Hanno partecipato all’inchiesta:
Stefano Caccia (E.Y.), Responsabile Sede Ernst & Young Lugano ed Elisa Alfieri, Esperto Contabile
Glenda Brändli (G.B.), Partner Assurance Financial Services (Banking) e Responsabile della Sede di Lugano di PricewaterhouseCoopers
Gianni Gnesa (G.G.), Partner e Membro di Direzione del Gruppo Multi
Paolo Gattigo (P.G.), Partner e Responsabile della succursale di Lugano di BDO


Quali sono le caratteristiche che contraddistinguono il settore delle società di consulenza e revisione in Ticino?

EY: «In Ticino ci sono circa 2’000 fiduciari. Buona parte di questi propongono più o meno gli stessi servizi di consulenza e certificazione. Negli ultimi 10 anni ci sono stati dei cambiamenti legislativi e altri sono in corso che hanno modificando l’attività di revisione, restringendo per molti professionisti la possibilità di poter eseguire certe verifiche particolari (revisione ordinaria se non si è registrati quali esperti revisori, revisione di società finanziarie (banche, commercianti di valori immobiliari, found manager) se non si è accreditati alla FINMA, revisione OAD, revisione dei fondi pensionistici ecc. L’autorità di sorveglianza dei revisori ha introdotto dei controlli molto esigenti per le società sotto sorveglianza statale e da quest’anno esige che anche le altre società di revisione si dotino di controlli di qualità eseguiti da esterni».



G.B.: «In Ticino il numero di società attive nell’ambito della consulenza e della revisione è relativamente elevato. Vi sono diversi elementi che permettono di differenziare tali attori tra loro: tra i principali fattori distintivi rientrano, ad esempio, l’appartenenza o meno ad una rete più ampia (a livello svizzero, europeo o mondiale), le dimensioni (uno o due collaboratori, oppure > 50 solo in Ticino), l’ampiezza della gamma di servizi offerti, il grado di specializzazione, e chiaramente anche le eventuali autorizzazioni di cui dispone (ad esempio da parte della FINMA in ambito bancario e finanziario, o dell’Autorità di sorveglianza dei revisori)».



G.G.: «Anche nel nostro Cantone le società di consulenza e revisione hanno dovuto adattarsi all’importante evoluzione normativa in atto da una quindicina d’anni. I vari scandali finanziari accorsi a livello internazionale ad inizio degli anni 2000 con i casi Enron, Swissair, WorldCom hanno generato un impulso notevole all’inasprimento delle norme in materia di revisione e di sistema di controllo interno. Le responsabilità degli attori in campo si sono accentuate e temi come l’indipendenza e la garanzia di qualità hanno preso l’avvento nella letteratura specialistica. Con le nuove disposizioni legislative in ambito di diritto sulla revisione in vigore da oramai un decennio le necessità di professionalizzazione e specializzazione del settore della revisione hanno costretto le società di consulenza e revisione a focalizzare l’attenzione nel settore revisione identificandolo come un vero e proprio “core business” rispetto agli altri settori. Sono frequenti i casi di piccole società fiduciarie che per scelta strategica o per necessità hanno deciso di completamente abbandonare il settore della revisione, perlomeno per quanto riguarda la revisione ordinaria di società di medie e grandi dimensioni, per concentrare l’attività nella consulenza contabile e la fiscalità. Ciononostante è comunque doveroso ed interessante rimarcare che, in un raffronto a livello nazionale, il Ticino presenta un importante numero di piccole società di consulenza e revisione rispetto ad altri Cantoni».



P.G.: «Oggi il mercato vive ancora una presenza piuttosto variata di attori. Pur con le peculiarità che contraddistinguono ogni competitor, alcune caratteristiche quali l’impegno, la serietà, l’elevata qualità dei servizi offerti e la prossimità al cliente rimangono a mio avviso imprescindibili per chi opera sul mercato, non solo ticinese».


Quali processi di concentrazione sono attualmente in atto e quali evoluzioni future sono prevedibili?

EY: «La concentrazione a livello nazionale ed internazionale è in parte già avvenuta. Oggi in Svizzera si parla delle Big 4. + 1. Quindi non credo che sotto questo numero si possa andare. Anzi ho l’impressione che l’autorità di sorveglianza, la FINMA e forse qualche circolo professionale vorrebbe che il numero delle grosse imprese di Audit aumentassero. Per contro credo che a livello locale una concentrazione nei prossimi anni sia prevedibile a seguito di alcune modifiche legislative».



G.B.: «Con il generale aumento della regolamentazione nei vari settori di attività che stiamo vivendo a livello svizzero ed internazionale, il grado di specializzazione e di competenza richiesto per continuare ad operare con serietà nel settore della consulenza e della revisione diventa sempre più elevato. Inoltre, da parte della clientela avvertiamo la necessità sempre crescente di potersi interfacciare con un unico interlocutore, in grado di aiutarla a districarsi nel sempre più complesso ambiente di riferimento, ed a comprendere gli impatti e le conseguenze di eventuali decisioni prese in un ambito, su altri aspetti della propria organizzazione. Tutto ciò potrebbe condurre ad un settore caratterizzato da un numero minore di attori di dimensioni mediamente maggiori rispetto a quanto osserviamo attualmente».



G.G.: «I processi di concentrazione nel settore della revisione molto dipenderanno dalla flessibilità delle piccole e medie imprese di consulenza e revisione a voler adeguarsi all’evoluzione dei bisogni della clientela, delle nuove tecnologie, nonché delle sempre maggiori esigenze di standard di qualità interna della propria organizzazione richieste dal settore. I numeri, l’organizzazione e la struttura delle grandi società di consulenza e revisione (spesso identificate con l’appellativo di “Big 4”) fanno sì che quest’ultime agiscono molto più rapidamente rispetto alle società di piccole dimensioni. Quindi, se nel segmento delle grandi questo processo innovativo è più facilmente assorbito e non si prevedono particolari processi di concentrazione, fra le piccole e medie società di consulenza e revisione è ipotizzabile che vi siano in futuro maggiori sinergie e collaborazioni che porteranno quasi sicuramente ad ulteriori concentrazioni di attori sul mercato».



P.G.: «Si tratta a mio avviso di un processo già in atto, determinato da diversi fattori. Da un lato, l’introduzione della possibilità di rinunciare alla revisione (cosiddetto opting out): fino a una decina d’anni fa, la costituzione di una nuova società abbisognava di un ufficio di revisione, offrendo agli attori del settore una buona base di nuova clientela potenziale. L’opportunità di rinunciare alla revisione offerto alle piccole imprese ha quindi rivoluzionato il mercato, togliendo di fatto parte del portafoglio clienti di piccole e medie società di revisione. D’altro canto, la sempre maggiore regolamentazione del settore ha portato alcuni concorrenti a concentrarsi su altri servizi fiduciari e di consulenza, rinunciando quindi ad offrire servizi di revisione contabile. Va precisato che le abilitazioni necessarie per operare nel mercato della revisione richiedono un investimento di risorse – umane e finanziarie – per nulla trascurabile, che non tutti sono più pronti a sostenere. Ne consegue un mercato meno segmentato composto da attori, che hanno operato un riposizionamento e una diversa e più flessibile articolazione dei servizi offerti».


Quali sono le principali novità legislative che sono state di recente approvate o che vi attendete che vengano introdotte a breve?

EY: «Chiaramente la legge sull’IVA che entrerà in vigore il 1.1.2018. Ma anche la legge sull’infrastruttura finanziaria entrata in vigore quest’anno. Probabilmente anche le preannunciate modifiche della legge tributaria ticinese avranno riflessi sulla nostra attività. Difficile valutarne gli effetti al momento. Inoltre si sta aspettando la Legge sui servizi finanziari che dovrebbe regolare l’attività dei gestori patrimoniali. Data prevista 2019».



G.B.: «In ambito finanziario, si attende oramai da tempo l’entrata in vigore della legge sui servizi finanziari (LSF) e della legge sugli istituti finanziari (LIFin), che hanno come obiettivo quello di creare pari condizioni di concorrenza per gli intermediari finanziari e migliorare la protezione dei clienti. I progetti di legge sono attualmente al vaglio del Parlamento e la loro entrata in vigore non avrà luogo prima del 2019. Siamo inoltre in attesa della riforma della fiscalità delle imprese (Progetto fiscale 17) che ha come obiettivo la contestuale accettazione del sistema fiscale svizzero a livello internazionale ed il rafforzamento della piazza imprenditoriale Svizzera. Prevediamo l’entrata in vigore delle nuove norme al più presto nel 2020».



G.G.: «Alcune novità legislative che toccano il settore della revisione riguardano il campo della previdenza professionale: vi sono le nuove direttive che regolano “l’assicurazione di qualità della revisione secondo la LPP” in vigore da inizio anno (con un periodo transitorio di 2 anni), come pure le nuove disposizioni dell’art. 89a del Codice civile volte a semplificare il “quadro contabile” per i fondi padronali (iniziativa Pelli). Lo scorso 4 maggio 2017 il Consiglio nazionale ha dato seguito all’iniziativa parlamentare della Signora Schneeberger che chiede di precisare nel Codice delle obbligazioni le disposizioni che permettono alle PMI di limitarsi a una revisione limitata dei conti. Secondo l’autrice dell’atto parlamentare, l’Autorità di sorveglianza dei revisori (ASR) tende sempre più spesso ad assoggettare la revisione limitata alle disposizioni più severe previste per la revisione ordinaria, vanificando gli intenti del legislatore. Il testo è ora al vaglio della Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli stati. Inoltre, fra le diverse novità legislative che saranno oggetto di discussioni nei prossimi mesi segnaliamo in particolare la revisione del diritto della società anonima ed il progetto di riforma fiscale 2017».



P.G.: «Se si scorrono le prese di posizione della nostra associazione di categoria, ci si rende conto di quanto il settore sia contraddistinto da un dinamismo fuori dal comune. L’introduzione di nuove disposizioni legali ha caratterizzato il settore negli ultimi anni e lo farà anche in futuro. Ciò ha delle ripercussioni sulla nostra attività quotidiana e sull’organizzazione del lavoro. Lo standard svizzero di controllo qualità delle società di revisione ne è un esempio. Da un lato questa tendenza in atto è doverosa per garantire elevata qualità delle prestazioni offerte e per mettere tutti gli attori sullo stesso piano, d’altro canto è pure estremamente importante che queste normative non siano fini a sé stesse. Rimango convinto del fatto che un servizio serio e rigoroso, che rispetti le normative in vigore, sia il miglior biglietto da visita per una società operante nel nostro settore, oltre che un grande contributo al territorio in termini di immagine».


Le società di revisione sono chiamate sempre più spesso a svolgere un ruolo di consulenza globale nei confronti delle aziende clienti. Quali sono le tematiche che siete più spesso chiamati ad affrontare?

EY: «Terrei a precisare che le società internazionali di revisione e consulenza si sono dotate di codici e procedure per garantire l’indipendenza che relativizzano molto la domanda. Nel nostro portafoglio clienti ci sono altresì aziende globali che a loro volta si sono date delle regole che escludono qualsiasi mandato di consulenza anche permessa al organo di revisione. Per contro non nascondo che negli ultimi anni la consulenza al cosiddetto Channel 2, quindi non cliente audit sta aumentando in maniera esponenziale, specialmente nei campi della digitalizzazione, robotica, capital market, financial trasformation ecc».



G.B.: «Attualmente le principali preoccupazioni dei nostri clienti vertono sulla sicurezza dei dati informatici (cyber security) e su quali misure mettere in atto per proteggersi adeguatamente e prevenire attacchi che possano ledere la confidenzialità dei propri dati e di quelli dei loro clienti, oltre ad impattare negativamente la reputazione. Anche le possibilità in ambito di ottimizzazione ed automazione dei processi ed il conseguente miglioramento dell’efficienza operativa, con risultante impatto positivo sui costi e sulla marginalità, rappresentano temi di interesse per la nostra clientela. I nostri clienti attivi a livello globale sono inoltre sempre più confrontati con tematiche internazionali legate al Transfer Pricing, alle imposte indirette ed in particolar modo alle dogane».



G.G.: «Negli anni a venire i revisori non potranno più accontentarsi di svolgere le proprie verifiche nel rispetto delle disposizioni legali e regolamentari, ma saranno chiamati a portare maggiore valore aggiunto alla propria clientela. Taluni servizi, che negli ultimi decenni risultavano fortemente redditizi, saranno in futuro sempre meno richiesti in quanto verranno automatizzati ed eseguiti direttamente dal cliente. L’esperto contabile ed il consulente saranno chiamati a risolvere problemi complessi a scapito di lavori ripetitivi e sostituiti dalla digitalizzazione. È ipotizzabile, come peraltro già oggi richiesto, che la figura del responsabile finanziario (CFO) all’interno dell’azienda venga demandato in “outsourcing” in quanto i vantaggi dell’automazione e della digitalizzazione non permetteranno e richiederanno più ad una piccola e media azienda di assumere un CFO a tempo pieno. Nel rispetto del principio d’indipendenza il revisore tenderà ad orientare il proprio profilo verso il consulente per soddisfare le esigenze della clientela che tendono sempre più ad attività come la pianificazione (budgeting), la strategia e la gestione di dati non finanziari».



P.G.: «Di fronte al ventaglio di richieste che ci vengono sottoposte dalla clientela, il termine di società di revisione diventa in effetti riduttivo e in un certo senso superato. È tuttavia essenziale assicurare la totale indipendenza ed evitare ogni possibile conflitto di interessi, mantenendo il necessario rigore nell’offerta di servizi di consulenza a clienti del settore revisione. Se per i clienti soggetti a revisione limitata la legge offre un moderato margine di manovra, per le società di taglia maggiore soggette a revisione ordinaria questa possibilità è fortemente ridotta. Per questa ragione, l’offerta di servizi fiduciari e di consulenza è di principio indirizzata a clienti per i quali non agiamo in qualità di ufficio di revisione.
Nel campo della consulenza aziendale, sono assai frequenti le richieste di analisi organizzativa interna – analisi dei processi aziendali, verifica o supporto nell’implementazione di sistemi di controllo interno, così come le valutazioni aziendali o le due diligence. Anche nei servizi fiduciari registriamo una crescita sostenuta, in particolare per quanto attiene l’amministrazione salariale. Molto dinamico è inoltre il campo della mobilità internazionale dei collaboratori: per questo, BDO ha sviluppato il concetto di Global Mobility Services, che ci permette di mettere a disposizione delle aziende un interlocutore esperto e competente, in Svizzera e nel mondo intero. Non da ultimo, assume sempre maggiore importanza l’aspetto della digitalizzazione, che rappresenta il futuro dell’offerta di servizi nel nostro settore e nella quale BDO ha investito ingenti risorse per assicurare alla clientela un servizio di prima qualità».



Come cambiano consulenza e revisione
Il parere di Luciano Monga, Partner responsabile di Deloitte SA in Ticino
In Ticino, il panorama delle società di consulenza e revisione è piuttosto variegato, riflettendo il mercato regionale. Accanto agli studi locali, sono attivi gruppi multinazionali come Deloitte, presente in più di 150 paesi al mondo con un network di oltre 245.000 professionisti. La presenza globale e le esperienze maturate permettono di assistere anche imprese che intendono aprirsi ai mercati esteri o sono già stabilite fuori dal territorio svizzero, fornendo un’assistenza olistica, specialistica e all’avanguardia. Deloitte offre servizi di revisione e consulenza di ogni genere: fiscale, legale, strategica e molto altro.
Ai nostri giorni, anche la professione della revisione sta subendo una rapida trasformazione. «La complessità del business, il mercato e gli stessi investitori si attendono dall’audit un valore che vada oltre a quanto finora offerto. Per meglio dire: gli stakeholder continuano a richiedere livelli di servizio all’altezza, qualità elevata e la garanzia di sicurezza. Ma, in aggiunta, si attendono una risposta adeguata al contesto in continua e rapida trasformazione. Ai nostri clienti forniamo un audit agile, dinamico, multidimensionale e ricco di spunti» dichiara Luciano Monga, Partner responsabile di Deloitte a Lugano.
Le innovazioni tecnologiche hanno permesso di supportare in maniera sostenuta l’evoluzione del ruolo della revisione, in termini di capacità predittiva, proattività, analisi e identificazione dei rischi. Tecnologia e innovazione stanno trasformando l’audit e l’automazione dei flussi. Grazie all’intelligenza artificiale e ai data analytics si eleva ulteriormente la qualità della revisione. Questi fattori hanno snellito notevolmente i processi, riducendo in maniera significativa il lavoro manuale di raccolta dei dati, che tradizionalmente appesantiva processi e allungava i tempi. «Oggi, ancor più che nel passato, dall’Audit emerge in maniera prorompente un valore che va al di là dei numeri e si colloca nella sfera più prettamente strategica» prosegue Monga. «Il valore aggiunto dato da un audit di qualità rappresenta il punto di forza per supportare i membri del CdA e il management nella gestione efficace dei rischi e nel prendere decisioni importanti».
Questa evoluzione dell’audit tradizionale è la risposta alle attese sempre nuove e maggiori della clientela. «Siamo in un contesto in cui i leader d’impresa richiedono che la revisione si sposti dal ruolo tradizionale assegnatole in termini di fiducia e sicurezza dei conti, e si attendono piuttosto valide indicazioni per migliorare strategie, operatività e performance» specifica Monga.
Deloitte promuove questa nuova visione, basandosi sul principio del riconoscimento del ruolo pubblico esercitato sul mercato, in accordo ai valori di qualità, trasparenza e integrità. La nuova cultura ha l’obiettivo di massimizzare l’esperienza offerta al cliente, offrendo competenze uniche e soluzioni pragmatiche per risolvere problemi complessi.
Monga conferma l’impegno di Deloitte anche in Ticino per supportare le imprese a eccellere in un contesto globale caratterizzato da volatilità, trasformazione digitale e continui cambiamenti normativi. «In Deloitte, siamo impegnati a fornire audit di elevata qualità per supportare i membri del CdA e il management con strumenti solidi e focalizzati sui rischi. Stiamo investendo moltissimo nell’audit del futuro e ponendo l’innovazione al centro dell’organizzazione, da un lato sviluppando tecnologie esponenziali da mettere al servizio dei clienti, dall’altro facendo convergere imprenditori e decision maker in un ambiente in cui progettare e costruire nuovi modelli di business e nuove soluzioni». E conclude: «Sono molte le imprese che si rivolgono a Deloitte non solo per questioni strategiche ma anche per essere consigliate su soluzioni pragmatiche, con l’obiettivo di affrontare sfide complesse».