Il paesaggio della Val Venosta, una delle rare valli alpine che si sviluppa trasversalmente all’andamento nord-sud, è dominato nel fondovalle e nei meravigliosi e fertili conoidi che si diramano dalle vallette laterali dalla presenza di ordinati filari di mele. Più su, sul versante esposto a meridione, la vigna si alterna ai boschi ed ai pascoli che diventano prevalenti in quota. Sarebbe tuttavia riduttivo fermarsi all’assunto mele-vino-formaggi che pure rappresenta economicamente la voce più importante del comparto agroalimentare. La Val Venosta conserva infatti altre produzioni agricole di altri profilo qualitativo, vedi le tra i frutti le albicocche (le Vinscheger Marille), le pere Pala e le fragole della Val Martello, oppure la segale e altri cereali antichi utilizzati per il tipico pane Paarl, ancora la sapienza nella filiera produttiva dello Speck e del Kaminwrzen (salamino affumicato). Non si contano poi le ricette che tradizionalmente vengono realizzate con questi ed altri prodotti. Un’infinità, arricchita dai prodotti stagionali come le erbe primaverili-estive, i funghi e le castagne in autunno, la selvaggina con l’arrivo dell’inverno.

Un bengodi che la ristorazione mette in tavola seguendo stili e modelli diversi: chi seguendo la tipicità senza deviazioni; chi reinterpretando gli ingredienti in nuove proposte. Tra questi la tavola pluridecorata, stella Michelin ininterrottamente dal 2001, è quella della famiglia Trafoier del Kuppelrain (letteralmente la cupola in rame). Posto a Castelbello, proprio di fronte alla stazione del treno della Val Venosta, è divenuto un punto di riferimento per i gourmet grazie alla proposta gastronomica che interpreta il territorio con intelligenza, sensibilità, capacità tecnica. Ambientazione elegante, piccole sale con tavoli apparecchiati con classe. Il giardino-dehor estivo è destinato al pranzo del servizio bistrot. A papà Jorg, che continua a sorvegliare muovendosi tra cucina e sala, da qualche anno è subentrato ai fornelli il figlio Kevin, affiancato ai dolci (una meraviglia i cioccolatini esposti nelle vetrine climatizzate nella sala dell’accoglienza,) dalla sorella Natalie. E’ invece mamma Sonya a dettare i tempi del servizio e ad orchestrare il magistrale e originalissimo abbinamento con i vini prevalentemente versati da bottiglie in formato jeroboam fiore all’occhiello di una cantina che può accontentare ogni esigenza (nutrita anche la presenza degli alcol free). All’immancabile appetizer rappresentato dallo speck home made, seguono piatti che parlano di territorio con raffinatezza: tartare di trota salmonata della Val Venosta , cetriolo, rafano, dressing di fiori di sambuco; salmerino di Laces, zafferano di Castelbello, fondo al kimchi, popcorn alo speck; tortelli ripieni di ricotta biologica di capra, gel di pera, cicoria; manzo della Val Senales, broccoli selvatici, carota antica, gel al pepe di Merano.

Tra i dolci che seguono come tutto il resto le stagioni si segnalano per l’estate l’abbinamento tra albicocca Val Venosta, mango e frutto della passione; per l’autunno i dessert a base di castagne e praticamente sempre l’immancabile strudel di mele.
Pochi chilometri a monte di Merano, sulla vecchia strada che attraversa il piccolo borgo storico di
Lagungo, Christoph Huber ha trovato nella storica insegna (è stazione di ristoro sin dal XVII secolo Blaue Traube il luogo ideale per mettere in tavola la sua filosofia di cucina che a pranzo si materializza in un menu alla carta con piatti sostanziosi, classici e tradizionali, la sera in un percorso di degustazione che mette in luce passione e creatività per uno stile decisamente contemporaneo. Anche qui comun denominatore sono i prodotti del territorio, declinati in preparazioni che ne esaltano il gusto prendendo spunti da altre culture gastronomiche.
Vedi ad esempio l’apertura con il delizioso miso alle castagne seguito dal salmerino dry aged all’olio, la succuelnza dell’ossobuco alla tirolese, il divertissment del salt-in-bocca, la serietà organolettica della sella di capriolo, la chiusura con una splendida tarte tatin. D’estate ci si accomoda in terrazza avvolti nel verde del giardino confinante e dei pergolati; nella stagione fredda in sale che hanno il fascino d’antan tra rivestimenti in legni e arredi d’epoca. Al contrario giovanile e fresco il servizio con alcune trovate divertenti come il taglio del pane, effettuato in sala dallo chef con una sega da legno.
Kuppelrain
ViaStazione 15
Castelbello – Ciardes (BZ)
Tel.0473.624103
Chiuso domenica e lunedì
Menu degustazione serale da 130 a 150 euro (da 5 a 7 portate); a pranzo bistrot con lunch menu di 3 portate a 52 euro.
Blaue Traube
Strada Vecchia 44
Lagundo (BZ)
Tel.0473.447103
Chiuso domenica e lunedì
Menu degustazione serale a 99 euro (9 portate); a pranzo menu completo da 35 euro.



