Queste pressioni arrivano dai sindacati, e dai gruppi politici ad essi legata. Malgrado sia stato sottoscritto nel 2012 un contratto di lavoro collettivo che regola il settore, queste pressioni si sono ulteriormente inasprite. Quest’anno abbiamo visto inserire nei Contratti Collettivi dell’Edilizia principale, della Gessatura e delle Falegnamerie limitazioni che permettono alle aziende di tali settori di poter usufruire solo di un certo numero di operai per cantiere fino ad un massimo del 10% circa del totale. Questo sistema permetterebbe, secondo loro, di limitare il precariato e permettere ai lavoratori di godere di maggiori rassicurazioni e diritti e dare maggiore stabilità al mondo del lavoro, ma non è così. Le aziende assumono il personale a tempo determinato o fino al compimento dei lavori. Terminato il cantiere i lavoratori assunti per svolgere quel determinato compito vengono licenziati soprattutto se non si ha un nuovo cantiere che possa assorbire quella forza lavoro. Chi si occupa delle persone che sono state licenziate? Con le agenzie di collocamento privato questa pratica non succede. Un collaboratore che ha terminato l’incarico viene ricollocato in un’altra realtà lavorativa. Gli addetti al settore del collocamento privato offrono dal 2012 con il contratto collettivo di lavoro nazionale, gli stessi diritti di qualsiasi altro lavoratore fisso impegnato in settori similari.
I numeri statistici di Swissstaffing (associazione di categoria) ci rivelano che i lavori interinali nel 2016 hanno svolto più di 167 milioni di ore, corrispondente al 2.2% di ore lavorate in Svizzera.
I lavoratori impegnati tramite agenzie di collocamenti sono stati 82’595 e 86’931 sono state le assunzioni dirette da parte di aziende clienti, numeri confortanti considerato che tali mediazioni di posti fissi hanno aiutato 3 volte più persone ad ottenere un posto di lavoro rispetto agli enti preposti su tutto il territorio elvetico.
Senza considerare che la somma di salari effettuati e fatturato è stata di 167 MRD di franchi. Inutile dire come il settore del collocamento privato contribuisca in maniera forte e positiva sull’economia Svizzera.
Con l’anno prossimo sarà quasi certo l’inserimento di un’iniziativa che obbligherà qualsiasi azienda ad attivare l’ufficio regionale di collocamento prima ancora di poter attingere dal collocamento privato; le modalità e i tempi sono ancora da definirsi. Siamo sicuri che limitare le imprese nelle loro scelte, imporre dei vincoli che ledono le più elementari libertà sia la soluzione giusta per il futuro economico e sociale del paese?