cecilia sala a lugano
©Stephanie Gengotti

La città conferma il proprio ruolo di polo culturale della Svizzera italiana con una sequenza di appuntamenti che, tra gennaio e fine mese, disegna un quadro articolato del teatro a Lugano. Il cartellone del LAC Lugano Arte e Cultura e del Teatro Foce mette in dialogo riletture dei classici, nuove scritture sceniche, progetti ibridi tra giornalismo e teatro e produzioni capaci di parlare a pubblici trasversali.

Il LAC, in Piazza Bernardino Luini 6, prosegue così la propria missione di spazio aperto alle arti performative, mantenendo uno sguardo attento tanto alla tradizione quanto alle urgenze del presente. Informazioni e prevendite sono disponibili attraverso la biglietteria ufficiale e sul sito, punto di riferimento per chi segue da vicino il teatro a Lugano.

Teatro a Lugano: il LAC e il Teatro Foce aprono il 2026 con Antigone, Cecilia Sala, Slava’s Snowshow e nuovi premi internazionali.Antigone, tra resistenza e coscienza individuale

Ad aprire la sequenza è Antigone di Jean Anouilh, in scena giovedì 15 e venerdì 16 gennaio in Sala Teatro. La rilettura firmata da Roberto Latini – due volte Premio Ubu – riprende il testo scritto dal drammaturgo francese durante l’occupazione nazista, trasformandolo in una riflessione senza tempo sul conflitto tra legge e coscienza. Latini costruisce uno spettacolo che oscilla tra soliloquio e coralità, affidando ai personaggi il compito di riflettersi l’uno nell’altro.

In scena, accanto a Latini nel ruolo di Antigone, Manuela Kustermann interpreta la Nutrice, mentre Silvia Battaglio, Ilaria Drago e Francesca Mazza completano un cast che attraversa identità e generi, trasformando il corpo in coro e la parola in materia collettiva. Coprodotto da Teatro di Roma – Teatro Nazionale e La Fabbrica dell’Attore Teatro Vascello, lo spettacolo è stato recentemente premiato con il Last Seen 2025, assegnato dal voto dei lettori di Krapp’s Last Post.

Sguardi critici sulle discriminazioni contemporanee

Il Teatro Foce ospita invece, in prima assoluta, Peccato che sia femmina di Luca Spadaro, venerdì 16 gennaio alle 20, con repliche il 17 e 18 gennaio. Regista, autore e interprete, Spadaro prosegue una ricerca sul tema delle discriminazioni nel XXI secolo, scegliendo la forma del monologo per mettere a nudo stereotipi e contraddizioni.

Il dispositivo scenico è volutamente spiazzante: un attore si prepara alle prove della Bisbetica domata di Shakespeare nel proprio camerino, sotto lo sguardo diretto del pubblico, chiamato a condividere uno spazio privo di mediazioni. Nessuna interazione è consentita, mentre una voce femminile impartisce istruzioni dall’esterno. L’esposizione progressiva del protagonista diventa così metafora di un potere che osserva e giudica, collocando lo spettacolo all’interno della Rassegna Home.

Teatro a Lugano: il LAC e il Teatro Foce aprono il 2026 con Antigone, Cecilia Sala, Slava’s Snowshow e nuovi premi internazionali.Il racconto dell’Iran tra palco e giornalismo

Domenica 18 gennaio alle 20 il palco del LAC accoglie Una notte a Teheran, progetto teatrale che segna l’esordio scenico di Cecilia Sala. Giornalista e autrice, Sala porta in teatro un racconto immersivo che intreccia il linguaggio del reportage con quello della scena, guidando il pubblico dentro le contraddizioni dell’Iran contemporaneo.

Dalle feste clandestine alle proteste nelle piazze, dalle università alle celle del carcere di Evin, lo spettacolo rielabora temi e atmosfere già noti agli ascoltatori del podcast Stories, traducendoli in una forma dal vivo che rafforza l’impatto emotivo del racconto. Un’operazione che amplia i confini del teatro a Lugano, aprendolo a nuove modalità narrative.

Teatro a Lugano: il LAC e il Teatro Foce aprono il 2026 con Antigone, Cecilia Sala, Slava’s Snowshow e nuovi premi internazionali.Il ritorno di un classico senza età

Tra il 21 e il 25 gennaio torna a grande richiesta Slava’s Snowshow, lavoro poetico firmato da Slava Polunin, spesso definito “il miglior clown del mondo”. Lo spettacolo, in scena più volte tra pomeriggi e serate, ha conquistato milioni di spettatori in tutto il mondo grazie a un linguaggio universale fatto di immagini, emozioni e una malinconia leggera.

Tempeste di neve, risate e silenzi accompagnano il pubblico in un viaggio che sfugge a definizioni rigide, come ama ricordare lo stesso Polunin: un teatro di desideri, sogni e disillusioni che rifiuta interpretazioni univoche.

Politica, provincia e potere in scena

Sempre al Teatro Foce, mercoledì 21 gennaio alle 20, va in scena Le volpi della Compagnia CapoTrave, con Giorgio Colangeli, Manuela Mandracchia e Federica Ombrato. Il testo, firmato da Lucia Franchi e Luca Ricci, alterna ironia e dramma per raccontare la provincia italiana come microcosmo di potere e compromessi.

Teatro a Lugano: il LAC e il Teatro Foce aprono il 2026 con Antigone, Cecilia Sala, Slava’s Snowshow e nuovi premi internazionali.In una sala da pranzo, durante una domenica d’agosto, si consumano dialoghi apparentemente formali che lasciano emergere meccanismi autoassolutori e piccoli tornaconti personali. Finalista ai Premi Ubu 2024 per la miglior nuova drammaturgia, lo spettacolo si inserisce con coerenza in una programmazione che usa il teatro a Lugano come strumento di osservazione critica della realtà.

Non solo teatro a Lugano: danza e riconoscimenti internazionali

Accanto al teatro, il LAC consolida il proprio profilo anche nel panorama della danza contemporanea. L’interprete Georgios Kotsifakis ha ricevuto il Premio Danza&Danza 2025 per Landless, assolo diretto da Christos Papadopoulos e prodotto da LAC Lugano Arte e Cultura e Torinodanza festival. Lo spettacolo aveva debuttato al Teatro Foce nel giugno 2024 all’interno del Lugano Dance Project.

La giuria ha sottolineato la raffinatezza dell’interprete e la sua capacità di abitare il movimento con controllo e intensità, riconoscendo inoltre ex aequo come miglior produzione contemporanea My Fierce Ignorant Step di Papadopoulos, coproduzione LAC. Un risultato che rafforza il ruolo di Lugano come snodo creativo tra teatro, danza e ricerca performativa.

Con una proposta che attraversa linguaggi e generi, il LAC e il Teatro Foce confermano così una stagione invernale densa e articolata, in cui il teatro a Lugano si afferma non solo come intrattenimento, ma come spazio di riflessione condivisa e di confronto con il presente.