La cultura della tavola passa anche attraverso il lavoro di chi la racconta. È in questa prospettiva che la Delegazione della Svizzera Italiana dell’Accademia Italiana della Cucina ha assegnato il Premio Giovanni Nuvoletti al giornalista Alberto Dell’Acqua, editore della rivista svizzera Gastronomie&Tourisme.
Il riconoscimento arriva al termine di un percorso professionale lungo circa mezzo secolo, durante il quale Dell’Acqua ha dedicato una parte significativa della propria attività alla gastronomia, non soltanto come fenomeno legato alla ristorazione, ma come espressione culturale, economica e sociale.
La motivazione del premio sottolinea proprio questo aspetto: attraverso articoli, pubblicazioni editoriali e numerosi libri, il giornalista ha contribuito alla diffusione della conoscenza dei valori culturali legati alla cucina e alle persone che ne rappresentano il patrimonio professionale.
Un’attività che si è sviluppata nel tempo seguendo l’evoluzione del settore e che ha avuto nella comunicazione gastronomica il proprio principale strumento di approfondimento.
Il Premio Giovanni Nuvoletti
Il riconoscimento assegnato ad Alberto Dell’Acqua porta il nome di Giovanni Nuvoletti Perdomini, figura alla quale l’Accademia Italiana della Cucina ha dedicato uno dei suoi premi più significativi.
Nato nel 1912 e scomparso nel 2008, Nuvoletti fu scrittore, attore e gastronomo. La sua esperienza si intrecciò direttamente con la storia dell’Accademia, della quale fu presidente rifondatore. Ricoprì inoltre la presidenza dell’Académie Internationale de la Gastronomie di Parigi.
Il premio è stato istituito proprio per mantenerne viva la memoria e per valorizzare personalità che, attraverso il proprio lavoro, abbiano contribuito alla conoscenza e alla diffusione della cultura gastronomica.
In questo quadro si inserisce la scelta della Delegazione della Svizzera Italiana, che ha individuato in Dell’Acqua un professionista capace di dedicare una parte consistente della propria carriera alla narrazione del mondo della cucina e della ristorazione.
La cerimonia a Massagno
La consegna dell’onorificenza è avvenuta durante una serata gastronomica organizzata a Massagno. A ideare il menu e l’appuntamento conviviale è stato lo chef Fabio Barbaglini del Grotto della Salute, realtà legata alla tradizione della ristorazione ticinese.
A consegnare il Premio Giovanni Nuvoletti è stato Emilio Casati, delegato della Delegazione ticinese dell’Accademia Italiana della Cucina.
La serata ha avuto così una doppia valenza: da una parte la celebrazione del lavoro giornalistico ed editoriale di Dell’Acqua, dall’altra il riconoscimento rivolto allo chef che ha curato l’appuntamento.
Barbaglini ha infatti ricevuto a sua volta il diploma accademico, attribuito per l’eccellenza della sua proposta gastronomica legata alla cucina del territorio.
Il collegamento tra i due riconoscimenti appare significativo. Il primo riguarda chi racconta e documenta la cultura gastronomica; il secondo chi la interpreta quotidianamente attraverso il lavoro in cucina. Due attività differenti, ma entrambe legate alla conservazione e alla trasmissione di un patrimonio che comprende prodotti, tecniche, ricette e tradizioni.
Il ruolo della cucina del territorio
La scelta di accompagnare la cerimonia con una serata dedicata alla cucina territoriale riflette uno degli elementi centrali dell’attività dell’Accademia Italiana della Cucina: la tutela e la valorizzazione della gastronomia come parte della cultura di un Paese e delle sue comunità.
In Ticino questo tema assume caratteristiche particolari. La cucina locale si è sviluppata attraverso influenze diverse, legate alla storia del territorio, alla disponibilità delle materie prime e agli scambi con le aree confinanti. Accanto ai prodotti e alle preparazioni più conosciute, esiste un patrimonio di consuetudini gastronomiche che continua a essere reinterpretato dalla ristorazione contemporanea.
È anche attraverso giornalisti, editori, cuochi e produttori che questo patrimonio viene documentato e trasmesso.
Il premio a Dell’Acqua si colloca quindi in un percorso più ampio, nel quale la comunicazione gastronomica non viene considerata soltanto una forma di informazione sui ristoranti o sui prodotti, ma uno strumento per raccontare persone e tradizioni.
Il brindisi con i Merlot ticinesi
A completare la serata sono stati i vini della Cantina Monti di Cademario, realtà vitivinicola che quest’anno raggiunge un traguardo particolare: il cinquantesimo anniversario.
Il brindisi con i Merlot della cantina ha aggiunto alla serata un ulteriore riferimento alla produzione del territorio. Anche in questo caso, il vino diventa parte di un racconto più ampio della cultura gastronomica ticinese, nella quale la produzione vitivinicola rappresenta uno dei settori maggiormente riconoscibili.
Il cinquantesimo anniversario della Cantina Monti coincide così con una serata dedicata a due figure impegnate, con ruoli differenti, nella valorizzazione della gastronomia: il giornalista che ne ha raccontato protagonisti e trasformazioni e lo chef che ne interpreta quotidianamente il patrimonio culinario.
Cinquant’anni raccontati attraverso la gastronomia
Il dato temporale è uno degli elementi più rilevanti del riconoscimento ad Alberto Dell’Acqua. Cinquant’anni di attività editoriale significano infatti attraversare una fase di profonde trasformazioni del modo di intendere la cucina e la ristorazione.
Nel corso degli ultimi decenni la gastronomia è passata da una comunicazione prevalentemente legata alle ricette e alla recensione dei locali a una dimensione più ampia, nella quale entrano temi come la provenienza delle materie prime, il rapporto con i produttori, la formazione professionale, il turismo, il vino e l’identità dei territori.
La rivista Gastronomie&Tourisme si inserisce in questo percorso, mettendo in relazione due ambiti che nel tempo hanno assunto un peso crescente: la gastronomia e il turismo.
Il Premio Giovanni Nuvoletti riconosce dunque non soltanto la longevità professionale di Dell’Acqua, ma anche la continuità di un’attività editoriale orientata alla conoscenza del settore.
Una cultura che passa dalla tavola
L’iniziativa della Delegazione della Svizzera Italiana dell’Accademia Italiana della Cucina offre infine l’occasione per riportare l’attenzione su un concetto che va oltre la dimensione puramente gastronomica.
La cucina può essere letta come una forma di memoria collettiva. Ricette e prodotti raccontano abitudini, economie locali, migrazioni, scambi commerciali e trasformazioni sociali. La loro conservazione non dipende soltanto dalla pratica quotidiana, ma anche dalla capacità di documentarle e raccontarle.
In questa prospettiva, il lavoro di un giornalista specializzato assume un ruolo complementare rispetto a quello di cuochi e produttori. Scrivere di gastronomia significa infatti registrare cambiamenti e tendenze, ma anche dare spazio alle persone che mantengono vive competenze e tradizioni.
È questo il filo che lega il Premio Giovanni Nuvoletti ad Alberto Dell’Acqua alla serata organizzata a Massagno: da una parte il riconoscimento a una lunga attività di divulgazione, dall’altra la valorizzazione concreta della cucina territoriale e della produzione vitivinicola ticinese.
Un appuntamento nel quale il lavoro editoriale, quello della ristorazione e quello dei produttori di vino sono confluiti nella stessa serata, restituendo una lettura della gastronomia come patrimonio culturale prima ancora che come esperienza a tavola.
Nella foto:
Il giornalista Alberto Dell’Acqua, il delegato dell’Accademia Emilio Casati e lo chef Fabio Barbaglini



