Dopo essersi misurato con Pier Paolo Pasolini in Calderón e Thomas Ligotti in Nottuari, il regista Fabio Condemi torna a collaborare con il LAC portando in scena Casanova, lavoro di cui Fabio Cherstich firma scenografia e drammaturgia dell’immagine, su un testo originale di Fabrizio Sinisi.

Ispirato alle memorie autobiografiche del celebre pensatore e filosofo veneziano Giacomo Casanova, lo spettacolo si avvale dell’interpretazione di Sandro Lombardi, grande protagonista del panorama teatrale italiano. Completano il cast due attori di grande esperienza come Betti Pedrazzi e Marco Cavalcoli, e i giovani Simona De Leo e Alberto Marcello.

In questa sua prima collaborazione con il pluripremiato drammaturgo Fabrizio Sinisi (Premio Testori per la Letteratura, Premio ANCT 2022), Condemi prosegue il lavoro iniziato con La filosofia nel boudoir del Marchese de Sade, opera che gli è valsa il Premio Ubu 2021 per la miglior regia.

“La vita di Casanova – afferma il regista – è una miniera teatrale per i continui spunti drammaturgici, visivi e storici che contiene. Da protagonista a spettatore, Casanova ricorda se stesso da giovane e rievoca in modo frammentario le sue avventure. […] I ricordi si mescolano e prendono vita nella biblioteca del Castello di Dux, in Boemia, dove l’intellettuale veneziano trascorre gli ultimi giorni, esule, sbeffeggiato, escluso dal mondo moderno, dialogando con i fantasmi del suo passato. Casanova, filosofo, prestigiatore e truffatore che ha vissuto tutto il secolo dei Lumi, muore proprio alla fine del Settecento, mentre il mondo cambia e inizia la modernità.”

“Inverno 1798: un medico esperto di mesmerismo arriva a Dux, in Boemia, per visitare il vecchio bibliotecario. Quel bibliotecario è Giacomo Casanova, che da quindici anni è al servizio del Conte di Waldstein. Casanova si presenta vecchio e malandato. Sta catalogando dei libri ed è in collera con i cortigiani di Dux che gli parlano in tedesco, lingua che non conosce. […] Durante la seduta mesmerica, Casanova, in uno stato di coscienza alterato, comincia a ricordare; ma non sono veri ricordi, sono diversi da quelli che lui ha descritto nelle memorie, hanno il carattere di visioni, premonizioni, apparizioni. Il medico ascolta la storia di Casanova, una storia popolata da fantasmi. […] Alla fine della seduta, il cui scopo era recuperare la memoria perduta, Casanova capisce che forse quello che deve fare è dimenticare tutto.”

Casanova è una meditazione sulla memoria e sul tempo – dichiara Sinisi – non solo quelli di Giacomo Casanova, ma di un’epoca intera. Ci sono personaggi, osservando i quali si può misurare la transizione di un’epoca storica. Casanova – nato all’inizio del secolo, nel 1725, e morto alle soglie del successivo, nel 1798 – è uno di questi corpi che funzionano come dei campi di battaglia. […] Giacomo Casanova è forse la più perfetta cartina di tornasole del Settecento, un secolo che vive uno dei più grandi stravolgimenti culturali, politici e antropologici che la storia ricordi: la fine dell’aristocrazia e l’ascesa della borghesia; il tramonto dei miti religiosi e l’accelerazione del capitalismo di mercato; l’inizio dell’età dei Lumi e del razionalismo materialista. […] Quest’uomo malinconico e rancoroso, rinchiuso come un prigioniero in una piccola biblioteca in Boemia, non è solo una celebre personalità del tempo che fu: è una maschera tragicomica, un paradigma che cambia, un’icona che segna la fine di un mondo e l’inizio di un altro.”

Le scene e la drammaturgia dell’immagine sono a cura di Fabio Cherstich, che dal 2017 collabora con Condemi.

“Il dispositivo scenico di Casanova – dichiara Cherstich – cita esplicitamente la biblioteca di Dux, dove il protagonista, ormai vecchio, scrive le sue memorie. Qui prende forma l’intuizione drammaturgica di Fabrizio Sinisi: il racconto si snoda attraverso una seduta mesmerica, trasformando la memoria in un viaggio tra apparizioni e dissolvenze. […] Fondamentale è il lavoro sulla luce di Giulia Pastore, che crea un gioco di buio e luce. Come la luce, anche la drammaturgia musicale di Andrea Gianessi interviene nel processo di espansione e contrazione dello spazio. […] Anche i costumi di Gianluca Sbicca partecipano a questa costruzione di un tempo non lineare. Il Settecento è citato nei costumi e in alcuni elementi scenici, ma non viene ricostruito fedelmente: è un divertissement, un gioco con l’immaginario visivo contemporaneo.”

Incontro pre-spettacolo

In occasione della prima assoluta di Casanova, martedì 11 marzo alle ore 19 in Sala 4 il regista Fabio Condemi incontra il pubblico in dialogo con Rossella Menna, studiosa di teatro, saggista e dramaturg.

Tournée

  • Dal 18 al 23 marzo al Teatro Astra di Torino
  • Dal 27 al 30 marzo al Teatro Bonci di Cesena
  • Dal 3 al 6 aprile al Teatro Rossini di Pesaro

Casanova

di Fabrizio Sinisi da Storia della mia vita di Giacomo Casanova

  • Regia: Fabio Condemi
  • Con: Sandro Lombardi
  • E con (in ordine alfabetico): Marco Cavalcoli, Simona De Leo, Alberto Marcello, Betti Pedrazzi
  • Per la prima volta in scena: Edoardo Matteo
  • Scene e drammaturgia dell’immagine: Fabio Cherstich
  • Costumi: Gianluca Sbicca
  • Disegno luci: Giulia Pastore
  • Musiche e sound design: Andrea Gianessi
  • Produzione: LAC Lugano Arte e Cultura
  • In coproduzione con: Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, TPE – Teatro Piemonte Europa, Compagnia Lombardi Tiezzi
  • Partner di produzione: Gruppo Ospedaliero Moncucco