Quali sono gli elementi base del vostro progetto imprenditoriale?

«La visione strategica dell’azienda – racconta Meluccio Piricone – si è dimostrata da subito efficace riuscendo in un arco temporale ristretto a raggiungere quelli che erano gli obiettivi prefissati e a conseguire risultati economico-commerciali degni di nota. In poco più di un esercizio abbiamo quasi raggiunto i 2,5 milioni di CHF di fatturato con una proiezione di crescita attesa per l’esercizio 2018 più che proporzionale. L’obiettivo è infatti quello di arrivare in 5 anni a 5 milioni di CHF di fatturato. Più che soddisfacente anche il risultato reddituale, conseguenza dell’ottima marginalità espressa dalla gestione di questa impresa. Grazie ad una profonda conoscenza maturata in oltre 10 anni di diretta e personale esperienza della realtà economica cinese, siamo riusciti a stabilire in quel Paese una partnership con una delle maggiori industrie mondiali di caschi che ci garantisce qualità, tempistiche, certificazioni sulla base dei più elevati standard richiesti in tutti i mercati del mondo».


Come si articolare la gamma dei vostri prodotti?

«Il cuore della nostra offerta, basata certamente su solide basi strutturali e finanziarie è comunque la gamma dei prodotti che già oggi si presenta completamente rinnovata ed è stata sviluppata secondo know how interno. Oggi contiamo, tra Vemar e Simpson, 13 modelli in grado di coprire i segmenti più significativi del mercato, dal casco tecnico da pista a quello più di design per uso cittadino. I materiali che trattiamo vanno dai compositi tecnologicamente più avanzati, carbonio ad alto modulo e materiali aramidici, ai materiali termoplastici».


Un ulteriore punto di forza è rappresentato dalla vostra presenza sui mercati di tutto il mondo…

«La nostra crescita non può che passare attraverso la creazione di un solido network distributivo. IHC ha oggi – interviene Nicola Simone – un portafoglio composto da 24 clienti in grado di garantire la distribuzione dei nostri prodotti in 29 paesi nei diversi continenti e siamo gratificati del fatto che ognuno di loro rappresenta un operatore solido e primario all’interno del proprio mercato di competenza, in grado di farci raggiungere le quote di mercato che ci siamo prefissi. Attualmente i nostri principali mercati sono l’Italia, la Francia, l’America del Nord e la Turchia. Questo come conseguenza non solo dell’ampiezza specifica di tali mercati ma anche per la precedenza temporale con cui tali contatti sono stati avviati. A partire dal 2018, ci aspettiamo molto dai Paesi di lingua tedesca e dal nostro mercato interno, quello svizzero. Certamente questo è per noi un ottimo punto di partenza non certo di arrivo, l’obiettivo è di raggiungere entro l’esercizio 2019 una solida presenza commerciale in almeno 50 paesi».


Quali sono le principali richieste di un cliente che scegli di acquistare un casco?

«Direi che gli elementi principali – riprende Meluccio Piricone – sono sostanzialmente due. Da un lato la sicurezza e dall’altro il design. Ogni casco nasconde un mondo di soluzioni tecnologiche e di procedimenti d’avanguardia studiati in ogni dettaglio, per arrivare a un prodotto finito che possa svolgere al meglio la sua funzione primaria. La capacità di assorbimento degli urti, infatti, è indubbiamente la qualità più importante e questa viene testata e delineata nei suoi tratti essenziali sin dalla fase progettuale, quando il casco viene riprodotto virtualmente. L’uso di materiali di ultima generazione, sia per quanto riguarda il rivestimento esterno che per ciò che concerne l’imbottitura interna, rappresenta naturalmente una delle caratteristiche preminenti di un casco da moto di qualità. Tutti i nostri caschi sono sottoposti a controlli di qualità, testati e omologati in base alle diverse normative che nei vari mercati regolano la vendita di questi prodotti».


E per quanto riguarda il design?

«Diciamo subito – spiega Nicola Simone – che l’aerodinamicità di un casco rappresenta un pregio irrinunciabile anche nei caschi destinati ai piloti non professionisti, qualunque tipo di moto possiedano. Sta all’esperienza e alla capacità del team di designer e ingegneri trovare il migliore parametro di aerodinamicità compatibile con la sicurezza e il comfort del casco. Negli ultimi anni poi il casco è diventato, per quanto riguarda modelli e colori un vero e proprio oggetto di culto, proprio come un oggetto sottoposto al variare delle mode e delle tendenze. In questo senso, noi svolgiamo un lavoro di attento monitoraggio riguardo all’evoluzione del gusto dei consumatori e poi elaboriamo, grazie alla collaborazione di team di design in Italia, in Francia, e all’interno della nostra struttura, proposte che vadano incontro alle diverse esigenze dei mercati in cui operiamo».


In sintesi, qual è il valore aggiunto offerto dl vostro progetto?

«In estrema sintesi – conclude Meluccio Pericone – parlerei della forza del marchio, che in prospettiva intende penetrare anche nuovi segmenti di mercato, e della qualità delle relazioni che fin dall’inizio della nostra avventura abbiamo deciso di stabilire con i partner, che non voglio assolutamente chiamare fornitori. Quello che infatti abbiamo sempre cercato è la condivisione di un progetto. Ne è un significativo esempio il rapporto qualitativamente molto valido che abbiamo stabilito con i nostri produttori cinesi con i quali collaboriamo con successo per lo sviluppo e il costante miglioramento dei prodotti».