Sono oltre 70 anni che Vladimir Ashkenazy, nato in Russia nel 1937, dirige orchestre in tutto il mondo. Direttore ma anche pianista, un’artista profondamente umano e mai borioso, ha interpretato il ruolo di direttore d’orchestra come un ruolo a servizio dell’arte e mai di comando. Una guida per le centinaia di orchestrali che hanno avuto la fortuna di trovarselo in pedana, un sorriso sempre aperto, con un accenno di timidezza, per chi ha vissuto la gioia di rivolgergli qualche domanda.
Nei giorni scorsi arriva l’annuncio che ha addolorato pubblico e musicisti di tutto il pianeta: Ashkenazy si ritira dalle scene. Una notizia che rattrista in particolar modo i professori dell’Orchestra della Svizzera Italiana, che per anni hanno lavorato intensamente con lui, dopo che nel 2013 era stato nominato direttore ospite principale della OSI. Commuovono le parole usate per salutare la carriera professionale di questo grande artista: «Spietata legge del tempo, che il Maestro con il suo sorriso sembrava essere riuscito a sconfiggere. Ci mancherà con la sua umanità, il suo ottimismo e con i suoi indimenticabili “Terrific!” – eccezionale! – che a conclusione di molte nostre esecuzioni ci rinfrancavano sempre. Mancherà la sua aura di grande musicista, da cui ci sentivamo protetti quando suonavamo insieme».

E se profondo è il rammarico di non trovarselo più davanti, bacchetta alla mano, a segnare i tempi e le intenzioni, restano come un vanto le parole espresse meno di due settimane fa dal maestro: «Desidero esprimere la mia gratitudine all’Orchestra della Svizzera italiana per l’altissimo livello professionale e la musicalità, per il piacere e la soddisfazione che mi ha dato durante gli anni in cui ha lavorato con me. Ricordo in particolare quanto mi abbia colpito il meraviglioso suonare dell’Orchestra in Corea del Sud nel settembre 2014, e la nostra tournée in Germania e Inghilterra nel dicembre 2015. E, naturalmente, sono molto felice di aver avuto l’onore di dirigere l’OSI per i Concerti Inaugurali al LAC nel settembre 2015: un’occasione davvero speciale. Auguro all’Orchestra un gran futuro!».