Possiamo partire da una presentazione di cos’è la Fondazione Agire e di quali sono gli obiettivi che persegue?

«La Fondazione Agire, nata nel 2011, è l’agenzia per l’innovazione del Canton Ticino e ha lo scopo di promuovere l’innovazione e lo sviluppo tecnologico, contribuendo ad incrementare la competitività e a creare posti di lavoro altamente qualificati sul suo territorio. Le sue finalità sono diverse e possono essere sintetizzate nell’obiettivo di offrire un accesso coordinato ai vari servizi dedicati alle imprese che vogliono innovare e alle start-up, che si snoda lungo tutto il percorso di crescita. In questo contesto, soprattutto durante le prime fasi, la Fondazione Agire ha un ruolo centrale quale punto di informazione e di messa in rete sul tema start-up. Di fatto, una start-up in fase iniziale può entrare in contatto con gli attori del sistema e con le misure di sostegno. Dopo un’attenta analisi del progetto, Agire è in grado di orientare i promotori verso le risorse e i servizi che meglio si addicono al loro processo di crescita».

Il Ticino fa parte dei sistemi regionali dell’innovazione. Che cosa significa?

«Il Ticino costituisce uno dei sei sistemi regionali d’innovazione (SRI) riconosciuti dalla Confederazione grazie a un’offerta di servizi di sostegno allo sviluppo economico e, in particolare, in ambito di trasferimento di sapere e tecnologia e di sostegno all’imprenditorialità. Sono spazi economici funzionali, solitamente sovra-cantonali e a volte transnazionali, ma nel caso della Svizzera italiana corrispondono al territorio di un solo Cantone, che operano secondo il cosiddetto modello della «tripla elica» (complesso di interazioni tra aziende, scuole universitarie ed enti pubblici), essenziale per i processi innovativi. I SRI promuovono la competitività e la capacità d’innovazione delle PMI proponendo offerte coordinate di sostegno e prestazioni di servizio negli ambiti dell’informazione, della consulenza, della messa in rete, dell’infrastruttura e del finanziamento».

In questo contesto qual è la specifica funzione di Fondazione Agire?

«La Fondazione Agire coordina nell’ambito di un mandato cantonale il SRI Svizzera meridionale. Essa mette in rete gli attori economici, accademici e istituzionali e rafforza in questo modo un ecosistema innovativo all’interno e all’esterno del Canton Ticino. Il coordinamento di programmi che superano i confini cantonali e nazionali con il Cantone dei Grigioni o con l’Italia settentrionale, fanno pure parte dei compiti, come pure l’esercizio del «Tecnopolo Ticino» a Manno che offre coaching e spazi per uffici a start-up e giovani aziende. Le prestazioni comprendono inoltre il sostegno di imprese regionali nel trasferimento del sapere e delle tecnologie, nella ricerca di partner e collaboratori, nella tutela della proprietà intellettuale, come pure nell’accesso alla tecnologia».

Il Tecnopolo è un punto di forza della vostra azione. Che cosa offre?

«Le start-up nelle prime fasi necessitano di spazi e di attività di messa in rete, inizialmente messe a disposizione dagli incubatori e in seguito dal Tecnopolo Ticino di Manno, uno spazio di 2.600 metri quadrati complessivi gestito dalla Fondazione Agire. Il Tecnopolo offre uffici di piccole e medie dimensioni e scrivanie in uno spazio  co-working, all’interno di un ecosistema che favorisce l’interscambio tra le aziende e la loro messa in rete con le accademie. Si tratta di un ambiente dinamico e sempre attento alle loro esigenze. Al Tecnopolo le start-up hanno inoltre la possibilità di accedere alle diverse attività di networking organizzate dalla Fondazione Agire (ubicata nello stesso stabile), al know-how e ad alcuni servizi di coaching (ad esempio, nel quadro della ricerca di finanziamenti), dialogando e interfacciandosi quotidianamente con il team di Agire».

Il futuro del Tecnopolo è legato anche alla sua capacità di legarsi ad un ecosistema integrato per lo sviluppo dell’innovazione…

«La Fondazione Agire, su mandato del Consiglio di Stato, ha preparato il dossier di candidatura per la realizzazione di un parco tecnologico associato a quello già esistente di Zurigo, facente parte della rete nazionale Switzerland Innovation Park. Il Parco ticinese sarà organizzato in Centri di Competenza che lavoreranno in piena autonomia e secondo i parametri dettati da Switzerland Innovation. Entrare a far parte della rete di Switzerland Innovation, per il mondo economico e accademico ticinese, rappresenta l’occasione per generare investimenti privati e attivare sussidi pubblici per attività di ricerca e sviluppo, con la conseguente creazione di nuovi posti di lavoro altamente qualificati lungo l’intera catena di valore: dalla ricerca, allo sviluppo, alla commercializzazione». 

Quali settori sono stati individuati intorno ai quali focalizzare la vostra attenzione?

«I Centri di Competenza fungeranno da attivatori di investimenti privati, di sussidi pubblici cantonali e di garanzie federali. Ad oggi il gruppo di lavoro ha già elaborato una tabella di marcia per l’attuazione e l’attivazione dei diversi centri di competenza. Allo stato attuale, grazie alle eccellenze già presenti nel nostro cantone, sono stati individuati i primi ambiti tematici che sono Life Sciences; ICT (Blockchain, Software & Data Engineering, Intelligenza Artificiale); Smart Civil Engineering e droni. Altri settori, tecnologici e di innovazione, potranno essere attivati in base alle esigenze aziendali ed eccellenze accademiche che si svilupperanno in futuro. La visione a medio-lungo termine riguardo alla sede principale del SIP-TI (Switzerland Innovation Park Ticino) è rappresentata dal sito ex-officine di Bellinzona, con una superficie di 45.000 m2, guadagnando così, grazie alla vicinanza con la stazione, una posizione strategica e una visione di “Città Ticino” data da AlpTransit e dai collegamenti ferroviari diretti verso i grandi poli accademici e industriali a nord, con Zurigo e Basilea, e a sud con Lugano e Milano».

Fra le vostre iniziative spicca il programma di accelerazione cantonale Boldbrain Startup Challenge. Di cosa si tratta?

«Obiettivo del programma è quello di dare un forte impulso all’idea e alla preparazione delle start-up “early stage” (ossia che si trovano nella loro fase iniziale di sviluppo), aprendo la strada alle fasi successive. In questo programma, venti idee selezionate ogni anno vengono affiancati da un gruppo di coach che li segue nei diversi ambiti durante un periodo intensivo di tre mesi. Durante il percorso le start-up partecipano a diversi workshop tematici e acquisiscono gli strumenti principali per sviluppare ulteriormente la loro idea. Il montepremi totale della competizione è di 120’000 franchi oltre ad altri numerosi premi in natura. La concretizzazione di questa nuova offerta è resa possibile grazie ai finanziamenti assicurati dall’Ufficio per lo sviluppo economico nell’ambito del programma d’attuazione della politica economica regionale (percorso di accelerazione) e della Legge per l’innovazione economica (premi). Questa iniziativa, avviata dalla Fondazione Agire, è condotta in stretta sinergia con il Centro Promozione Start-UP di USI. Alla fine di questo percorso, i team finalisti di Boldbrain beneficiano, tra le altre cose, di accessi privilegiati ad altri programmi di accelerazione e premi federali, favoriti dalla rete di contatti consolidata anche grazie alla partecipazione del Cantone a diverse iniziative a livello federale (come, ad esempio, Digital Switzerland). Inoltre, il Ticino è il primo Cantone a livello nazionale a prevedere un contributo, sotto forma di incentivo, per le start-up accettate alla fase di coaching del programma della Confederazione Innosuisse. Questo incentivo è finanziato attraverso la Legge per l’innovazione economica (procedura agevolata, contributo pari al 25%, per un massimo di 25’000 franchi)».