È proprio così: fu nel 1962 che il fisico newyorkese Gerald Feinberg, pronunciò per primo il nome di un’ipotetica particella in grado di poter viaggiare più velocemente della luce. Da quella eccezionale scoperta scientifica, l’investitrice Angelica Morrone e l’ingegnere Stefania Spadafora, coadiuvate da giovani studenti di ingegneria informatica e civile, hanno preso lo spunto per creare un nuovo strumento tecnologico di lavoro. Il sistema Tachyone, prende appunto il nome da quella ipotetica particella che ancora oggi, a distanza di quasi sessant’anni, è l’unica e sola ad avere la peculiarità di viaggiare più rapidamente di un lampo.
Morrone e Spadafora, hanno avuto diversi percorsi di studio, e pur essendo entrambi originarie della Calabria, si sono conosciute durante un periodo trascorso lavorando nella Silycon Valley negli Stati Uniti d’America. La prima ha lavorato in Fiat Usa, in Morgan Stanley e come Asset Management in altre importanti società. Può onorarsi inoltre di aver partecipato alle Olimpiadi Invernali di Sochi in Russia, con l’intento di difendere i colori dell’isola caraibica di Dominica nelle gare del fondo femminile. La seconda è ingegnere civile, specializzata nella sicurezza sul lavoro, con spiccate affinità per il marketing ingegnerizzato. È diventata famosa per aver brevettato il Koopf: un casco protettivo in grafene che oggi viene utilizzato nell’edilizia più moderna e avanzata.
Si sa che le situazioni di difficoltà fanno aguzzare l’ingegno. A tal proposito, la situazione propizia per far lavorare il cervello a pieno ritmo s’è manifestata lo scorso inverno, con il lockdown dovuto alla pandemia da Covid-19. Angelica Morrone e Stefania Spadafora, ora vivono ambedue in Svizzera e quindi hanno deciso di unire le proprie forze velocizzando e mettendo in opera un progetto preesistente. In questo modo è nato Tachyone: il primo sistema di lavoro tramite teletrasporto. Ora, con non poca curiosità, andiamo a vedere di cosa realmente si tratta.
Avete mai pensato al concetto di ubiquità? In effetti è questa una capacità da attribuire a Dio o tuttalpiù a qualche Santo di epoca medievale o ancora, ad alcune guide spirituali d’oriente, ma in buona sostanza trattasi dell’essere abili a materializzarsi in più di un luogo nello stesso medesimo istante. Quanto si prefigge il sistema Tachyone è praticamente questo: un “secondo me stesso” in un’altra parte del mondo, logicamente non in carne ed ossa, ma in tridimensionale, trasparente, formato 3D. Semplice vero? Guardiamo più in dettaglio. Immaginiamo un consiglio di amministrazione, oppure una riunione aziendale, un’assemblea di azionisti, un ambiente di formazione o ancora, un convegno. Alcune persone sono riunite attorno ad un tavolo di una società d’azionisti con il CEO che è venuto direttamente dalla Cina, oppure c’è un relatore di fronte ad una vasta platea di persone, magari studenti di un ateneo, ansiosi di presenziare alla lezione dell’esimio professore venuto dalla lontana America. Quanto potrà costare la trasferta, l’accoglienza ed il mantenimento del CEO alla società d’azionisti? E per quel che riguarda l’università nei confronti del luminare? Quanti soldi bisognerà sborsare per pagargli il biglietto dell’aereo di andata e ritorno, l’albergo a 5 stelle, il ristorante di categoria ed i taxi per trasportarlo dall’aeroporto alla sede del convegno? Sicuramente molto, e questo accadrà in entrambi le situazioni. Con Tachyone i costi verrebbero enormente tagliati, senza rinunciare comunque al “Feeling of Presence” ovvero la percezione reale della presenza.
Venendo al pratico: il sistema di lavoro Tachyone, prevede due tipi di pannelli che andranno montati e posizionati all’interno della stanza, ufficio, aula, sala o teatro che dir si voglia, dove si intende avviare la conferenza. In qualche altra parte del mondo, c’è il soggetto che intende teletrasportarsi. Costui lo può fare semplicemente, avendo un computer collegato al Wi-Fi e chiedendo il riconoscimento vocale tramite l’espressione di una semplice frase: «Voglio collegarmi con Tachyone al consiglio di amministrazione della società X di Lugano».
Detto e fatto. All’incredibile velocità del tachione, il corpo del soggetto richiedente il collegamento apparirà ai consiglieri distanti migliaia di chilometri in forma tridimensionale e con misure corrispondenti alla realtà. Va da se che per un ambiente grande e con più persone, è indicato l’utilizzo del pannello con base fissa in fibra di carbonio di 1 metro x 2, mentre per le riunioni all’interno di uffici attorno ad un tavolo, si consiglia l’utilizzo di quello mobile, avente la misura di 0,60 x 1,80 metri. I pannelli funzionano ottimamente con qualsiasi condizione di luminosità.
Pensate a quanti vantaggi, oltre a quello prettamente economico, si possono avere con questo rivoluzionario sistema di teletrasporto. Contando sul fatto che il soggetto collegato in Tachyone apparirà in tridimensionale, con forma, colore, misura e voce uguali alla realtà, egli potrà lavorare comodamente seduto, guadagnando tempo prezioso ed eliminando ad esempio effetti indesiderati come il jet lag. Da non sottovalutare anche la possibilità di essere in più posti del mondo nell’arco della medesima giornata. Tanto per fare un esempio: se sono un noto luminare che vive a Città del Capo e devo far conoscere una mia scoperta nel campo medico scientifico ad altri colleghi tramite conferenze, cosa mi può impedire di poterlo fare, nel più breve tempo possibile, usando il sistema Tachyone? Potrò cosi collegarmi con i dottori dell’Ospedale di Pechino alle 9 del mattino, per poi “andare” da quelli di Teheran verso mezzogiorno, completando il mio “giro del mondo teletrasportato” verso le 19 con i colleghi di Città del Messico. La modalità meccatronica tridimensionale permette di far vedere una persona in formato umano a 360 gradi, perfettamente scontornata, senza quello che c’è dietro ad essa, dando nello stesso tempo l’impressione di poterla addirittura toccare.
Direte voi: «Ma questo si può già fare con il vecchio sistema in videoconferenza». Non esattamente, perché con Tachyone è tutta un’altra cosa. Poter dare la sensazione di essere presenti fisicamente in un luogo e avere su se stessi la stessa percezione, non è cosa da poco. In Svizzera è una assoluta novità, per questo i fautori di Tachyone sono disponibili ad aprirsi a nuovi investitori che prevedono la bontà del progetto. Quando gli vengono chiesti lumi su questo innovativo prodotto, quello che rispondono Angelica Morrone e Stefania Spadafora è: «Provare per credere».