Assieme a Londra e Singapore, la Svizzera gioca oggigiorno un ruolo fondamentale nella negoziazione di materie prime a livello mondiale. Storicamente, ovvero sin dai primi decenni del ventesimo secolo, merci quali il cotone, il caffè ed il grano hanno avuto una lunga tradizione d’intermediazione attraverso la Svizzera. In seguito, le contingenze delle guerre mondiali, la neutralità elvetica, un tasso di cambio flessibile, nonché la stabilità politica ed economica del Paese hanno facilitato l’insediamento di tali attività di negoziazione. Per quanto riguarda la Svizzera è risaputo che Ginevra negli ultimi decenni ha puntato moltissimo su questo settore al punto che oggi sull’arco lemanico sono presenti quasi 400 società, un fatturato che si aggira attorno agli 800 miliardi di franchi ed un’occupazione diretta che supera le 6’000 unità. E le merci oggetto di negoziazione sono parecchie: soft commodities (cereali, zucchero, caffè, cotone), petrolio, acciaio ed altro ancora. In questo contesto molto specifico anche la piazza di Lugano si è ritagliata una fetta di mercato importante – soprattutto nell’acciaio, nei metalli di base, nell’oro, nel gas, nel carbone ed in parte anche nelle soft commodities – posizionandosi oggi in una situazione di tutto rispetto. Il Commodity Trading a Lugano è composto da pressappoco 90 aziende che contribuiscono in maniera importante alle entrate fiscali nonché al PIL del cantone Ticino (quest’ultimo dato è in crescita costante ed ammonta a circa il 2% in linea con il dato a livello svizzero). In questo settore sono occupate direttamente ed indirettamente circa 1.500 persone altamente qualificate che ruotano attorno a competenze ben specifiche: spedizioni, trasporti, finanziamento delle operazioni, assicurazioni dei rischi, problematiche giuridiche, conoscenze di lingue straniere e così via.
Hanno partecipato all’inchiesta:
Pietro Poretti
Divisione Sviluppo Economico, Città di Lugano
Davide Bignasca
Banca dello Stato del Cantone Ticino
Marco Passalia
Lugano Commodity Trading Association
Franco Cavallini
Flame SA
Carlo Ghezzi
Gurta AG
Marco Oliverio
BNP Paribas
Eduardo Grottanelli de’Santi
Moderatore di Ticino Welcome
Eduardo Grottanelli:

Si puo parlare di un vero e proprio distretto costituito dalle società che operano nel commodity trading e quali sono i principali elementi che contraddistinguono questo settore?

Marco Passalia:
«Concordo sul fatto che si parli di un distretto del commodity trading perché in effetti il commercio delle materie prime ha importanti legami con il mondo della produzione industriale. Per comprendere la realtà luganese vorrei fare un passo indietro e risalire al 2009 quando alcuni operatori del settore si resero conto della necessità di costituire un’Associazione il cui obbiettivo fosse quello di rappresentare il settore delle materie prime e i propri membri nel miglior modo possibile per promuovere l’interesse di tutti gli stakeholder. Il ruolo che svolge la nostra associazione nel commodity trading è fondamentale per mantenere una supply chain efficiente, garantendo che i prodotti raggiungano il mercato quando necessario. Le relazioni tra il settore delle materie prime, le autorità svizzere e la società civile sono indispensabili per avere condizioni quadro stabili in cui questo business possa continuare e svilupparsi. E ancora, vorrei citare l’importanza di intervenire nel campo della formazione e la necessità di fare networking per promuovere nella sua globalità questo settore».
Pietro Poretti:
«Sicuramente il commercio delle materie prime rappresenta una voce molto importante nel panorama dell’economia luganese, favorendo la diversificazione del tessuto economico e contribuendo con altri settori a attutire gli effetti della contrazione del settore bancario. Non meno rilevante è il ruolo che il settore svolge per quanto riguarda l’occupazione e per tutto l’indotto indiretto generato, che coinvolge ad esempio banche, assicurazioni, società di shipping e di spedizione, di consulenza ecc. Infine, si tratta di aziende che operano globalmente e che con le loro attività contribuiscono a posizionare Lugano quale punto di riferimento sulla mappa del commercio mondiale, e questo è un fatto importante per il riconoscimento e la visibilità della citta a livello internazionale».
Franco Cavallini:
«La nostra società, Flame SA si occupa, come è noto, del commercio, l’importazione, l’esportazione, il trasporto, la rappresentanza di prodotti combustibili convenzionali ed alternativi. La decisione di stabilirsi a Lugano corrisponde alla volontà dei fondatori, di origine italiana, di stabilirsi in un Paese che, oltre ad essere dotato di un efficiente sistema finanziario, offrisse adeguate garanzie di stabilità economica e politica. La nostra è una società globale che opera su scala mondiale e dunque risulta essere fondamentale operare da una piazza che risulta essere universalmente riconosciuta per la sua serietà, efficienza, credibilità a livello internazionale».
Carlo Ghezzi:
«Gurta AG è una società, fondata agli inizio degli anni 70, che ha per scopo attività di commercio, importazione ed esportazione, rappresentanza di metalli non ferrosi e ferroleghe. Anche nel nostro caso la scelta di stabilirsi a Lugano nasce dalla valutazione delle opportunità che questa piazza poteva offrire».
Davide Bignasca:
«A prima vista può sembrare un paradosso che una banca cantonale, completamente orientata al territorio ticinese, sì occupi di sostenere il commercio di materie prime che per loro natura si spostano da un capo all’altro del mondo. In realtà, il servizio di ‘commodity trade finance’ di BancaStato, è stato inaugurato proprio con lo scopo di sostenere un importantissimo centro di competenze di importanza mondiale, quello appunto del trading della piazza di Lugano, e dunque di promuovere in tal modo anche l’economia locale. In sintesi, il commodity trade finance, funziona in modo abbastanza semplice. C’è qualcuno che produce materie prime, qualcun altro che le trasporta, ovvero l’intermediario o trader, e infine qualcuno che le compra. Il quarto attore è la banca, che finanzia il trader per far sì che possa compiere le sue transazioni. Il paradosso cui facevo riferimento all’inizio è facilmente spiegato perché non siamo noi a comprare e vendere materie prime in giro per il mondo, ma le società che ci chiedono finanziamenti e che, come detto, costituiscono un’importante presenza in Ticino».
Marco Oliverio:
«BNP Paribas è un gruppo bancario con ramificazioni in tutto il mondo operante da molto tempo nel finanziamento delle attività di commodity trading. Come banca globale siamo avvantaggiati dal fatto che conosciamo e sosteniamo tutta la filiera produttiva, dalla miniera al trasporto fino all’industria di trasformazione della materia prima. Gli attori presenti hanno bisogno di finanziamenti e di altri prodotti e servizi a diversi livelli e di conseguenza occorre certamente conoscere alla perfezione tutta la parte ‘tecnica’, legata alle modalità e ai processi di credito».


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