Domande per Silvano Belotti, Presidente di Belotti Group

Le partnership con i più prestigiosi marchi del settore rappresentano uno dei punti di forza delle strategie di Belotti Group. Quali sono i vantaggi di questa scelta e quali risultati ha determinato nel tempo?

«Per molti anni ogni attore operante nel mercato eyewear poteva di fatto avere tutti i brand che desiderava. Questo però portava ad una grave confusione di immagine per i brand stessi e ad una distribuzione estremamente frastagliata, priva di quella giusta qualità su cui invece un prodotto studiato in ogni minimo dettaglio deve poter contare. Conseguentemente l’impronta distintiva chiara di ogni singolo brand rischiava di non essere messa in evidenza e di non essere valorizzata come avrebbe dovuto. La conseguenza logica è stata una distribuzione selettiva che ha permesso di trasmettere al cliente finale quel giusto glamour e quella giusta esperienza che insieme alla corretta formazione del personale, ci ha consentito di poter esporre al meglio il prodotto finale creando così le giuste prerogative per far sognare ogni potenziale acquirente».

Che cosa significa essere distributore ufficiale e selettivo, diffuso sul territorio, di un marchio?

«Per Belotti Group, significa innanzitutto avere un confronto continuo con la casa madre e quindi assorbire costantemente una expertise così importante ed indispensabile. In secondo luogo, significa riuscire ad assimilare la filosofia e tutti i codici identificativi del brand che permettono di riuscire a dimostrare al cliente finale il valore del brand e di chi lo propone».

Quali sono state le tappe e come si è andata articolando nel tempo la vostra collaborazione con Kering Eyewear?

«Kering Eyewear, quando è nata nel 2014, ha completamente stravolto il settore dell’eyewear. Io e mia moglie Nadia abbiamo intuito immediatamente la grandissima potenzialità del progetto. Il fatto di non avere interlocutori fra noi e il brand, posizionati nella filiera a livello di design e costruzione, ci permetteva di realizzare quella giusta chimica. Era per noi chiaro che ne avrebbe immediatamente guadagnato il prodotto in termini di qualità, di design e di prezzo finale, potendo chiaramente motivare le varie richieste finanziarie ed essere automaticamente concorrenziali a livello Europeo, valore per noi oggi indispensabile per essere presenti su un mercato competitivo ed esigente. Inoltre, la giusta vicinanza al management ha creato quella stima e quel rispetto reciproco che ci consente di avere sempre di prima mano ogni novità di prodotto».

Quanto è importante la scelta di una montatura nella realizzazione di un occhiale di qualità?

«Inutile dire che tutto è importante: dall’esame della vista fino alla scelta della lente oftalmica. Chiaramente la montatura che è ormai diventata espressione del carattere e della personalità di chi la indossa, strizzando l’occhio al mondo della moda, fa sì che la sua scelta resti importantissima oltre ad essere un piacere».

In base alla lunga esperienza, che Belotti Group ha maturato nell’ambito del lifestyle quali sono le valenze in base alle quali i vostri clienti scelgono in prevalenza brand storici come Gucci, Balenciaga, Cartier e ora anche LINDBERG e Maui Jim?

«Alessandro Michele per Gucci ha completamente rivoluzionato il mondo della moda, continua imperterrito nella ricerca e non finisce mai di stupire tutti; inoltre essendo lui stesso un amante degli occhiali, ha trasmesso un design che non ha eguali rendendo l’accessorio occhiale indispensabile in un guardaroba moderno. Balenciaga rappresenta il futuro, l’innovazione, la modernità e quel fondamentale pizzico di “arrogance” che fa la differenza. Cartier invece, con Kering Eyewear si è completamente riposizionato su un target più giovane, ma sempre raffinato, di qualità e di gran classe.

Il minimalismo danese di LINDBERG, penultima acquisizione di Kering Eyewear, con una qualità impareggiabile, con una leggerezza di ca. 1,9 grammi, con un know-how unico al mondo e con la certezza che ogni cliente che prova un occhiale LINDBERG non riesce più a rinunciarvi, risulta un brand con delle potenzialità incredibili e uniche. Infine, Maui Jim, non ancora molto conosciuto in Europa ma con un design moderno e con delle lenti solari polarizzate che non hanno uguali, ci fa guardare al futuro con grande ottimismo».

In che modo la competenza di un consulente qualificato può indirizzare nella scelta della montatura più idonea rispetto alle esigenze di ogni cliente?

«Continuo ad investire nella formazione dei collaboratori di Belotti Group, perché’ credo che le risorse umane rappresentino il fondamentale elemento di trade-union tra prodotto e cliente. Soltanto un consulente attento e preparato riesce a leggere in pochi istanti il carattere e la personalità di chi ha di fronte proponendogli la soluzione più appropriata, quella che lo fa sentire più a suo agio, quella che esprime veramente chi è».

CANNES, FRANCE – MAY 21: Kering guests on the Red Carpet at the 72nd Cannes Film Festival at Palais des Festivals on May 21, 2019 in Cannes, France. (Photo by Marc Piasecki/Getty Images)

Ermes Stefanutto, Head of Northern Europe Kering Eyewear

Quali sono le strategie che hanno portato Kering Eyewear a diventare un’azienda di riferimento nel settore delle montature per occhiali?

«Questo traguardo è stato raggiunto grazie alla scelta strategica del Gruppo Kering di assumere il controllo diretto della categoria Eyewear, attraverso un modello di business innovativo in un settore consolidato e tradizionale. Questa decisione è risultata vincente grazie alla relazione unica dei nostri designer con i direttori creativi delle brand e alla dedizione e competenza di un team eccezionale di persone: dalla pianificazione, alla logistica, dal marketing e comunicazione, alle vendite e al servizio post-vendita.

Sotto la guida del nostro Presidente e Amministratore Delegato, Roberto Vedovotto, abbiamo successivamente stretto una partnership con il gruppo Richemont, potenziando il nostro portafoglio con brand del calibro di Cartier, Chloe’, Montblanc, Alaia e Dunhill. Infine, le recenti acquisizioni di LINDBERG e Maui Jim, ci hanno ulteriormente rafforzato come azienda leader per l’eyewear di alta gamma a livello mondiale».

In che modo Kering Eyewear ha rivoluzionato il mondo dell’eyewear?

««La relazione diretta con i nostri brand si traduce in una forte coerenza tra le nostre collezioni eyewear e quelle delle altre categorie, sia a livello di prodotto e design che di comunicazione, marketing e distribuzione. L’occhiale è diventato un accessorio fondamentale ed è sempre più rappresentato nei look, nelle sfilate e nelle campagne di comunicazione delle Maisons. Abbiamo lavorato molto inoltre sul livello qualitativo del prodotto, sulla sostenibilità, sulla visibilità all’interno dei punti vendita e sulla distribuzione selettiva dei nostri brand».

Possiamo riassumere brevemente le cifre economiche che meglio sintetizzano il peso di Kering Eyewear sul mercato?

«Kering Eyewear ha raggiunto un fatturato globale di €822 milioni nei primi nove mesi di quest’anno. Contiamo di raggiungere 1 miliardo di euro entro la fine del 2022; un risultato stupefacente, raggiunto grazie alla forza del nostro portafoglio e a uno spirito imprenditoriale unico che ci ha consentito di crescere anche durante gli ultimi difficili anni, diventando la seconda azienda mondiale dell’eyewear nell’arco di soli 8 anni».

Quali criteri hanno guidato Kering Eyewear nell’acquisizione dei brand di prestigio attualmente rappresentati?

«L’acquisizione di marchi di proprietà quali LINDBERG e Maui Jim rappresenta la terza fase della nostra strategia di crescita, dopo l’internalizzazione dell’eyewear per le brand del gruppo e l’espansione del portafoglio con i marchi Richemont. Si tratta di due brand consolidate nel settore, totalmente complementari al nostro portafoglio e con un enorme potenziale di crescita. Quello che mi ha colpito di più è il livello di fidelizzazione dei loro clienti; è probabile che una persona che indossa LINDBERG continui a farlo anche nel futuro, e non rinunci alla leggerezza e alla comodità delle sue montature; lo stesso vale per gli occhiali da sole di Maui Jim, le cui lenti polarizzate sono un’eccellenza in termini di tecnologia e qualità».

Quali soni i vantaggi per un brand derivanti dalla scelta di avvalersi di un distributore ufficiale e selettivo diffuso sul territorio?

«Uno dei pilastri della nostra strategia distributiva è affidarsi a partner autorizzati, selezionati e affidabili, che offrano il più alto livello qualitativo in termini di prodotto, esperienza di acquisto e servizio post-vendita».

Quali i valori e le motivazioni condivise da Kering Eyewear e Belotti che hanno consentito di dare vita ad una collaborazione fruttuosa e duratura?

«La scelta dell’occhiale è una decisione importante sia dal punto di vista estetico ed emozionale che funzionale. Per noi affidarsi a professionisti seri, competenti e in linea con i nostri valori è fondamentale. Questi valori e competenze, uniti ad una relazione a livello umano basata sulla trasparenza e sul rispetto reciproci, ci hanno permesso di costruire con Silvano e con il Gruppo Belotti una collaborazione importante e duratura per il nostro business in Ticino».