In questi 15 anni il mondo è profondamente cambiato. Si è trasformato anche il vostro lavoro?

«Vorrei dire di no, nel senso che il nostro mestiere è restato sostanzialmente il medesimo e con la nostra esperienza, competenza e forza contrattuale continuiamo ad assumerci appieno la responsabilità di assicurare gli interessi della clientela negoziando al meglio le condizioni con le compagnie di assicurazioni più adatte a garantire la copertura di ogni singola tematica, secondo il concetto di libero mercato. Inoltre, ci assumiamo l’onere di difendere gli interessi dei clienti propria nel di caso di qualsivoglia necessità di risarcimento o di qualsiasi tipologia di intervento presso l’assicuratore. In realtà devo anche dire di sì perché solo nei momenti più critici si comprende quanto le coperture assicurative sottoscritte siano adatte ed efficaci. E spesso, in quei frangenti, ci si rende conto delle peripezie necessarie a compensare il danno subito. La legislazione in materia assicurativa, poi, è in continua evoluzione e le modifiche alle condizioni contrattuali sono all’ordine del giorno. Gestire al meglio il proprio portafoglio assicurativo diventa quindi sempre più difficile in un mondo in cui la stessa concorrenza fra le compagnie di assicurazione, porta all’offerta di opportunità o, per contrario, alla decadenza delle tutele».


La vostra società assicura sia aziende che privati. Che peso hanno questi due settori?

«Attualmente abbiamo circa 4.500 clienti che stipulano polizze attraverso Assurswiss. Se parliamo di premi, il peso preponderante lo hanno le aziende, riguardo ai volumi la clientela privata ha invece un ruolo importanti. In molti casi si registra poi un continuo passaggio da un settore a un altro. In ogni caso, i nostri uffici sono strutturati in maniera da poter gestire con la maggiore flessibilità ed efficacia i portafogli affidatici e l’intera struttura gode della lunga esperienza delle persone che compongono il team e delle buone relazioni che esse hanno stabilito con le compagnie di assicurazioni svizzere ed estere».


La presenza nel suo team di gente giovane, a cominciare da suo figlio Mattia, ha portato quella ventata di innovazione che rappresenta la linfa vitale di tutte le aziende?

«Mattia lavora con me ormai da molti anni e credo abbia perfettamente assimilato quelli che sono i valori e i principi che regolano il nostro lavoro. Al tempo stesso però appartiene ad un’altra generazione, usa un linguaggio diverso, ha un approccio ai problemi più diretto e immediato. Negli anni, i processi di lavoro sono stati ottimizzati per garantire l’immediata disponibilità alla clientela e i supporti elettronici ci consentono rapide valutazioni di intervento. Ci aggiorniamo costantemente sugli sviluppi del mercato delle assicurazioni e studiamo quotidianamente le strategie che possono portare vantaggi alla nostra clientela».


Dopo questo simbolico passaggio di testimone che cosa augura a suo figlio e a Assurswiss?

«Di continuare a portare avanti quello che abbiamo costituito in questi 15 anni, durante i quali siamo andati continuamente crescendo come fatturato, abbiamo acquistato la sede dove oggi ci troviamo, e aumentato il numero dei dipendenti e dei collaboratori. Sono certo che con il suo entusiasmo e la sua preparazione saprà accrescere ancora la reputazione che con gli sforzi di tutti siamo riusciti a costruire in questi anni. E questo è forse il patrimonio più importante perché oggi ci troviamo ad operare in un mercato sempre più competitivo che purtroppo lascia spazio anche all’improvvisazione. I nostri clienti, che ci conoscono da tanto tempo, sanno riconoscere e apprezzare le nostre qualità professionali, la capacità che abbiamo di risolvere ogni loro esigenza e, soprattutto la forza e il coraggio con cui ogni giorno affrontiamo il nostro lavoro».