Possiamo in via preliminare fornire alcuni utili elementi riguardo al problema della perdita dell’udito? Ad esempio, quali fasce di età sono maggiormente coinvolte, quanto è importante la prevenzione e quali sono le conseguenze della perdita d’udito rispetto alle relazioni sociali delle persone?
C.S.: «L’Organizzazione mondiale della sanità ha sottolineato l’importanza della sordità quale terza causa di disabilità nel mondo. Dal momento che l’invecchiamento della popolazione è il fattore più significativo della perdita dell’udito, non sorprende che quasi un soggetto su quattro di quelli di età compresa tra 65 e 74 anni e uno su due di quelli tra 75 anni ed oltre, ne siano affetti.
Gli studi sui cambiamenti che intervengono nel cervello di pazienti con un calo dell’udito a seguito della ridotta stimolazione sensoriale mettono inoltre in luce l’importanza della conservazione delle funzioni uditive fisiologiche e della tempestiva riabilitazione acustica, per i suoi effetti sulla prevenzione del deterioramento cognitivo e anche di molte forme di demenza.
Il legame fra udito e cervello è molto stretto e bidirezionale: da un lato lo stimolo uditivo è importante perché attiva la corteccia cerebrale a tutto campo, dall’altro i processi cognitivi influenzano il “come” si sente. Siamo “animali sociali”, abbiamo bisogno degli altri per sopravvivere ma nel mondo molte persone vivono sole, senza contatti con la società e ciò può accelerare problemi cognitivi, come mancanza di memoria, difficoltà di concentrazione e demenza precoce».
Che cos’è il concetto di BrainHearingTM e perché è vero che sono le orecchie ad acquisire il suono ma è poi il cervello a dargli un senso? Si può dunque dire che ascoltiamo con il cervello?
C.P.: «Il concetto di BrainHearingTM è quello di fornire al cervello l’accesso all’intera prospettiva sonora e non semplicemente di sopprimere i suoni di disturbo, come avviene invece con le tecnologie convenzionali. Gli studi hanno infatti dimostrato che il cervello è in grado di classificare gli ambienti sonori in modo naturale solo se tutti i suoni vengono ascoltati. Cerchiamo quindi di fornire al cervello un codice neurale il più possibile valido per essere elaborato in modo naturale. Soltanto così il cervello può decidere quali suoni sono rilevanti e quali no, per un’esperienza sonora naturale».
Apparecchi acustici interni ed esterni. Quali sono i vantaggi che offrono gli uni e gli altri?
C.S.: «Non esiste l’apparecchio migliore in assoluto, ma esiste la soluzione audiologica migliore e su misura per ognuno di noi. Scegliere un apparecchio acustico anziché un altro è il risultato di un processo che dipende da diversi fattori, tra cui: perdita uditiva, dimensioni del condotto uditivo, età e manualità. È un percorso che coinvolge varie figure professionali, a partire dal medico di famiglia, fino ad arrivare all’otorinolaringoiatra e all’audioprotesista. Non dimentichiamoci poi che l’apparecchio acustico è un presidio medico e come tale deve essere sempre considerato.
Gli apparecchi endoauricolari sono dispositivi che alloggiano interamente nel condotto uditivo, con palesi vantaggi di invisibilita’, a favore di una maggiore accettazione da parte del cliente, ma risultano molto piu’ invasivi e difficili da portare in termini di comfort e prestazioni.
Nei retroauricolari invece tutta la componentistica alloggia dietro l’orecchio, risultano piu’ confortevoli a vantaggio di udibilita’e prestazioni.
Gli endoauricolari rappresentano il 15% del mercato, mentre i retroauricolari l’85%».
Quali sono le principali caratteristiche dei prodotti OTICON e perché il prodotto “MORE 1” rappresenta un’assoluta avanguardia tecnologica? Da tutti i test effettuati a livello mondiale, risulta infatti posizionato al primo posto.
C.P.: «I prodotti OTICON non si concentrano solo su un aspetto particolarmente attraente e sul comfort di utilizzo, ma anche sulle tecnologie più avanzate. Ciò che rende OTICON More 1 unico al mondo è la piattaforma PolarisTM appositamente sviluppata con una Deep Neural Network (DNN) integrata. Questa rete neurale è stata addestrata con 12 milioni di scene sonore allo scopo specifico di elaborare il suono in un apparecchio acustico, imitando il funzionamento del cervello. Questo aiuta chi lo indossa a elaborare le scene sonore in modo naturale, riducendo notevolmente lo sforzo di ascolto».
In che modo si presenta nelle persone il fastidio del fischio all’orecchio e quali soluzioni esistono per questo problema?
C.S.: «Non è ancora chiaro perché e come insorge l’acufene. Si presenta, solitamente sotto forma di un fischio o di un fruscio costante.Può coinvolgere, una qualsiasi parte del sistema uditivo, dall’orecchio esterno fino al cervello. Fra le cause piu’ accreditate nella sfera di nostra competenza, l’esposizione prolungata a rumori, un calo uditivo o un trauma acustico, sono sicuramente un fattore di rischio.
L’orecchio, oltre ad essere un organo molto sensibile, ha un tempo di defaticamento molto lungo, necessita di almeno 16 ore per tornare alla normalità.
Non esiste una soluzione definitiva al problema, ma esistono soluzioni per rendere questo sintomo il meno invalidante possibile. Il trattamento degli acufeni con la terapia del suono – conosciuta come TRT – aiuta infatti a spostare l’acufene in secondo piano, confondendolo con altri suoni e riducendone così la percezione.
I cosiddetti mascheratori non sono altro che dei dispositivi combinati: apparecchi acustici con generatore di suoni integrato, che emette determinati suoni di sollievo dall’acufene. Questi, debitamente programmati e personalizzati, ci permettono nel tempo di fare in modo che questo fastidio impatti il meno possibile sulla nostra vita quotidiana».
OTICON è leader di mercato nel campo delle soluzioni audiologiche. Quali sono le cifre che testimoniano il successo sul mercato di questa azienda?
C.P.: «OTICON è leader a livello mondiale nel settore degli apparecchi acustici e della tecnologia, impegnato nella cura, nella salute e nell’innovazione fin dal 1904. Il Gruppo DEMANT fornisce tecnologie, soluzioni e competenze innovative per migliorare la salute e l’udito delle persone.
DEMANT copre cinque aree di business: cura dell’udito, apparecchi acustici, impianti acustici, diagnostica e comunicazione. Siamo l’unica azienda al mondo che copre queste cinque aree e sfruttiamo questa posizione davvero unica per ottenere sinergie significative. Con sede centrale in Danimarca, il Gruppo impiega circa 20.500 persone in tutto il mondo ed è presente in 130 Paesi, dove fornisce soluzioni per la salute dell’udito che cambiano davvero la qualità della vita».
E per quanto riguarda invece BELOTTI? Come si traduce a livello del mercato ticinese?
S.B.: «Domanda molto sensibile questa a cui non amo rispondere a livello numerico, anche se ovviamente sappiamo esattamente dove siamo. Mi limito a dire che siamo certamente diventati in questi anni un’azienda di riferimento sia per la classe medica ma soprattutto per tutti coloro che hanno bisogno di soluzioni audiologiche».
Come è nato il comparto Udito all’interno del mondo BELOTTI e come si è sviluppato progressivamente nel corso degli anni?
S.B.: «Quando siamo partiti con il nostro progetto imprenditoriale nel 1988 mi sono subito chiesto come era possibile raggiungere quel cliente di una certa età abituato da anni ad andare dal proprio ottico di fiducia. Per me era importante riuscire a far entrare nel nostro centro ottico queste persone e fargli sentire la nostra qualità e il nostro modo di fare. L’intuizione è stata proprio quella di cercare di acquisire il cliente con la parte Udito. Abbiamo iniziato così nel 1993 con un servizio esterno, ma dopo alcuni mesi ci siamo resi conto che la qualità del prodotto e del servizio non era all’altezza di ciò che realmente volevamo. È nato quindi il progetto BELOTTI OtticaUdito con operatori e collaboratori alle nostre dipendenze, formati direttamente da noi e a cui è stata fatta sposare la filosofia di un modello davvero unico. Tale operazione è stata difficilissima per 2 mondi con un modo di pensare totalmente opposto l’uno all’altro. Oggi, dopo oltre 30 anni, posso affermare di aver raggiunto risultati davvero eclatanti».
Quali sono state le principali tappe della partnership BELOTTI – OTICON e cosa rappresenta oggi tale collaborazione per la soluzione ai problemi di perdita dell’udito?
S.B.: «La scelta di un partner commerciale è sicuramente una delle cose più difficili così come è particolarmente difficile mantenere tale collaborazione nel tempo. Se è vero che le aziende sono formate da uomini è anche vero che le richieste e le esigenze di entrambe le parti possono essere diverse e creare delle difficoltà. DEMANT con un prodotto leader nel mondo come OTICON, rispecchia al meglio quella che e’ la nostra visione: soluzioni sempre all’avanguardia, con uno sviluppo costante, secondo una comunanza di intenti, convinti che ogni problema possa avere una soluzione.
Cosa rappresenta e quanto è importante oggi la ricerca per lo sviluppo dei prodotti OTICON?
C.P.: «DEMANT da subito ha compreso che non è possibile fare progressi nella salute dell’udito senza una solida ricerca. Per questo motivo impegniamo da sempre moltissime risorse per condurre ricerche approfondite in tutte le aree che riguardano l’udito, la sua salute, la diagnosi della perdita uditiva e i suoi trattamenti. Tutto ciò è essenziale per lo sviluppo degli apparecchi acustici OTICON e più in generale per aiutare in tutto il mondo le persone con problemi di udito a vivere meglio».
Per BELOTTI OtticaUdito invece, quanto è importante il tema della formazione dello staff soprattutto oggi con l’ingresso della componente elettronica?
S.B: «Per quanto esposto sopra, la formazione è un arricchimento indispensabile. È proprio per tale ragione che BELOTTI Medical Academy, il nostro reparto interno dedicato alla formazione, si occupa, in coordinamento con il team OTICON, della costante formazione del nostro staff tecnico. Il training viene svolto spesso in sede ma talvolta anche nelle varie sedi europee del brand».
Quali sono le fasce di prezzo verso le quali è consigliabile orientarsi per avere un prodotto di buona qualità?
S.B.: «Non si può parlare di prezzo senza sapere prima qual è il problema da risolvere e soprattutto come si vuole risolverlo. Ciò che si può chiaramente affermare è che i prodotti che compensano la perdita di udito, per avere una qualità accettabile, hanno un prezzo che va da CHF 630 in su, fino ad arrivare anche a soluzioni di altissima qualità, chiaramente a prezzi più importanti. Ma ciò che tengo a sottolineare è che la nostra assistenza, il nostro grande impegno e il nostro piacere nel soddisfare le esigenze dei nostri clienti, rimane lo stesso indipendentemente dal prezzo della soluzione audiologica scelta».
Come vede l’evoluzione del settore Udito nei prossimi 10 anni?
C.P.: «Il mercato degli apparecchi acustici vale circa 24 miliardi di dollari all’anno, con l’Europa e il Nord America che sono di gran lunga i mercati più grandi. Le ricerche di mercato dimostrano che circa una persona su dieci di età superiore ai 50 anni soffre di perdita dell’udito e che ogni anno vengono venduti più di 18 milioni di apparecchi acustici.
Grazie a questo grande potenziale di mercato, un numero sempre maggiore di aziende si occuperà del tema delle soluzioni per l’udito e ci saranno sempre più apparecchi acustici venduti. Inoltre la consulenza professionale del tecnico acustico è importantissima e a mio parere indispensabile per far vivere l’esperienza con gli apparecchi acustici in modo positivo».
Quale è la sua sensazione relativamente allo scenario futuro del settore e soprattutto qual è il suo obiettivo per il progetto BELOTTI OtticaUdito?
S.B.: «La forte sensazione che ho riguardo all’evoluzione del settore Udito è che si porteranno delle soluzioni audiologiche a partire da un’età inferiore rispetto alla media attuale. I nostri sensi ed in primis l’udito, sono sottoposti a stress che difficilmente si possono compensare in modo naturale. Non è un caso che molti brand hi-tech si stiano affacciando su questo mercato con l’intento di dare al proprio cliente un servizio di continuità, magari dopo che quest’ultimo ha utilizzato per molti anni cuffie per l’ascolto di musica o per la comunicazione quotidiana.
Per quanto riguarda invece il progetto BELOTTI OtticaUdito, il mio obiettivo è quello di essere sempre un importantissimo punto di riferimento del mercato operando sempre con la massima professionalità e competenza che ci contraddistingue, per cogliere le sfide che il futuro ci presenta».