Di Manuela Lozza

 

Gli interventi sono parte del progetto Tra ville e giardini del Lago di Como. Navigare nella conoscenza. I lavori sono iniziati riportando alla luce la Sala del Duca, al primo piano della villa. Fino a oggi inaccessibile al pubblico, è stata completamente restaurata sia per quanto riguarda le pareti, decorate con fregi di gusto neobarocco e per le quali è stato necessario l’intervento ideativo/conservativo dall’architetto Emilio Alemagna (così come per l’affresco centrale sul soffitto che rappresenta la Fortuna, opera di Ernesto Fontana), sia per le pavimentazioni lignee. I lavori sono durati 5 mesi e oggi si può godere di un luogo magico. Nel parco, preziosissimo e intenso l’intervento dell’Accademia di   Belle Arti Aldo Galli, un intervento fortemente voluto dalla Famiglia Comasca e che si è realizzato in tre fasi: per prima cosa, il restauro delle statue frontali, nel giardino geometrico affacciato sul lago. L’anno successivo, studenti e professori hanno riportato ai fasti d’un tempo la fontana e i suoi complessi marmorei. Mentre proprio in questi mesi stanno lavorando sulle statue nella parte posteriore, nel retrostante parco storico “all’inglese”. Interventi generali anche sull’area delle serre e del laghetto, che prima della realizzazione della Strada Regina che le separò tagliando in due la proprietà (oggi artificialmente collegata dal Ponte del Chilometro della Conoscenza), erano in continuità col parco stesso. Proprio in questa parte posteriore, verrà realizzato  il nuovo orto botanico, con interventi sulle piante esistenti e l’inserimento di nuove specie (come una collezione di arbusti tipici dei giardini storici del lago) e anche con la sistemazione dei vialetti. L’Orto Botanico verrà realizzato in sinergia con il Centro di Documentazione sui Giardini e le Ville del Lago di Como, la cui sede sarà collocata, insieme a uffici e alloggi di custodia, al piano terra del Casino Nord, un edificio a sè stante, che sorge a pochi metri dall’ingresso della villa. Qui, gli interventi eseguiti fino a oggi hanno riportato al suo splendore originale il soffitto del primo piano – con la valorizzazione di tutti i suoi stucchi – e il vano di ingresso al piano terra. 

In tutto circa un quinquennio di lavori, possibili grazie all’intervento economico di Comune e Regione, delle imprese di categoria lariane, della Famiglia Comasca e ai 5 milioni di euro donati da Fondazione Cariplo.