Nata da un’idea della Presidente dell’Hockey Club Lugano, Vicky Mantegazza, e moderata dal giornalista Stefano Ferrando, la manifestazione ha ripercorso le carriere di Stephan e Alessandro, dall’infanzia agli anni decisivi per la scelta di divenire uno sportivo d’élite. Obbiettivo: evidenziare e condividere valori come passione, determinazione, disciplina, sacrificio, coordinamento con il mondo della scuola, gestione del corpo e della mente, fino alla creazione di un piano B, in caso di insuccesso. Tutti principi fondamentali nello sport in generale e nell’hockey in particolare, che devono accompagnare una ragazza o un ragazzo che intende percorrere la strada del professionismo.
Stephan Lichtsteiner e Alessandro Chiesa
Ad assistere alla chiacchierata, circa duecento persone che hanno così avuto modo di apprezzare la sincerità, ma anche la prontezza di spirito, di due campioni veri che hanno sempre saputo entusiasmare i tifosi per la loro dedizione e il loro entusiasmo: Stephan Lichtsteiner, sette volte consecutive campione d’Italia con la Juventus e terzo calciatore di sempre per numero di presenze (108) nella Nazionale svizzera di calcio e Alessandro Chiesa, giocatore dell’Hockey Club Lugano per tredici stagioni e campione svizzero nel 2006.
Le domande del pubblico
Ma quali sono state le maggiori curiosità espresse dalla platea? Numerose le domande rivolte ai due campioni, molte delle quali volte a sapere come si gestisce un trionfo ma anche una sconfitta, quale sia il sottile confine tra il divertimento sul campo e la pressione dell’ambiente interno ed esterno o la credibilità della figura del capitano all’interno dello spogliatoio e nei confronti dell’opinione pubblica.