«Il rilevamento di loghi e marchi è stato al centro di tutto ciò che abbiamo realizzato negli ultimi anni – esordisce Luca Boschin, fondatore e CEO di VISUA – ma abbiamo visto che le opportunità di crescita aumentavano in modo esponenziale nel momento in cui abbiamo deciso di ampliare il nostro core business. Di conseguenza, la rivisitazione del logo da LogoGrab a VISUA è molto più di un cambio di nome, e consente di trasmettere in modo più preciso la diversificazione della nostra offerta e della nostra comunicazione. Questo è il marchio che ci accompagnerà per prossimi 10 anni, affermando molto chiaramente la nostra ambizione di diventare leader globali in Visual-AI».
Tutto inizia dall’innata curiosità e dalla voglia di inventare di Luca che, dopo un percorso di studi all’USI, frequenta a Zurigo l’amico Alessandro Prest, profondo conoscitore delle tecniche di riconoscimento d’immagine e, insieme, decidono di dare vita ad un’azienda per il monitoraggio del marchio. Il progetto resta “nel cassetto” per 2 anni, ma nel 2014, dopo aver bussato a varie porte, riceve un finanziamento per avviare ufficialmente l’attività, che si basa su un processo di elaborazione di centinaia di milioni di immagini al mese, insieme a decine di migliaia di ore di video, per trovare marchi menzionati visivamente sia attraverso un logo in un’immagine sia un marchio che appare in un video. Per fare un esempio, una cosa è sapere che un certo prodotto appare in 500.000 immagini in un mese, ma molto più importante è sapere dove, quando e come compare, fornendo tutta una serie di dati davvero moto utili per i professionisti del marketing.
Le fasi iniziali di Visua (ex Logograb) sono condizionate, come è facilmente intuibile, dal reperimento di finanziamenti e uno dei finanziatori convince i due soci a traferire il quartier generale della start up a Dublino, sede europea dei principali attori del settore: «una scelta e una sfida che nel tempo si sono rivelate vincenti perché ci siamo subito trovati fianco a fianco con tutte le maggiori aziende venditrici di software, mettendo a fuoco anche la nostra strategia di approccio al mercato».
«Di recente, – prosegue Luca Boschin – abbiamo adattato il nostro stack tecnologico per attività altamente specifiche, come il monitoraggio delle sponsorizzazioni nei feed video in diretta, il rilevamento di prodotti contraffatti e di violazioni del copyright e il monitoraggio della pirateria digitale. Inoltre, abbiamo aggiunto l’autenticazione visiva degli ologrammi e il rilevamento di vettori di attacco grafici nel phishing. In ciascuno di questi casi cerchiamo quelli che chiamiamo “segnali visivi”. Questi sono i dati non strutturati importanti che sono bloccati nei media visivi. Il nostro Visual-AI può estrarre quei dati e creare report su di essi, fornendo le informazioni necessarie per ogni uso specifico».
Lo spirito pioneristico e l’entusiasmo di Luca Boschin nei confronti dei progetti da realizzare sono evidenti anche nella struttura organizzativa di Visua, dove i 15 collaboratori condividono modalità di lavoro al passo con i tempi, dallo smart working diffuso a tutti i livelli ad una internazionalità di lingue e Paesi d’origine.
Guardando al futuro, l’imprenditore rileva le opportunità derivanti dal passaggio dall’offerta di rilevamento del logo principale a una suite di tecnologie che ha aggiunto il rilevamento di oggetti e scene, la ricerca visiva e il rilevamento del testo: «piattaforme e-commerce, mercati, fornitori di servizi specializzati e agenzie creative dispongono ora di tutti gli strumenti critici necessari per soddisfare anche le esigenze più avanzate di protezione, autenticazione, monitoraggio e promozione del loro marchio. Questi grandi progressi compiuti sul fronte dell’innovazione pongono ora Visua davanti ad una sfida ancora una volta decisiva: passare dalla produzione e vendita di software alla realizzazione e vendita di prodotti in grado di apportare rilevanti vantaggi alla catena del valore per la nostra azienda ma soprattutto per i nostri clienti».
La storia di Visua assume un valore emblematico per la sua capacità di mettere insieme una buona idea, nata dall’inventiva e dal talento di due giovani, con un contesto favorevole come quello offerto dal Sistema Regionale dell’Innovazione in Ticino, consentendo il decollo della start up verso un riconoscimento a livello internazionale, sfruttano appieno tutte le opportunità offerte dal mercato; per approdare infine ad una fase di maturazione e crescita dove si impone l’adozione di scelte strategiche in grado di decretarne la definitiva affermazione nel panorama delle aziende che hanno fatto dell’innovazione la propria ragione di esistere.