Ogni Olimpiade mi piace sempre meno, soprattutto quelle estive.

Certo lo sport a livelli così alti finisce poi per ripagare la passione e la curiosità, ma lo spirito sportivo, quello che fu alla base della creazione dei Giochi, quello ormai si offusca sempre più.

Intanto, questo evento è troppo politicizzato. Con criteri ogni volta discutibili si nega la presenza a Paesi in guerra, almeno a quelli economicamente meno interessanti, visto che poi ci sono grandi Stati – che sono in guerra su più fronti – che partecipano da sempre senza problema alcuno. A mio parere l’Olimpiade deve accogliere tutti gli sportivi del mondo senza pregiudizi, perché tale principio è il pilastro di questa competizione.

Anche l’aspetto economico e commerciale è ormai eccessivo, non si riesce a riconoscere l’esperienza olimpica degli atleti, valorizzare gli aspetti tecnici della loro preparazione, ecc. Si vede ormai solo il prodotto sportivo televisivo finale, mentre la cultura sportiva passa in secondo piano, se passa.

Quest’anno, si è voluto anche mettere in risalto, fin dalla Cerimonia Inaugurale, l’aspetto dell’appartenenza a generi sessuali sempre più numerosi, che ha toccato il culmine con il torneo di boxe femminile che, naturalmente, ha avuto un esito scontato.

Poi, ci sono state un sacco di lamentele sull’organizzazione parigina dei Giochi, ma queste ci saranno sempre anche perché chi osa, fa e propone, verrà sempre criticato. Forse, le Olimpiadi dovrebbero essere attribuite a città che hanno bisogno di rilancio e di nuove strutture, piuttosto che a città già ben attrezzate: ma queste sono riflessioni di carattere personale, facilmente confutabili.

La ciliegina sulla torta è stata però la Senna e qui, devo dire, i francesi hanno fallito alla grande perché era evidente che in una location spettacolare come Parigi, si doveva trovare qualcosa per castigare la grandeur del popolo senza bidè: cosa meglio di un fiume pieno di ratti e feci per compiere la missione?

Io non so se la Senna fosse davvero così inquinata, ma so di sicuro che i parigini avrebbero fatto meglio a organizzare fin dall’inizio le gare in acque libere in altri luoghi igienicamente più salutari.