Di Mario Mantegazza

 

Fin dall’infanzia mi è stato detto di essere fortunato, visto che sono nato e sto vivendo nella prima era della libertà di espressione e di pensiero. Ma è ancora vero? Per me non è più così!

A furia di libertà siamo caduti nel proibizionismo della parola; e non solo di quella. Oggi devi badare bene a ogni parola che dici per non passare per omofobo, razzista, fanatico, antireligioso e così via. Per non parlare di quello che non puoi dire della cronaca politica, del terrorismo, dell’immigrazione, perché se apri bocca rischi grosso.

 

E chi come me deve scrivere ogni tre mesi un pezzo che sia buono per altrettanti tre, cosa deve fare? Davvero non so più cosa dirvi, anche perché il paradosso sta anche nel fatto che alcune cose possono essere dette da alcuni, ma non da altri.

 

Bene! Allora becchiamoci queste righe che non dicono e non servono a niente, sicuri 

che stiamo pensando tutti le stesse cose, ma non vogliamo dirle. Intanto spariamoci dei bellissimi “selfie” e scriviamoci dei bellissimi messaggini con tante faccine: questo è davvero utile al progresso dell’intera società.