I vari approfondimenti che si susseguono permettono di comprendere al meglio questo fenomeno, che sta avendo impatti in maniera invasiva non solo in ambito industriale, ma anche in quello domestico e privato.
Quando si pensa alla quarta rivoluzione industriale – Industria 4.0, appunto – si è portati a immaginare stampanti 3D, robot, intelligenza artificiale, blockchain, digitalizzazione e quant’altro. Tuttavia, questi sono solo alcuni degli elementi che, in verità, si trovano in coda a un sistema trasversale molto più strutturato. Il tema Industria 4.0 richiede un serio ripensamento di paradigmi tradizionalmente acquisiti, per generare un forte cambiamento culturale. E noi abbiamo la fortuna di trovarci proprio nel mezzo, in una fase di transizione ricca di opportunità.
Da professionisti del settore comunicazione, riteniamo doveroso chiederci quale possa essere il ruolo delle Pubbliche Relazioni in questo momento e in futuro. E partiamo proprio provando a formulare un’ipotesi sul futuro delle PR e dei professionisti della comunicazione.
In generale, si pensa che l’avvento dell’intelligenza artificiale e della robotica porti alla dissoluzione di svariati posti di lavoro. Sempre più, tuttavia, si sta diffondendo la convinzione che, in realtà, cambierà il modo di operare, proprio come è già accaduto in passato, nelle precedenti rivoluzioni, per cui scompariranno determinate professioni ma ne verranno create delle nuove. Semmai, la questione riguarda le competenze, ossia quali saranno le skills richieste per affermarsi in un nuovo ecosistema. Diversi studi sostengono che per lo più saranno robotizzate le attività ripetitive a basso valore aggiunto, mentre continueranno a essere sempre più richieste e considerate, anche da un punto di vista di remunerazione economica, tutte quelle professioni legate alle capacità umane. Fra queste, per citare esempi, l’assistenza infermieristica e infantile, la cura della persona. Stiamo dunque parlando di quelle professioni in cui occorre interpretare situazioni, costruire relazioni e saperle mantenere nel tempo, trovare soluzioni in maniera creativa.
In occasione dell’ultimo World Economic Forum di Davos, sono state indicate le competenze di cui dotarsi per affrontare la quarta rivoluzione industriale. Fra queste, ne compaiono diverse che un professionista PR implementa quotidianamente nella propria attività: complex problem solving, critical thinking, creativity, people management, coordinating with others, emotional intelligence, negotiation.
Da questo punto di vista, si potrebbe dunque affermare che le PR, laddove condotte professionalmente nel loro significato più stretto, potrebbero davvero rientrare nelle professioni che ritroveremo nel futuro? E, vista la natura delle PR, potrebbero i professionisti assumere un ruolo guida in questa fase di transizione, per supportare il viaggio verso il nuovo mondo che si sta affacciando a una velocità rapidissima?
Difficile predirlo, ma forse è ragionevolmente ipotizzabile che, all’interno di questo sistema che è l’Industria 4.0, le PR potranno assumere sia una funzione di raccordo per creare sinergie e mettere in rete i vari attori, sia un ruolo primario nel divulgare, a tutti i livelli, il significato dell’Industria 4.0 e le potenzialità di cui sarà possibile avvantaggiarsi in futuro, per favorire il progresso. E forse è proprio questa la vocazione delle PR, da sempre nella storia
Industria e artigianato
Industria 4.0: quale il ruolo delle PR?
06 Giugno 2018