In realtà, il concetto di turismo sostenibile risale addirittura al 1988 e indica un nuovo modo di viaggiare: rispettoso del pianeta e dell’ambiente, letti sia dal punto di vista naturale sia dal punto di vista sociale e artistico. Un concetto che si sposa con l’evoluzione profonda che ha subito il turismo che negli ultimi anni è passato da un concetto di evasione al concetto di esperienza. Quest’ultima per essere genuina e reale deve basarsi su un nuovo rapporto tra il viaggiatore e l’intero sistema turistico che lo riceve (anche se mettere a sistema tutte gli attori della filiera turistica spesso rappresenta un problema non indifferente). Un nuovo rapporto che richiede anche una concordanza valoriale tra i vari attori; e tra questi valori non può che rientrare anche un reale approccio alla sostenibilità.

Ma come si concretizza questa richiesta green? Gli utenti ripongono molta attenzione alla sostenibilità delle strutture ricettive (in particolare sul fronte del risparmio energetico); si focalizzano sull’impatto ambientale dei mezzi di trasporto, associano la visione green con il concetto di prodotti locali e a “km zero”. Inoltre, i turisti sono in generale molto interessati a soggiornare in una struttura eco-friendly.

La sostenibilità rappresenta, quindi, un’opportunità concreta sia per gli operatori del turismo e per gli albergatori in particolare, sia per gli operatori della filiera dell’edilizia ricettiva. Resta evidente che, in questo contesto, la sostenibilità non possa essere solo un problema di incentivi, ma dipenda da un nuovo approccio imprenditoriale e da una reale evoluzione del modello di business. Soprattutto in una prima fase, gli interventi saranno principalmente a livello di sostenibilità ambientale e questo presuppone, sul fronte alberghiero, un ripensamento del building sul piano del comfort climatico, dell’efficienza energetica (isolamento, infissi, lighting, impianti meccanici ed elettrici) nonché una rimodulazione della gestione idrica e dei rifiuti. Questi interventi non solo permetteranno di rispondere alla richiesta del mercato di una struttura eco-sostenibile, ma garantiranno consistenti saving sui costi di gestione delle strutture che tipicamente impattano in modo significativo sui bilanci.

L’albergatore, però, non dovrà muoversi solo sul piano ambientale, ma anche sul piano sociale, rivolgendo una particolare attenzione sia all’accessibilità della struttura sia alla gestione dei rapporti col personale (la cui soddisfazione impatta in modo importante anche sulla qualità del servizio erogato agli ospiti che ovviamente si struttura in modo forte anche sul piano relazionale con gli operatori della struttura). In debita considerazione si dovrà tenere anche il rapporto con il territorio e la sua valorizzazione in quanto elemento fondante di una value proposition turistica molto più pregnante e appetibile, ma al tempo stesso elemento importante per la costruzione di un valore condiviso tra tutti gli stakeholders.

Hanno partecipato all’inchiesta:

  • Angelo Trotta (A.T.), Direttore di Ticino Turismo
  • Alessandro Stella (A.S.), Direttore dell’Ente Turistico del Luganese
  • Nadia Fontana Lupi (N.F.), Direttrice Organizzazione Turistica Mendrisiotto e Basso Ceresio
  • Cecilia Conforto Galli (C.C.), WWF Youth
  • Monica Besomi (M.B.), Ferrovie Monte Generoso

In che modo può essere declinato il concetto di sostenibilità applicato al settore del turismo?

A.T.: «È stata l’Organizzazione Mondiale del Turismo a definire, per la prima volta nel 1988, il concetto di turismo sostenibile. Secondo l’OMT, le attività turistiche sono sostenibili quando “si sviluppano in modo tale da mantenersi vitali in un’area turistica per un tempo illimitato, non alterano l’ambiente e non ostacolano o inibiscono lo sviluppo di altre attività sociali ed economiche”. Questa definizione risale a oltre 30 anni fa, ma rimane attuale. Le attività turistiche sostenibili possono contribuire alla valorizzazione del paesaggio e alla tutela delle nostre tradizioni. Oltre a questo, la sostenibilità in ambito turistico tocca anche aspetti economici, etici e ambientali. Oggi non è più possibile, per una destinazione turistica, non dotarsi di una strategia precisa in questo senso. Come Ticino Turismo, nel corso dell’ultimo anno e mezzo abbiamo lavorato molto sul tema della sostenibilità e, di recente, abbiamo ottenuto il certificato “engaged” attributo da Svizzera Turismo (ST). L’ente nazionale ha lanciato a inizio 2021 il programma Swisstainable con l’obiettivo di promuovere il nostro Paese come “una delle destinazioni di viaggio più sostenibili” entro il 2023, grazie al coinvolgimento di oltre 4.000 imprese e organizzazioni».

A.S.: «La sostenibilità nel settore del turismo coinvolge sia gli attori che operano e offrono servizi agli ospiti di una destinazione sia coloro che ne usufruiscono, in quanto tocca la sfera sociale, ambientale ed economica di una destinazione.  In questo senso, al fine di avere un impatto positivo a favore dello sviluppo di un turismo sostenibile è richiesto un impegno sia da parte di tutti gli operatori che beneficiano delle ricadute economiche del turismo, sia da parte della comunità locale che da chi la visita, creando un sistema turistico sostenibile».

N.F.: «Innanzitutto credo che ogni stakeholder possa e debba dare il proprio contributo analizzando la propria situazione attuale, definendo un progetto e investendo per ottenere i miglioramenti che permettano al turista di percepire e di vivere concretamente un’esperienza turistica sostenibile. Quest’analisi è indispensabile se si vuole davvero agire consapevolmente e si vogliono conoscere e valutare i futuri benefici, più o meno percepibili da parte della clientela, come un processo evolutivo continuativo con il quale procedere verso il futuro. Se il settore turistico ticinese decidesse d’incamminarsi unito su questo percorso i risultati potrebbero davvero essere importanti e potrebbero essere comunicati con forza. Credo si possa ritenere che generalmente alcune misure sono considerate “normali” o quanto meno implicite e quindi attese da parte dei turisti, mentre noi dovremmo sorprenderli ed anche catturarli, dimostrando che ci stiamo veramente attivando su più fronti. Ritengo si debba quindi continuare ad intervenire sulle strutture e sugli immobili considerando le nuove fonti di energia, ambendo quindi ad una riduzione dei consumi importante, ma credo che si debba assolutamente andare oltre e ci si debba concentrare in maniera importante sulla riduzione degli sprechi, sul riciclaggio applicato con attenzione e sulla diminuzione dell’utilizzo della plastica per favorire materiali e sistemi di gestione dei processi sostenibili. La sostenibilità non è una moda, è una questione d’assunzione di responsabilità e di coerenza e non è quindi unicamente riconducibile all’ottenimento di un label turistico che potrebbe rappresentare un punto di partenza e non un punto d’arrivo. Abbiamo tutti la possibilità di consumare e proporre ai nostri ospiti prodotti locali, favorendo la micro economia locale e contribuendo a diminuire la movimentazione di materiale e di prodotti importati, ma dovremmo anche considerare maggiormente la stagionalità dei prodotti per dimostrare concretamente ai turisti di essere consapevoli della bontà della nostra scelta. Sono temi importanti e credo che queste attenzioni ci permetterebbero di distinguerci. Anche il tema dell’utilizzo dei trasporti pubblici potrebbe essere da considerare importante, ritenuto che in Ticino abbiamo molte stazioni ferroviarie si tratta di costruire una rete che consideri non solo i bisogni dei cittadini residenti, ma anche dei visitatori. Non vorrei dimenticare il tema dei lavoratori, dei collaboratori che sono la forza lavoro che contribuisce a costruire l’immagine di accoglienza del Ticino turistico, perché credo che anche la considerazione del personale sia tra i temi da affrontare, insieme con il tema della disparità salariale tra uomo e donna, come anche la mancanza di accesso ad alcune posizioni lavorative per le donne.
Di lavoro da fare ce n’è molto e chiaramente serve una concertazione e una supervisione se vogliamo che non soltanto il singolo stakeholder risulti sostenibile, ma tutta la Destinazione Ticino! Gli sforzi, le idee e anche le necessità di chi vuole davvero migliorare la propria offerta per dimostrare la propria attenzione alla sostenibilità dovranno quindi essere sostenuti dalle autorità, che chiaramente sappiamo essere sensibili al tema».

C.C.: «Al giorno d’oggi si parla sempre più di “turismo sostenibile” e di “turismo responsabile”, approcci al turismo che si basano su tre pilastri: la salvaguardia dell’ambiente, il rispetto della cultura locale e il sostegno dell’economia del luogo. Dal momento in cui un turista programma le sue vacanze in modo sostenibile, dovrebbe innanzitutto scegliere una meta vicina a casa da raggiungere possibilmente con un mezzo di trasporto a basso impatto ambientale come il treno e svolgere attività a impatto nullo sulla natura. Oltre a questo, è fondamentale che il turista privilegi strutture ricettive che danno il loro contributo alla causa impegnandosi nella riduzione dei consumi e nell’utilizzo di prodotti a km 0. Per quanto concerne i principali sistemi di prenotazione online, è importante sottolineare che si sta operando sempre più in un’ottica ecosostenibile. Ad esempio, vi è Tripadvisor che con il programma Eco Leader classifica le strutture alberghiere attente all’ambiente; vi è Airbnb che promuove le esperienze con le comunità locali (dall’inglese “Meet the Locals”). L’impegno sostenibile nel turismo è diventato un elemento chiave e oramai sempre più sempre più strutture perseguono gli obiettivi di sviluppo sostenibile stabiliti dall’ONU nel 2015».

M.B.: «Il turismo coinvolge molteplici aspetti e quando un’azienda turistica come la Ferrovia Monte Generoso, che gestisce prodotti diversi tra loro -una cremagliera, un camping, un ristorante, un self-service e una sala conferenza- decide d’impegnarsi in una delle più importanti sfide degli ultimi anni, la sostenibilità, le possibilità sono davvero tante. Inoltre, essendo un tema d’ attualità, tutti gli attori del settore turistico (visitatori, partner, aziende ma anche residenti e collaboratori) sono sensibilizzati al tema e pronti a mobilitarsi per uno sviluppo sostenibile. Crediamo quindi che sia questa la nostra più grande opportunità: intraprendere attività, progetti e iniziative insieme a tutti gli attori coinvolti. Dopotutto si sa, l’unione fa la forza…».

Quali iniziative avete intrapreso per adeguare sempre più la vostra offerta alle nuove esigenze di vacanze “green”?

A.T.: «Oltre al lancio di ticino.ch/green, una piattaforma che mette in vetrina le eccellenze in materia di sostenibilità, abbiamo definito, in collaborazione con un’azienda leader del settore, un piano d’azione che permetterà al nostro Cantone di profilarsi come destinazione di punta nell’ambito del turismo sostenibile. Abbiamo sottoscritto una dichiarazione di impegno e definito tre obiettivi da realizzare nei prossimi due anni. Il primo riguarda l’attuazione di una strategia di decarbonizzazione che ci permetterà di rinunciare all’uso di combustibili fossili. Il secondo tocca da vicino la mobilità di tutto il Cantone e in particolare il Ticino Ticket. Vogliamo impegnarci per garantire la sua esistenza a lungo termine e, al contempo, renderlo completamente digitale. Il terzo obiettivo riguarda il potenziamento della comunicazione per incentivare comportamenti più sostenibili sia da parte dei turisti che dei nostri partner».

A.S.: «Al fine di rispondere alla sempre più crescente domanda di vacanze “green”, Lugano Region sta perseguendo diversi obiettivi: sensibilizzare ed informare i propri partner privati ed istituzionali affinché vi sia una maggiore consapevolezza dell’importanza di avere proposte turistiche responsabili, e al contempo incentivare lo sviluppo di iniziative e di esperienze turistiche “green” e l’organizzazione di eventi che tengono in considerazione le differenti dimensioni della sostenibilità.
In linea con la strategia Swisstainable di Svizzera Turismo, Lugano Region si sta facendo promotore del progetto legato al Global Destination Sustainability Index (GDS-Index), che permette di misurare la performance della città di Lugano in materia di sostenibilità rispetto a diverse città internazionali, definendone la strategia a medio e lungo termine».

N.F.: «Credo che una delle misure più evidenti, quella che ritengo risulti particolarmente apprezzata dai turisti è il Ticino Ticket, che è frutto di una concertazione cantonale su più livelli, che ho da sempre ritenuto particolarmente importante e che come OTR abbiamo appoggiato da subito. La nostra OTR è membro dell’associazione svizzera WHES (World Heritage Experience Switzerland) e promuoviamo i valori dei patrimoni e la loro messa in rete a livello svizzero. Abbiamo la fortuna di avere nella regione 7 stazioni ferroviarie che cerchiamo di presentare come un vantaggio ai visitatori per raggiungere e visitare la regione, abbiamo inoltre supportato lo sviluppo del progetto dell’Albergo Diffuso del Monte Generoso e dell’unità abitativa ecologica che è stata inserita alla Bellavista del Monte Generoso, collaboriamo regolarmente con i produttori locali e con i comuni della regione per lo sviluppo dell’offerta bike a livello regionale su strada e fuori strada, proponiamo itinerari per visitare cantine vitivinicole ed abbiamo sostenuto lo sviluppo del progetto Bike’nWine, che sta riscuotendo grande successo. Abbiamo inoltre recentemente inaugurato l’itinerario bike dedicato al campione paraolimpico Murat Pelit, pensato per essere percorso con bici a tre ruote destinate prevalentemente a persone disabili. Collaboriamo con produttori locali e siamo nel comitato direttivo del Centro di Competenze agroalimentari Ticino, che ha obiettivi specifici legati allo sviluppo del consumo di prodotti a km 0 e al marchio Ticino Regio Garantie. Abbiamo anche incaricato una studentessa della Hochschule di Lucerna di svolgere la tesi di bachelor proprio sul tema della sostenibilità della regione indagando l’interesse degli stakeholders per una collaborazione attiva sul tema, perché siamo consapevoli dell’importanza della condivisione del progetto. Gia da molti anni siamo inoltre attenti a diversi fattori che possiamo presentare come una parte dell’impegno diretto al tema della sostenibilità da parte della nostra Organizzazione turistica regionale. In generale il riciclaggio, l’utilizzo di materiali ecologici per la gestione dei sentieri, il consumo di prodotti locali, la diminuzione degli sprechi, la digitalizzazione dei documenti, la preferenza per le trasferte del personale con i mezzi pubblici, ma anche la parità di trattamento per i nostri impiegati e l’introduzione dell’homework sono misure che sono via via state introdotte e altre arriveranno a breve, perché le stiamo valutando proprio in questi mesi. Come detto, vi sono misure visibili e percepibili e altre non visibili, ma che ritengo comunque facciano parte di un processo di lavoro che è ampio, che deve essere sviluppato con coerenza e che non deve unicamente essere sviluppato considerandolo un tema da utilizzare per presentarsi alla clientela. Ad ogni buon conto il lavoro per presentarci come destinazione sostenibile da parte nostra è iniziato!».

C.C.: «Noi, come WWF Youth, ci impegniamo a promuovere un turismo di prossimità che permette ai viaggiatori di vivere esperienze uniche e di contribuire a salvaguardare l’ambiente. I viaggi in treno in Svizzera sono un esempio calzante. Le Ferrovie Federali Svizzere dispongono di una delle reti ferroviarie più estese e capillari del continente europeo. È quindi fondamentale incentivare le persone a scoprire le bellezze del nostro paese attraverso il “Grand Train Tour of Switzerland”, un itinerario di 1.280 chilometri lungo il quale i treni panoramici conducono dalle città più affascinanti della Svizzera alle località imperdibili delle Alpi, passando per i beni del patrimonio mondiale dell’Unesco.
Altrettanto importante è promuovere gli spostamenti in treno in Europa. Il trasporto su rotaia è aumentato notevolmente negli ultimi anni. Anche durante la pandemia, mentre gli aerei sono rimasti fermi, i treni hanno continuato a viaggiare e per questo motivo l’UE ha deciso di designare il 2021 come l’Anno europeo delle ferrovie. È quindi importante continuare a promuovere il treno come mezzo sicuro e sostenibile».

M.B.: «Siamo la prima risalita di montagna del Ticino e il Camping Monte Generoso è il primo campeggio di tutta la Svizzera ad aver aderito all’iniziativa ‘Cause We Care’ della fondazione myclimate. Il progetto ci permette di investire insieme ai nostri ospiti dando loro la possibilità, con un contributo volontario di CHF 1 in aggiunta al prezzo del  biglietto del treno e/o al pernottamento di compensare le emissioni di CO2 della loro vacanza. La somma viene poi raddoppiata dalla FMG ed investita in parte in progetti sostenibili internazionali e per la maggior parte sul territorio o all’interno dell’azienda. www.montegeneroso.ch/my-climate. Con i primi fondi sono stati installati 162 mq di pannelli solari sul tetto degli uffici di Capolago, che in soli 2 mesi hanno già permesso di evitare l’emissione di 2.967,6 Kg di CO2 equivalenti alla piantumazione di ben 89 alberi! Inoltre, sono state acquistate tre PET-Recyclingstation per la raccolta separata e consapevole dei rifiuti, e installate sia al Camping Monte Generoso che all’esterno del Fiore di pietra. Le iniziative intraprese hanno valso all’azienda l’importante certificato ‘Swisstainable’ di Svizzera Turismo e permettono soprattutto agli ospiti di prenotare attività e vacanze nel rispetto dell’ambiente».

In che modo operatori privati e amministrazioni pubbliche dovrebbero collaborare per arricchire l’offerta di proposte turistiche sostenibili?

A.T.: «Per poter diventare una destinazione sostenibile riconosciuta a livello nazionale e internazionale, il Ticino deve anzitutto poter contare su un’adesione capillare dei partner al programma Swisstainable, aperto a tutte le aziende e le organizzazioni attive in ambito turistico. Per capire come far parte del progetto, abbiamo realizzato un breve webinar, della durata di circa 15 minuti, rivolto proprio ai partner. Per quanto riguarda il lancio di nuove proposte turistiche sostenibili, il coordinamento tra privati e organizzazioni turistiche è fondamentale. Proprio grazie alla collaborazione tra varie destinazioni svizzere è stato possibile lanciare progetti come “Ride the Alps” che promuove l’uso della bicicletta e crea al contempo un sostanziale valore aggiunto nelle regioni rurali e alpine, “Taste my Swiss City” che favorisce i produttori locali con l’obiettivo di preservare l’eredità culinaria svizzera e “Speciale bagagli”, iniziativa in collaborazione con le FFS che incoraggia i visitatori a lasciare a casa l’automobile».

A.S.: «Lo sviluppo del turismo sostenibile prevede la stretta collaborazione tra il settore pubblico e quello privato; i promotori di proposte sostenibili dovrebbero beneficiare di incentivi a favore dello sviluppo di prodotti turistici che portano un valore aggiunto alla comunità locale, all’ambiente e alla regione del Luganese.
Già da diversi anni, il nostro Ente si impegna a sostenere e promuovere lo sviluppo di cluster di offerte turistiche, che evidenziano le tradizioni e i prodotti locali, tra questi possiamo citare i prodotti più recenti quali “Sulla via degli Alpeggi”, che propone cinque escursioni che portano dalla vetta del Monte Lema al piano attraverso gli alpeggi in un suggestivo paesaggio naturale, e il progetto “La via dei sapori in Capriasca”. Quest’ultimo progetto è stato sviluppato dal Dicastero Cultura, Eventi, Sport e Turismo del Comune di Capriasca in collaborazione con Lugano Region e mette in rete diversi partner al fine offrire un’esperienza enogastronomica ed escursionistica indimenticabile».

N.F.: «L’obiettivo di presentarci come destinazione turistica sostenibile, regionale e cantonale, è un processo che non ha una fine, ma che dovrà svilupparsi, aggiornarsi, migliorarsi ed anche modificarsi nel tempo. Tutti gli stakeholders hanno un ruolo importante nell’ambito della strutturazione dell’offerta turistica, che è frutto di un ambiente in cui operano degli attori che si dicono intenzionati a sviluppare accoglienza e che si preparano per attirare e ricevere i propri ospiti con argomenti utili a sostenere l’immagine della destinazione e l’esperienza del visitatore. Tutti possono e devono quindi concorrere al successo dello sviluppo dell’offerta turistica cantonale e regionale, ognuno con il proprio ruolo e compito. Per quanto concerne il progetto di destinazione turistica sostenibile questa compartecipazione al raggiungimento dell’obiettivo comune risulta ancora più importante. Servono confronti, valutazioni e quindi decisioni strategiche ed operative che devono essere sostenute da decisioni politiche e con risorse e competenze che sono da definire. I singoli privati potranno fare molto nel loro singolo campo d’attività, potranno essere degli esempi per altri e di sicuro sosterranno con le loro azioni l’insieme del progetto. La stessa cosa faranno anche le amministrazioni pubbliche che risulteranno ancora più determinanti e che dovranno manifestare il loro sostegno formalizzando processi decisionali legati a strumenti che saranno determinanti per formulare i processi di investimento e di sensibilizzazione. Credo che in ogni caso serva dialogo e condivisione di un progetto che consenta alla popolazione di considerare il turismo sostenibile un’opportunità per tutti, ritenuto che l’impatto del turismo sostenibile su ambiente e qualità di vita di chi abita il territorio sono in fondo lo stesso tema».

C.C.: «In questo caso il concetto di turismo esperienziale è centrale perché oggigiorno i prodotti turistici non sono più vissuti in maniera tradizionale e statica, bensì in maniera attiva per sentirsi appieno coinvolti nell’esperienza. Un esempio di attività potrebbe essere la produzione di formaggi tipici nella quale si instaura una collaborazione tra ente turistico, la rete dei trasporti pubblici e il caseificio in questione. Altri esempi potrebbero essere la raccolta delle olive direttamente dall’albero e dunque la spremitura; ugualmente curiosa potrebbe essere la raccolta della lavanda direttamente dal campo, come pure l’esperienza di dormire in una casa sull’albero. In questo modo i turisti vivono un’esperienza autentica scoprendo i valori del luogo e adottando così la filosofia dello Slow Travel».

M.B.: «Occorre una pianificazione strategica comune di tutto quello di cui è composto il turismo sostenibile ed innovativo: risorse, territorio, infrastrutture, servizi, accessibilità, marketing, formazione, etc. Iniziative come il marchio “Swisstainable” lanciato recentemente da Svizzera Turismo, è sicuramente un esempio di come si possono unire le forze. E per mantenere l’offerta turistica variegata, competitiva e rispettosa dell’ambiente la collaborazione deve continuare a rafforzarsi».

A suo giudizio, in che misura la pandemia ha modificato le richieste e i comportamenti dei potenziali turisti, orientandoli verso tipologie di vacanze maggiormente a contatto con la natura e nel rispetto dell’ambiente?

A.T.: «Ritengo che l’emergenza coronavirus abbia contribuito ad accelerare dei cambiamenti che erano già in atto. Penso in particolare all’attenzione per la sostenibilità in tutti gli ambiti e per il “Km 0” nell’offerta enogastronomica. Vi sarà sempre maggior attenzione verso il turismo cosiddetto “esperienziale”. I visitatori già oggi chiedono di poter vivere esperienze con un forte coinvolgimento emotivo, sociale, intellettuale con le persone, la storia e le tradizioni del luogo. Questo favorirà i flussi turistici interni, la riscoperta dei valori e delle ricchezze che i nostri stessi Paesi hanno da offrire. Molti opinano inoltre che stiamo assistendo all’inizio della fine del turismo di massa, di quello mordi e fuggi, insomma che l’era post-Coronavirus sarà marcata da un turismo più lento e responsabile. Di questo non sono così sicuro. Tuttavia, da parte nostra, come destinazione continueremo a puntare ancora di più su un turismo di qualità, consapevole, responsabile e sostenibile». 

A.S.: «Sulla base dei dati del Monitor Svizzero del Turismo (TMS) del 2017, già prima della pandemia COVID-19 il visitatore della destinazione poneva al centro della sua vacanza il contatto con la natura. Questa tendenza si è accentuata maggiormente l’anno scorso e come indicato dai dati relativi al sentiment e al comportamento dei potenziali visitatori della regione del Luganese di The Data Appeal Company, la posizione della destinazione e la vicinanza al territorio rappresentano un valore aggiunto per chi vuole trascorrere una vacanza a Km 0.
Da ultimo, un aspetto importante della sostenibilità è legato alla cura della rete dei sentieri escursionistici, che rientra nell’ambito dei compiti attribuiti dalla Legge sul Turismo (LTur) alle Organizzazioni turistiche regionali e come previsto dalla legge sui percorsi pedonali ed i sentieri escursionistici del 9 febbraio 1994 (LCPS). Per questo ruolo il nostro Ente si avvale della collaborazione di personale specializzato residente nel Cantone, al fine di presentare al meglio i percorsi fruibili sia a chi vive nella regione del Luganese, che a chi la visita».

N.F. «I trend sono chiari, ma quanto è accaduto era del tutto inatteso e nuovi possibili sviluppi sono possibili, per questo sarà importante monitorare la situazione, ma ancor di più sarà importante consolidare le posizioni che abbiamo potuto guadagnare nei confronti dell’attuale clientela per fidelizzarla. La pandemia ha costretto la popolazione svizzera a diventare turista in casa propria, a rallentare e a cercare luoghi meno frequentati, da scoprire. Il bisogno di evadere, di conoscere e di svagarsi ha indotto la popolazione locale a considerare “casa propria” come un luogo da guardare e da vivere come un turista. Gli svizzeri si sono accorti che camminare, passeggiare, andare in bici può essere piacevole anche in Ticino, anche in Svizzera, senza quindi prendere un aereo per andare lontano. Si sono ritrovati in un paese bello, piacevole e il Ticino ha potuto godere di questo momento e di questa percezione di bellezza e di svago. Credo si sia trattato di un’esperienza bellissima che hanno apprezzato davvero in molti e che ha permesso di fare emergere appieno la voglia di natura e di prodotti locali. Il nostro Cantone è stato apprezzato e sicuramente una parte della clientela che ci ha recentemente “scoperti” resterà fedele alla destinazione Ticino, se saremo in «grado di ascoltare le esigenze della “nuova normalità” post Covid».

C.C.: «Sicuramente il turismo di prossimità e il turismo lento sono due modalità di viaggio che hanno acquisito grande importanza a seguito della pandemia di Covid-19, modificando i comportamenti dei potenziali turisti e orientandoli verso una tipologia di vacanza più vicina alla natura e all’ambiente. Lo spostamento verso borghi anziché verso grandi città, per evitare le folle e rallentare il ritmo frenetico a cui siamo abituati a vivere nel quotidiano, è sempre più frequente. Questa tendenza è stata favorita anche dal proliferare di opportunità alternative di sistemazione, vedi ad esempio Couchsurfing e Airbnb che danno la possibilità di vivere in piccoli villaggi a contatto con la comunità locale. In sostanza, la pandemia ha reso i nostri modelli di viaggio più sostenibili. I viaggiatori sono diventati più consapevoli dell’impatto ambientale dei trasporti e quindi hanno iniziato a comportarsi in maniera più responsabile, visitando luoghi poco affollati, adottando mezzi di trasporto a basse emissioni e soggiornando in infrastrutture verdi».

M.B.: «Dopo l’isolamento sociale al quale non eravamo abituati, si è sentita la necessità di evadere dalle quattro mura di casa e dalle città. La natura, il desiderio di stare all’aria aperta, di fare attività fisica hanno avuto un forte richiamo e combinato alle restrizioni di viaggio, c’è stata una riscoperta delle destinazioni vicine, del proprio territorio. Il Monte Generoso ha attirato molti turisti e nel caso dei ticinesi, diversi hanno colto l’occasione per salire in vetta e scoprire il Fiore di pietra, inaugurato nel 2017, ma non ancora visitato di persona!
Sicuramente la voglia di viaggiare lontano tornerà, ma con la consapevolezza che il nostro paese è ricco di bellezze naturali, di cultura e tradizioni.  Le due tipologie di viaggio torneranno a coesistere ma il turismo di prossimità ha guadagnato punti. E chi ha lavorato bene in questo periodo è riuscito a fidelizzare nuovi clienti pronti a tornare, esattamente come sta accadendo per il nostro Camping Monte Generoso».