L’associazione degli imprenditori ticinesi ImprendiTI scrive al Consiglio di Stato. Obbiettivo, ottenere rassicurazioni e garanzie rispetto al delicato momento che il Ticino e tutta l’Europa – con le relative ricadute sul commercio internazionale – stanno attraversando. Indennità, tasse, sicurezza in azienda… queste le principali preoccupazioni economiche degli imprenditori che temono il collasso dell’industria e quindi nel Cantone.
Ecco nello specifico le loro richieste:
- Estendere il diritto all’indennità per il lavoro ridotto anche per persone con un contratto a tempo determinato e apprendisti. Questa misura va estesa ai titolari e quadri superiori, se attivi in prima persona nella gestione aziendale e con un’occupazione pari al 100%;
- Riduzione parziale della tassa di circolazione per i veicoli aziendali e la tassa sul traffico pesante;
- Sospendere per il 2020 la riscossione della tasse rifiuti;
- Esonerare le aziende dal pagamento delle imposte sul capitale e utile esercizio 2019-2020;
- Intercedere con le autorità federali per dilazionare la riscossione dell’IVA e del canone radiotelevisivo;
- Esonero per il 2020 di tutti i costi legati alla formazione professionale ed esami;
- Esonero dei costi in merito ai piani di Sicurezza e Salute aziendali nonché la messa a norma del personale sostenuti negli anni 2019-2020;
- Indennizzo dello Stato per i costi delle assicurazioni sociali dei datori di lavoro (AVS/AD/Lainf/LPP/ecc.) per il periodo di fermo per pandemia; 9. Attivazione di un fondo di emergenza speciale a fondo perso e a medio/lungo termine per la copertura dei costi aziendali, leasing strutturali, affitti.
E la lettera si conclude con un appello a comprendere come in questo momento il legame tra istituzioni e imprenditori debba essere più che mai forte: “Aiutateci in questo momento di difficoltà, noi siamo pronti a mettere a disposizione le nostre forze, le nostre energie, le nostre esperienze per far fronte comune alle necessità della Confederazione e per creare un futuro migliore per tutti”.