La loro nascita è riconducibile ad un periodo storico molto delicato, dopo l’armistizio del 1918, durante il quale la regione attraversava una forte crisi economica. Gli amministratori della Banca Svizzera Americana sentirono la necessità di associarsi ad un solido Istituto d’Oltralpe e vi fu una fusione con l’Unione di Banche Svizzere di Zurigo, oggi UBS, anch’essa desiderosa di stabilirsi in Ticino. Nel contesto locarnese, la Banca favorì lo sviluppo delle maggiori realizzazioni economiche e industriali: la Società Elettrica Locarnese, la Funicolare Locarno-Madonna del Sasso, la Cartiera di Locarno, le Ferrovie della Vallemaggia e delle Centovalli, le Tramvie locarnesi e il Saponificio di Locarno. A Lugano invece, considerata l’importanza cittadina e l’affinità linguistica (e anche culturale) con la vicina Penisola, UBS assunse in maniera evidente – ma non esclusiva – il compito di curare le relazioni con le banche italiane. In tal senso, UBS aiutò molti imprenditori italiani a trasferire le loro aziende in Ticino, aziende che in molti casi oggi sono diventate delle importanti realtà industriali ed economiche per la regione.

In oltre 100 anni di storia UBS ha saputo affrontare importanti avvenimenti e cambiamenti, sempre guidata da una spiccata sensibilità verso i problemi economici e da una stretta vicinanza con il territorio e la popolazione locale.

Nel tempo, è diventata un solido punto di riferimento per il Cantone, grazie alla sua capillare rete di filiali e ai suoi servizi all’avanguardia, ma non solo: UBS estende il suo impegno anche al di là della pura attività bancaria. Ad esempio, grazie alle numerose sponsorizzazioni regionali nei campi dell’educazione, dello sport e della cultura: basti pensare al Locarno Film Festival (con il quale UBS ha festeggiato 40 anni di partnership proprio quest’anno), al LAC, al Galà dei Castelli e a S.Pellegrino Sapori Ticino, oppure tramite la Fondazione UBS per la cultura, che supporta la creatività artistica contemporanea in Ticino e in tutta la Svizzera.

UBS sta al passo con le nuove tendenze e incarna perfettamente la banca del futuro. Offre servizi digitali all’avanguardia, volti ad aumentare l’efficienza e la soddisfazione di una clientela sempre più esigente e partecipativa. A questo proposito, è interessante notare che nel periodo giugno 2019-2020 i clienti UBS in Svizzera hanno effettuato ben 160 milioni di login e che nel 2019 quasi il 70% dei login nel settore della clientela privata è avvenuto tramite smartphone.

Inoltre, in qualità di uno dei principali gestori patrimoniali al mondo, ha la responsabilità di assumere un ruolo guida nella creazione di un futuro migliore. Sviluppa quindi costantemente nuovi prodotti finanziari con un impatto positivo sul bene comune e svolge le sue attività nel rispetto della sostenibilità ambientale.

Luca Pedrotti, Group Managing Director, Direttore Regionale UBS Ticino, ha dichiarato: «Sono molto orgoglioso di questo importante anniversario della nostra presenza in Ticino: una bella pagina di storia, di cui ringrazio anche i miei predecessori. Il segreto di questo successo è da attribuire al senso di appartenenza al territorio, all’integrazione nel tessuto economico e alla costante vicinanza alla popolazione, unite ad una grande capacità di innovazione e di adattamento al contesto storico».

Alcune cifre sono indicative del ruolo di UBS sul territorio ticinese: 740 collaboratori; 17 filiali (19 se contiamo le sedi luganesi di Piazza Riforma e Via Pretorio); una relazione con un’economia domestica privata su tre, un libero professionista su due; e ancora, due gestori patrimoniali su tre e rapporti con circa 8.000 aziende ticinesi. Infine, un apprendista su due nel settore bancario lavora presso UBS, mentre 80 collaboratori sono attivi nel Centro di competenza sull’Intelligenza Artificiale di Manno.