Cassia Casagrande, classe 1987, studia relazioni internazionali fra Ginevra e Barcellona. Rientrata a Lugano lavora per economiesuisse e la RSI per approdare poi alla Camera di commercio dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del Cantone Ticino come responsabile della comunicazione. A settembre 2019 BAK Economics – un istituto indipendente che si occupa di previsioni, analisi e consulenze economiche ai vertici del settore in Svizzera – apre la sua sede in Ticino. A dirigere la nuova squadra c’è Cassia Casagrande.
Come vi state muovendo per fare conoscere la vostra realtà?
«Stiamo consolidando la nostra rete e sviluppando nuove relazioni, prodotti e servizi a complemento di quelli più tradizionali legati all’attività di BAK Economics. Un esempio è il Checkpoint PMI, un progetto ideato e realizzato con il supporto di diversi partner locali che mira a dare un supporto concreto a tutte le piccole e medie imprese ticinesi che si trovano in difficoltà a causa della pandemia».
Ci sono approcci che caratterizzano la vostra sede rispetto alle altre?
«Una delle nostre peculiarità è la vicinanza al territorio e al suo tessuto economico grazie a banche dati e modelli economici regionali e settoriali. Questo ci permette di comprendere al meglio le esigenze dei diversi attori pubblici e privati che operano a sud delle Alpi e di ideare servizi ad hoc. Abbiamo inoltre avviato un’interessante collaborazione con Sketchin, un’azienda di design strategico con la quale condividiamo spazi di lavoro e progetti innovativi. Le sedi del gruppo BAK – Basilea, Zurigo, Lugano e a breve Berna – rimangono comunque in costante contatto per offrire competenze specifiche e sinergiche e per accedere a un network ben ramificato in tutta la Svizzera».
In questo periodo così delicato di crisi e ripresa cosa possono fare le aziende per migliorare la loro comunicazione?
«La comunicazione è fondamentale in qualsiasi momento. Viene però spesso trascurata, soprattutto nei periodi difficili, perché le risorse aziendali sono impiegate per svolgere mansioni ritenute più impellenti. Innanzitutto è necessario costituire un gruppo di persone che analizzi come l’azienda sta reagendo e che curi la comunicazione durante la ripartenza. La comunicazione interna è indispensabile per garantire che determinate attività possano essere svolte efficacemente anche con il telelavoro. È poi importante che i collaboratori siano informati costantemente sullo sviluppo della situazione e che abbiano la possibilità di esporre i propri dubbi per evitare fraintendimenti. D’altro canto occorre tenere informati i principali stakeholder con messaggi chiari e semplici e continuare a investire nel marketing per condividere i risultati delle nuove strategie aziendali e di business e per preservare la propria reputazione aziendale».
Aziende, crisi e digitalizzazione: quali opportunità?
«La crisi legata alla pandemia ha dato una spinta alla digitalizzazione di molte attività economiche. Per tante aziende è stato necessario introdurre soluzioni digitali come il telelavoro o la fornitura online dei servizi. Spesso si assiste però a un mix delle offerte, cioè a un contesto ibrido dove spazi fisici e digitali si fondono. In questo senso la crisi può essere vista come un’opportunità per favorire l’implementazione di soluzioni innovative. Ci sono però anche dei rischi, perché non tutte le attività possono essere svolte digitalmente e perché questo cambio di paradigma implica degli importanti investimenti infrastrutturali che non sempre le aziende sono in grado di affrontare».