Se durante la vita lavorativa un assicurato ha accumulato un certo capitale di cassa pensione, egli avrà ad un certo punto la possibilità di percepire la sua pensione sotto forma di un versamento di una somma unica oppure una rendita vitalizia, calcolata attraverso una precisa aliquota di conversione minima stabilita dalla Legge federale sulla previdenza professionale (LPP). Questo parametro viene definito tenendo in considerazione l’aspettativa di vita media ed il rendimento atteso degli investimenti effettuati dalla cassa pensione.
Di fatto il processo di invecchiamento della popolazione e la difficoltà a raggiungere dei rendimenti adeguati sui mercati dei capitali, stanno da tempo mettendo in difficoltà il delicato equilibrio finanziario delle casse pensioni ed è per questo motivo che il legislatore sta valutando attentamente delle riforme per la stabilizzazione del sistema previdenziale svizzero.

Quali riflessioni sul futuro dell’aliquota di conversione?

«La Legge sulla previdenza professionale è stata introdotta nel 1985 e da allora l’aliquota di conversione è stata ridotta dal 7,2% al 6,8%, un livello quello attuale che resta comunque troppo elevato per la sostenibilità del sistema pensionistico svizzero. Come detto, l’aumento dell’aspettativa di vita e la diminuzione dei rendimenti finanziari, rendono necessaria la riduzione di questo parametro. Su questo vi è un consenso da parte di tutti, soprattutto perché all’interno del pilastro della previdenza professionale si verifica attualmente una ridistribuzione di risorse: i lavoratori giovani trasferiscono i loro contributi a quelli anziani e questo processo di solidarietà, tipico del 1° pilastro (AVS), nella previdenza professionale è contrario al sistema. Come già proposto nel precedente referendum (bocciato nel 2017), il progetto in consultazione del Consiglio federale prevede la riduzione dell’aliquota di conversione minima al 6%. In termini politici pare non si possa fare molto di più sebbene, dato il contesto attuale, solo un’aliquota di conversione del 5%, se non addirittura inferiore, sarebbe in grado di eliminare totalmente gli effetti della indesiderata ridistribuzione».

Riforma dagli obiettivi contraddittori …

«Un capitale di cassa pensione di CHF 100mila, trasformato in rendita vitalizia con un’aliquota di conversione del 6.8%, genera una rendita annuale di CHF 6800. L’impatto della riduzione dell’aliquota di conversione è diretto: se il fattore scende al 6%, la medesima rendita si abbassa a CHF 6000 all’anno. Considerando una riduzione del fattore di conversione al 6%, bisogna considerare che per ottenere la stessa rendita annuale (CHF 6800) risulta necessario accantonare più capitale di risparmio, ipotesi di non semplice realizzazione soprattutto per le fasce d’età prossime al pensionamento e che ormai non avranno più tempo a sufficienza per prepararsi all’imminente riforma, adottando soluzioni adeguate per migliorare le prospettive finanziarie al pensionamento. Per ovviare a questo problema il progetto in consultazione prevede come misura di compensazione una sovvenzione alla rendita per tutto l’arco della vita. La contraddizione consiste proprio nel fatto che questo aggio andrà a beneficio non solo della cosiddetta generazione di transizione, ma anche di tutte le altre generazioni, andando quindi a vanificare l’obiettivo di ridurre la ridistribuzione all’interno del 2° pilastro».

Come possiamo tutelare la nostra pensione?

«L’aumento dell’aspettativa di vita ci mette di fronte ad un periodo di mantenimento più lungo e la necessità di avere a disposizione delle risorse più importanti per poter sostenere l’auspicato tenore di vita. Diventa quindi fondamentale pianificare bene il passaggio dalla vita professionale al pensionamento per poter mettere in atto da subito tutte le misure e prevedere i mezzi necessari affinché si possa programmare nel migliore dei modi questo importante passaggio. Si va in pensione una volta sola! Ecco perché UBS consiglia di approfondire la conoscenza della propria situazione finanziaria e della proiezione al pensionamento per potersi preparare al meglio ed eventualmente adottare le misure di ottimizzazione necessarie, volte al miglioramento della nostra pensione».