Partendo dalla nascita del primo centro ottico a Bellinzona, come si sono evoluti i 13 centri Belotti e perché la scelta di affiancare l’ottica all’udito?

«Da quel lontano 1988 sono passati molti anni eppure mi sembra ieri quando ho scelto, insieme a mia moglie, Nadia, che mi è stata sempre a fianco in tutte le decisioni importanti, di dare vita a qualcosa che in Ticino ancora non c’era e che fin dall’inizio volevo fosse destinata a durare nel tempo. Un’iniziativa imprenditoriale che ha assorbito tutte le mie risorse mentali, ogni ora del mio tempo, ogni mia intuizione e competenza. Un’attività che non sarebbe stata possibile senza il prezioso contributo dei numerosi collaboratori che si sono succeduti nel corso degli anni e che voglio idealmente ringraziare per la fiducia che hanno riposto in me e nella mia organizzazione. In questi 35 anni siamo cresciuti in modo esponenziale, aprendo sempre più centri ottici, facendo sempre ricorso soltanto alle nostre risorse, senza dover dipendere da nessuno. A sorreggerci in questo compito non facile e molto faticoso credo che sia stato il fatto di aver sempre concepito il mondo dell’ottica in un modo diverso da quello tradizionale, fatto di attesa più che di volontà di anticipare le aspettative e le esigenze della clientela. Una ulteriore conferma di questa nostra convinzione viene dal fatto di aver voluto affiancare, fin dal 1993 e in modo davvero pioneristico, l’ottica all’udito, nella consapevolezza che entrambi questi sensi fanno capo a quella straordinaria risorsa che è costituita dal cervello umano. La nostra struttura non si occupa di ottica e udito, ma è, non a caso, OtticaUdito».

Quali sono state le maggiori difficoltà incontrate in questi 35 anni, un lungo periodo durante il quale il mondo ha conosciuto profondi sconvolgimenti, basti pensare alle crisi finanziarie, alla pandemia, alle guerre e alla rottura degli equilibri politici internazionali… quali sono state le armi vincenti per superare tutti i problemi?

«Certamente siamo riusciti a resistere e superare tutte le difficoltà grazie alla nostra capacità di mettere in campo tutta una serie di elementi diversi. In primo luogo direi che abbiamo costantemente ampliato le nostre competenze, in un processo di formazione e professionalizzazione che ha coinvolto tutti i nostri collaboratori che, a fronte di un settore che si andava trasformando, hanno saputo rispondere con prontezza alle mutate esigenze di chi doveva affrontare e risolvere un problema di vista o di udito. Elemento non secondario sono state poi la parsimonia e l’oculatezza che hanno guidato la crescita, che è stata graduale e continua, a misura del nostro consolidamento in un mercato sempre più difficile e competitivo, ma senza azzardi o premature fughe in avanti. Infine, vorrei citare la diversificazione, cioè la capacità che abbiamo sempre dimostrato di rispondere alle trasformazioni del settore, adeguando le nostre scelte commerciali, canali di vendita e politica di prezzi, pur mantenendo sempre i più elevati standard qualitativi grazie alla prestigiosa rete di partner commerciali che nel tempo abbiamo creato e mantenuto».

A proposito di diversificazione, come si spiega la scelta di intensificare la vostra presenza anche all’interno dei grandi centri commerciali?

«La crescita della nostra rete commerciale rispecchia puntualmente quella che è stata l’evoluzione delle modalità d’acquisto dei consumatori. Ben presto ci siamo resi conto che non era più sufficiente essere presenti con i nostri negozi nel cuore delle città e dei principali centri abitati, in considerazione del fatto che l’interesse si andava spostando anche verso i grandi centri commerciali. Di conseguenza abbiamo messo a punto una strategia mirata ad intercettare fasce sempre più ampie e diversificate di clienti e abbiamo dato vita al brand “Blitz For Eyes” presente in tutti i centri commerciali del Cantone, e dove una scelta oculata del prodotto per quel tipo di esigenza ha fatto in modo che anche questa operazione raccogliesse i suoi frutti e completasse il suo mandato. Ma la nostra scelta è stata ancor più coraggiosa se si considera che abbiamo portato nei centri commerciali anche tutta la nostra esperienza e consulenza in merito ai problemi di udito, dando modo a fasce sempre più ampie di popolazione di affrontare preventivamente e in un ambiente friendly problematiche sempre più frequenti e che si vanno acuendo con l’avanzare dell’età media».

Di grande rilievo anche la scelta di una partnership tra Luxottica e il Gruppo Belotti per lanciare Oakley, primo store in Svizzera nel settore dell’abbigliamento e degli occhiali sportivi…

«La collaborazione, ma direi di più, la stretta partnership con tutti i principali marchi del settore costituisce tradizionalmente uno dei punti di forza del Gruppo Belotti. Con Luxottica abbiamo creato qualcosa di assolutamente nuovo e originale, un punto vendita altamente performante all’interno del Centro Lugano Sud, con una gamma di prodotti di elevata qualità nel campo degli occhiali tecnici, dell’abbigliamento e degli accessori sportivi. La realizzazione di questo progetto, cui seguirà nell’autunno di quest’anno una ulteriore apertura all’interno di FoxTown, ha comportato una profonda riorganizzazione della nostra struttura, della distribuzione, della logistica, ma si è trattato di un’altra sfida vinta che testimonia della nostra decisa volontà di proseguire sulla strada dell’innovazione e dell’esplorazione di nuove strade che segneranno l’evoluzione futura del Gruppo Belotti».

A questo proposito, non posso esimermi da chiederle le sfide dei prossimi anni…

 Mi accingo ad affrontare i prossimi decenni con una consapevolezza che mi infonde una grande fiducia per il futuro. E ciò quella di avere a fianco mia figlia Nicole che si prepara in questi anni per assumere ruoli di sempre maggiore responsabilità all’interno dell’azienda e alla quale mi auguro di poter trasmettere quel patrimonio di conoscenze e esperienze che invece io sono stato costretto a costruirmi con fatica giorno per giorno sul campo. Già oggi lei si è resa protagonista e sostenitrice di un altro grande progetto che abbiamo portato avanti già a partire dagli anni della pandemia: quello dell’ingresso del Gruppo Belotti nel settore dell’e-commerce, con un progetto innovativo e performante, di respiro internazionale, che consentirà alla clientela di approcciare i nostri prodotti utilizzando il canale più consono alle sue esigenze. La stretta connessione tra on line e off line permetterà infatti agli utenti di vivere nuove e gratificanti esperienze.

Se poi mi chiede quale sarà la grande sfida dei prossimi anni le rispondo che ormai da tempo il Gruppo Belotti mira ad uscire dal Cantone, guardando alla Svizzera e più in generale all’Europa, al mondo. Questo significa strategie di mercato che già ora sono implementate in maniera decisiva come quella di avere un prezzo di vendita dei nostri prodotti allineato a quello europeo. Viviamo ormai in un mondo interconnesso, digitale e reale allo stesso tempo, dove sento di poter ancora portare il mio contributo di idee e progetti, ispirati ad una visione del futuro dove il bello, la sostenibilità e l’umanità possano avere quel posto centrale cui aspirano le donne e gli uomini di domani».