela ed emulsione al prezzemolo; il filetto dell’Alpe di Livigno viene proposto alla Rossini accompagnato da cuore di manzo alla brace, scarola e rosmarino. Infine, ma “last but not least”, nei locali ricavati dalla recente ristrutturazione della stazione di partenza degli del Mottolino, la famiglia Rocca ha dato vita al Kosmo Taste The Mountain, ristorante polivalente che si avvale della consulenza dello chef altoatesino Norbert Niederkofler, portabandiera “tristellato” della cucina contemporanea di montagna.
Punta di diamante dell’offerta gourmet la Tèa del Kosmo, uno scrigno completamente rivestito in legno (téa è la baita) con al centro un camino a rappresentare una moderna stube. Il team di cucina, capitanato da Michele Talarico, origini pugliesi ma naturalmente cresciuto alla corte di Niederkofler ai tempi del St Hubertus in Bal Badia, può avvalersi di una struttura modello formula uno in quanto a spazi ed attrezzature. A distanza di poche settimane dall’apertura i concetti sono già chiari ed il livello delle prestazioni pregevole. Attingere a piene a piene mani dall’ambiente alpino, dai boschi, dai laghi, dalle malghe, valorizzando la stagionalità dei prodotti di montagna in un modello di cucina raffinato e sostenibile. La filiera ambiente-prodotto-cucina si sublima in piatti essenziali, minimalisti solo in apparenza. Il pensiero è profondo così come il gusto della carota che viene valorizzata integralmente alla brace, accompagnata con salsa in agrodolce con il suo estratto e chips; oppure della trota della Valmalenco marinata con radicchio fermentato, caramello ottenuto con il grasso della stessa trota bruciato nel carbone rovente; a seguire nei casoncelli (raviolo di pasta povera) ripieni di stracotto di coniglio conditi con bocconcini di anguilla glassati con una salsa di soia in realtà ottenuta con le lenticchie; od ancora nel dolce non dolce a base di cavolfiore in crema, sciroppato, in granita e in spuma di kefir.
Per chi vuole pernottare a Livigno ci sono più di cento strutture alberghiere, dai 2 stelle al 4 stelle superior Lac Salin SPA & Mountain Resort, quest’ultimo di proprietà della società Lungolivigno a gestione diretta della Famiglia Giacomelli. Nella loro filosofia di gestione innovativa la sostenibilità è alla base dello sviluppo imprenditoriale. Il Lac Salin SPA & Mountain Resort, che punta alla quinta stella e che da qualche anno promuove il benessere in tutte le sue forme, ha inaugurato quest’anno lo Snow Spa Experience, un’esperienza outdoor legata ai benefici della crioterapia e del benessere che arriva dal freddo, combinata alla più nota terapia del calore, per generare un benefico effetto sulla salute. Le caldi acque massaggianti della Nef Jacuzzi (Nef è il termine dialettale che a Livigno indica la neve), danno così vita ad un idromassaggio outdoor insolito e spettacolare.
Per chi ricerca invece un hotel a 4 stelle sempre ai piedi delle piste ma semplice e informale, il Montivas Lodge è stato pensato apposta per i più sportivi. Qui il soggiorno si fa ecosostenibile poiché già il metodo di costruzione è stato a basso impatto ambientale con materiali ecologici molto pregiati, l’energia deriva da un impianto a cippato e alla “Champions Breakfast” servono principalmente prodotti biologici locali e di stagione puntando sul commercio equo. Le camere si affacciano sulle piste del Carosello 3000 e sulle montagne e la vista da qui è davvero straordinaria.
Livigno è una vera e propria destinazione per le vacanze in montagna in Italia, ideale per famiglie con bambini, gli sportivi e i gruppi di amici, che qui possono trovare il perfetto connubio tra relax, divertimento, buona cucina, sport e natura, in estate come in inverno.