Il suo atelier non ostenta sfavillanti vetrine affacciate su strada. Lo si scopre invece in fondo ad un cortile della vecchia Milano, vicino alla Darsena, con i ballatoi e i panni stesi e tante piante che fanno subito pensare ad una fitta boscaglia. I locali adibiti a show-room e laboratorio sono semplicemente magnifici e inaspettati. Ambienti con i soffitti a cassettoni e pareti di mattoni a vista, arredi ultramoderni per lo più in metallo brunito alternati ad alcuni pezzi d’antiquariato raccolti per il mondo nel corso dei suoi viaggi e che molto raccontano della vita e della personalità di Melania.
Questo spazio inspira un senso di tranquillità e armonia…
«È uno spazio costruito a misura del mio modo di concepire la vita e il lavoro. Mi divido tra qui e la casa in campagna in cui vivo, con i miei animali, il silenzio, i colori delle stagioni. Senza tutto questo non riuscirei probabilmente a trovare quell’equilibrio interiore che cerco poi di esprimere attraverso la creazione dei miei gioielli».
Come è nata questa passione per i gioielli?
«In casa ho sempre respirato un’aria dove oggetti preziosi (gioielli, orologi) trasmettevano fascino e bellezza. È stato quindi quasi naturale studiare prima design a Ginevra (molto utile ma troppo formale per i miei gusti), poi pittura, storia dell’arte e oreficeria a Parigi e a Milano. Quindi ho cominciato a lavorare presso una casa produttrice di gioielli, sempre a Milano, dove ho maturato le prime esperienze e appreso le tecniche di base per la lavorazione dell’oro e delle pietre preziose. Infine, nel 2000, il grande passo del mettersi in proprio e avviare la mia attività disegnando in proprio e realizzando i miei gioielli».
La sua crescita professionale non ha tuttavia mai abbandonato una dimensione artigianale, nel senso di realizzare manualmente le proprie creazioni…
«È proprio questo il mio vanto e, se vogliamo, il mio marchio di fabbrica. Sono stata sollecitata più volte a firmare collezioni per importanti aziende produttrici di gioielli e anch’io progetto alcune linee più ‘facili’ come Bug Bagues in vendita presso diversi negozi di gioielleria in Italia e all’estero. Ma il cuore della mia attività è rappresentato da pezzi unici che progetto e disegno personalmente e di cui poi curo la realizzazione presso una rete di fidati artigiani con i quali lavoro da anni e con i quali si è creato un rapporto di assoluta fiducia. Chi sceglie di indossare i miei gioielli lo fa perché ci si riconosce, perché sa di avere qualcosa di unico che ben interpreta il suo carattere e la sua personalità. Anche per questo chi viene a visitare questo show room diventa molto spesso una persona amica, con la quale si stabilisce un feeling che va ben al di là dell’acquisto di un oggetto prezioso. Tutte le mie collezioni al completo, che realizzo ogni anno, sono esposte nel negozio di mia mamma a Lugano (Gioielleria Rondina) che rappresenta nel modo più esauriente il mio mondo e il mio lavoro creativo».
Qual è la fonte d’ispirazione dei suoi gioielli?
«In modo molto semplice ma anche veritiero direi la vita che mi circonda. Ci sono gli animali, minuscoli insetti come il ragno e la sua ragnatela, la formica e il filo d’erba, lo scorpione e i suoi sassi, la libellula e il ginkgo, la coccinella e il quadrifoglio, l’ape e il suo alveare, la farfalla con la rosa. Ma anche le piante, con le foglie e le loro meravigliose trame, oppure le pietre con le loro infinita gamma di forme, colori, sfumature. Talvolta è proprio una pietra, con le sue imperfezioni che la rendono unica, ad ispirarmi un gioiello, e allora sono io che con l’oro o con altri metalli, ne seguo il profilo, la assecondo, ricerco la maniera migliore per esaltarne l’intrinseca bellezza».
Ma poi ci sono anche i viaggi, l’Oriente in particolar modo…
«Senza dubbio. Sono viaggi realizzati o sognati, viaggi immaginati, emozioni, forme e colori che si sono nel tempo sedimentati nella mia mente. I miei viaggi diventano così una fonte inesauribile di accrescimento e di ispirazione: perline di preghiera tibetane con pietre tagliate e montate su misura o infilate su luminosi e colorati fili di seta, monete, giade, netzuke e pezzi antichi con pietre preziose e semipreziose dai tagli morbidi o moderni, diamanti grezzi o fancy con l’oro 18kt nelle sue declinazioni del rosa, del grigio e del nero. Oppure gioielli che riprendono in oro la trama dei batik indonesiani. O ancora, simboli mistici che raccontano di una spiritualità che travalica le diversi religione per iscriversi nel profondo di ogni persona».
I gioielli di Melania Crocco sono affascinanti, originali e unici perché hanno ciascuno una storia da raccontare. Sono oggetti preziosi per le pietre e i metalli con cui sono realizzati, ma sono ancora più preziosi soprattutto perché nascono dalla mente, dal cuore e dalle mani di un artista che attraverso di essi esprime le sue esperienze, i sentimenti e le emozioni. In una parola, tutta la sua anima.