Tra gli Amministratori Delegati – i CEO – solo il 10% è Donna. Le donne in Europa guadagnano addirittura il 14% in meno dei colleghi uomini. È un dato di fatto della situazione europea. Due settimane all’anno sono lavorate gratis, da parte delle donne, rispetto ai colleghi uomini. E sembra perché gli Uomini lavorano, tra l’altro, sulle posizioni più alte, dove appunto sono poco presenti le Donne. Il Gender Pay Gap, ossia la discriminazione retributiva tra Uomini e Donne è una battaglia dura da combattere.
Sembra una vita da quando sono nati i social professionali, come Linkedin, ma sono passati appena vent’anni. All’inizio pareva un gioco, oggi rappresentano la versione digitale della nostra identità fisica, il nostro Human Digital Twin.
Nel profilo Linkedin possiamo avere una copia ideale della nostra professionalità, andando ad inserire video, documenti, contenuti sul valore che esprimiamo. E fin qui normalmente trovo ampio consenso tra le Donne, quindi sui principi siamo d’accordo. Ma quando scendiamo nel concreto l’obiezione che mi viene rivolta è: “ma perché mai, tra le tante cose che devo fare, devo anche occuparmi dei social?” Condivisibile, il tempo non è mai abbastanza.
Cosa ne pensate? Fanno bene o male? Difficile dare una risposta e proporre una soluzione. Non sono un fanatico della presenza social a tutti i costi, perché è di moda o perché lo fanno tutti. Quando le donne CEO o i Direttori Generali Donna mi chiedono cosa ne penso, la mia risposta è: quali sono gli obiettivi che volete raggiungere? Parto da questi per capire quanto possano essere utili i social.
Di sicuro le scelte di campo devono essere nette: o si è dentro ai social o si sta fuori. La realtà è che esistono notevoli aree di “grigio”. Presenze “fai da te” da parte di Donne manager che danno una sensazione di inadeguatezza, che non aiuta il loro ruolo. A queste Donne manager consiglio di fare la scelta: cancellare la presenza sui social o passare ad un serio piano di miglioramento.
Il paragone con una situazione fisica, in presenza, sarebbe una immagine di un CEO o DG Donna che si presenta di fronte ai collaboratori con gli abiti non stirati, eloquio balbettante e i fogli stropicciati in mano.
La macchia di caffè sui fogli sarebbe poi la cornice ideale di una situazione totalmente inadeguata per affrontare un confronto sui progetti aziendali con il proprio personale. Vi torna come idea? Nei social una presenza troppo “fai da” te appare proprio così.
È giusto il tuo approccio a Linkedin
Come riconoscere una presenza non adeguata in Linkedin, quali i segnali?
- Trascuratezza nella presentazione del profilo Linkedin, con foto personali e di sfondo inadeguate e non in linea con ciò che si fa. Tipico il caso di chi usa Linkedin come fosse Facebook. Sono due mezzi completamente diversi, e chi vi vede pretende di trovare contenuti in linea con il mezzo. La mancata cura del proprio profilo è un vero e proprio “autogol”, nella errata convinzione che: “tanto io guardo i profili degli altri, che mi importa del mio”? Affermazione totalmente sbagliata, perché “non c’è mai una seconda occasione per fare una prima buona impressione”.
- Contenuti social mancanti oppure riguardanti temi non in linea con la funzione. Questo è uno dei casi più frequenti. Il Manager Donna costruisce il profilo Linkedin e poi lo lascia lì, magari vecchio di alcuni anni. Non posta contenuti, non fa socialità o si limita all’odiato copia-incolla.
- Presenza non continua sui social. È il caso della Donna CEO “intermittente”, evoluzione dello stadio precedente ma comunque manchevole di continuità. Vedi il caso di Donne manager che postano da matti per un mese e poi black out per un anno. Non funziona, perché il tema non è: dai sfogo alle tue pulsioni social, ma considera piuttosto chi ti segue. Fallo per loro.
- I 3 CAPPELLI DEL MANAGER
- Pochissimi follower. Nella vita reale puoi essere conosciuta da 3/300/3000 persone, poco importa. Chi le conta? Nei social invece i followers si contano e sono visibili a tutti. Ovviamente ci sono gli eccessi. Ci sono persone che se li comprano, ma che senso ha? Basta seguire il profilo e capisci subito chi sono questi followers fake.
Ma quanti sono i social, dobbiamo essere su tutti? Linkedin, Facebook, Instagram, Youtube, Twitter, TikTok, e tanti altri.
Possibile occuparsi di tutti, e a che pro? C’è già abbastanza da fare tutto il giorno, come faccio a trovare il tempo per postare sui social? Se sei nel business, Linkedin è il social network da usare. Quanto al tempo che non basta mai: prima di inserire cose nuove nei tuoi metodi, fai spazio a quelli vecchi. Quali vecchie abitudini dobbiamo dismettere?
Quindi vanno abbandonate alcune vecchie prassi e recuperati almeno 30 minuti al giorno per le attività di CEO Branding.
Ho creato dei Per-Corsi Linkedin, attivabili h24, totalmente digitali riservati alle Donne Manager, per dar loro modo di familiarizzare con questo mondo social passo passo, in maniera molto facile.
Alcuni consigli per le donne CEO
Ecco alcuni degli argomenti sui quali consiglio di applicarsi:
- Interagire in Linkedin per diventare social e magnetici.
- Misura i tuoi progressi con il Social Selling Index. Potrai vedere la crescita delle tue competenze man mano che procedi nei programmi di apprendimento.
- Scrivere post. Struttura del post, lunghezza, cosa inserire come contenuti, quando postare, le verifiche da fare sui consiglia, commenti e visualizzazioni.
- Scrivere articoli. La differenza tra articolo e post, quando usare l’uno e usare l’altro. Lunghezza, contenuti, periodicità dell’articolo.
- Linkedin Creator Mode. Come diventare creatore di contenuti e realizzare la tua newsletter per creare la tua community
C’è poco da fare, non possiamo andare contro la tecnologia, ma possiamo utilizzarla al meglio. Linkedin può veramente fare la differenza per le Donne Manager che vogliano valorizzare le loro competenze e le loro capacità, ma non con un approccio “fai da te”. Ditemi la vostra, siete d’accordo o meno? Spazio ai commenti qui.