La Fondazione per la promozione del gusto sceglie ogni anno una città svizzera tra le molte candidate e la prescelta diventa Città del Gusto nell’ambito della Settimana del Gusto che si svolge in tutta la Confederazione, con l’obiettivo di sviluppare e valorizzare il patrimonio culinario, sensibilizzare i consumatori, con attenzione alle nuove generazioni e alle famiglie, sulla qualità degli alimenti, il rispetto della stagionalità, la diversità dei gusti e delle culture alimentari, preservando la tradizione e promuovendo l’innovazione culinaria. A partire dal mese di aprile 2018, sul nostro territorio inizieranno le prime tappe d’avvicinamento, già avviate con la prima edizione di Ticino Vegetariano lo scorso ottobre, che trasformeranno Lugano nella capitale dell’enogastronomia svizzera e ambasciatrice del gusto con eventi che metteranno in luce le competenze artigianali. Un ricco programma vedrà poi, dal 13 al 23 settembre 2018, l’intero territorio della città e del suo distretto protagonista in un Villaggio del Gusto dove, oltre a gustare tante specialità locali, si terranno incontri, workshop e molto altro, per promuovere il piacere del mangiare, dei prodotti di qualità e della convivialità, seguendo anche il fil rouge dell’etica in cucina e con incursioni gastronomiche nel resto del mondo. Si svilupperanno vari eventi con proposte e animazioni che privilegiano il gusto e l’alimentazione nei loro molteplici aspetti: gastronomici, culturali, educativi, turistici e sportivi, mirando, in particolare, a rilanciare il settore agroalimentare, della ristorazione e dell’ospitalità, per far tornare a vivere la città attraverso eventi di qualità.
Lugano affronta questa sfida con un approccio diverso rispetto alle città che l’hanno preceduta, con un’idea più ampia, sia territorialmente, che dal punto di vista tematico. Lugano e il suo distretto saranno il centro nevralgico dove si raccoglieranno tutte le eccellenze del Cantone, interpretando il cibo come strumento di aggregazione, frutto della nostra identità e strumento per esprimerla e comunicarla, oltre che di cultura. È cultura infatti quando si produce, si prepara e si consuma. Il gusto è la conoscenza dei sapori, estesa ai riti della tavola, ma è anche un termine carico di valori intellettuali che non sono esclusivamente commestibili, che estendono la disciplina gastronomica a un patrimonio artistico e intellettuale.
In questo contesto, il cibo coinvolge economia, produzione, storia e turismo. Anche per Lugano il gusto non si ferma al cibo, ma è collegato a tutto ciò che di bello e importante esiste sul territorio. Abbiamo la fortuna di vivere in un luogo particolarmente ricco di beni di grande valore paesaggistico e culturale. Attraverso il cibo, Lugano vuole condividere questo patrimonio di valori e identità con l’enogastronomia come punto di partenza per mostrare che è anche città dell’arte, della storia, della musica e della natura. L’alimentazione diventa di conseguenza un terreno d’incontro, di dialogo, di scambio e di sviluppo, determinante per l’importanza culturale ed economica che riveste. Si svilupperanno quindi diversi percorsi di gusto con il cibo al centro di tutta l’espressività umana in vari settori. Lugano Città del Gusto racconterà così emozioni, trasmettendo un insieme di competenze, conoscenze pratiche, tra tradizione e innovazione. Un progetto che vuole far riscoprire un forte sentimento di Ticinesità e di conseguenza l’orgoglio di essere Luganesi, come traspare dalle parole di chi ha sostenuto e sviluppato l’idea sin dall’inizio: Marco Borradori, Sindaco di Lugano:
«Ammetto di avere provato grande gioia quando la Città di Lugano, nel corso di una suggestiva cerimonia tenutasi a Neuchâtel, è stata dichiarata Città del Gusto 2018. Poter ospitare una kermesse così prestigiosa ci permette di valorizzare al meglio le eccellenze enogastronomiche del nostro territorio, con particolare attenzione alla produzione alimentare e vinicola di alta qualità. In una società frenetica come la nostra, riscoprire il piacere dei prodotti locali, conoscerli a fondo, sentirne in tutta calma i sapori ci avvicina a una cultura del cibo armoniosa e sostenibile. Ritengo sia oggi molto importante sensibilizzare l’opinione pubblica sul valore preventivo di un’alimentazione sana e consapevole. Questa manifestazione, grazie alla promozione di eventi mirati e animazioni, rappresenta un’imperdibile occasione per scoprire il valore della diversità dei gusti e delle culture alimentari. Ringrazio Dany Stauffacher, presidente del comitato organizzativo Città del Gusto, i servizi cittadini e le associazioni di categoria per l’impegno profuso a fare di Lugano l’ambasciatrice del gusto 2018». Roberto Badaracco, Municipale e Capo Dicastero Cultura, Sport ed Eventi di Lugano:
«Per la Città di Lugano è motivo di grande soddisfazione essere stata designata Città del Gusto 2018. La promozione di una regione è oggi legata a una proposta gastronomica di adeguato spessore: il turismo enogastronomico si compone di persone che apprezzano la qualità dei prodotti, l’accoglienza e la cura del dettaglio; tutte caratteristiche che alla nostra città certo non mancano. Solo mantenendo questo standard possiamo sperare di fidelizzare il turista e mantenere alto il nome della nostra città in un mercato sempre più qualificato. Per dieci giorni, Lugano sarà la capitale dell’enogastronomia svizzera: attraverso la programmazione di eventi che spaziano dal cibo alla cultura, all’arte, al cinema, sarà possibile promuovere a livello nazionale e internazionale le eccellenze agroalimentari che il territorio ticinese offre e che ci fa tanto apprezzare nel resto del nostro Paese. Si calcola che saranno circa 9’000 le persone coinvolte nell’organizzazione: ringrazio sin d’ora tutti coloro che con passione ed entusiasmo contribuiranno all’ottima riuscita di questa manifestazione». Dany Stauffacher, Presidente del Comitato Organizzativo:
«È una sfida bellissima e un vero orgoglio: quando è arrivata la notizia della vincita della nostra candidatura, per me e per il Municipio è stata una vera festa. Da luganese e soprattutto da grande amante della mia città, avere l’opportunità di organizzare questo grandissimo evento è e sarà un’esperienza unica. Lugano Città del Gusto è solo l’inizio di un viaggio splendido che metterà in primo piano il nostro territorio, partendo dal gusto e passando attraverso i mille volti della città: natura, arte, cultura, musica, storia. Ma non solo. Il nostro è un progetto nuovo che vuole fare marketing territoriale in maniera del tutto originale, risvegliando il senso di appartenenza e di fierezza dell’essere parte attiva di una città con così tanto potenziale. Lugano diventerà la capitale enogastronomica della Svizzera non solo per i dieci giorni della Settimana del Gusto, ma da ora e fino a che saremo capaci di darle il giusto risalto. Quello che vogliamo è coinvolgere tutti i Luganesi e i Ticinesi in questo grande progetto: ogni singolo cittadino troverà qualcosa di appassionante pensato proprio per lui. Lugano Città del Gusto è una festa per tutti». Claudio Chiapparino, Direttore Divisione Eventi e Congressi, membro del Comitato organizzativo:
«La città del gusto ci offre l’occasione privilegiata di esaltare il sapore di Lugano. Il sapore è composto da piatti forti, da contorni, da condimenti, da profumi e altro, come ad esempio la qualità dell’accoglienza. Oggi, quando si cerca di valorizzare e di promuovere una realtà o un territorio, si esaltano due punti fondamentali, l’eccellenza e l’esperienza unica. Ben consapevoli che entrambi si trovano anche nel semplice e nel genuino, per il sapore di Lugano, già rivestito dalla sua beltà, è il momento buono di mettere alla prova i propri ingredienti. Se, come canta Niccolò Fabi, il “futuro è una somma di piccole cose” e “non tutte le strade sono un percorso” quello che possiamo auspicare per Lugano Città del gusto è di saper dosare sapientemente proposte semplici e genuine con gli effetti speciali in modo che la nostra città sia un percorso dal sapore indimenticabile. Potendo già contare su tante qualità adesso occorre unirle bene tutte, con le gambe sotto al tavolo. Buon appetito Lugano». Una festa di tutti e per tutti che vedrà diverse collaborazioni, sia nel settore specifico agroalimentare, sia con altre realtà d’eccellenza cantonali, per sviluppare al meglio le fondamenta di questa grande avventura. Tra queste, il contributo dell’Università della Svizzera italiana a Lugano città del gusto si articola su più fronti ed evolverà con l’avvicinarsi della manifestazione. Per il momento gli studenti di diversi corsi della Facoltà di scienze della comunicazione collaborano alla definizione di alcune strategie promozionali. «Sempre più le tecnologie digitali vengono usate anche per comunicare l’esperienza culinaria e la tradizione gastronomica, soprattutto attraverso immagini e video condivise sui social network – affermano il Prof. Lorenzo Cantoni e la Dr. Nadzeya Kalbaska – L’opportunità di collaborare con Lugano Città del gusto 2018 offre ai nostri studenti dei corsi «New Media for Tourism Communication» e «Online Communication Design» un’occasione preziosa di riflessione sul mondo del cibo e del turismo enogastronomico e di collaborazione con il territorio». Anche gli studenti del corso di “Tourism Marketing” del Master in International Tourism daranno il loro contributo. Secondo il Prof. Michael Gibbert «Sarà interessante vedere come il pensiero libero e fresco degli studenti affronterà il tema delle strategie di ri-posizionamento e promozione e di Lugano e delle valli ticinesi, come destinazione culinaria ed enogastronomica. Si potrà investire nella potenzialità comunicativa della polpetta (simbolo della manifestazione) come vettore di riscoperta dell’autenticità locale e allo stesso tempo dell’innovazione». E ancora il Prof. Riccardo Blumer: «Con piacere come direttore dell’Accademia di Architettura Usi ho dato la disponibilità per un progetto che qualifica le caratteristiche del territorio in cui esistiamo, non solo per le questioni facilmente immaginabili di “complicità” istituzionale con il nostro Ticino ma anche, e soprattutto, didattiche. La caratteristica della nostra scuola non è infatti quella produrre direttamente, ma di occuparsi di architettura soprattutto attraverso lo studio, le attività sperimentali e gli esercizi che consentano una preparazione critica dei giovani alle grandi questioni del mondo in cui dovranno operare e i cui confini culturali sono “bruciati” dalla globalizzazione. Nel cercare di farlo al meglio siamo ormai diventati una importante realtà locale, un prodotto del territorio, osservato anche da molto lontano. Paradossalmente non occupandoci direttamente del Ticino ma del mondo e facendolo bene, come il vino o altri prodotti locali, siamo diventati eccellenza svizzera. La nostra dichiarazione di intento partecipativo a Lugano Città del Gusto, che sembra contravvenire alla regola sopra esposta della non-produzione e all’occuparsi di temi aperti e trasversali, trova invece nell’evento una empatia, appunto, didattica. Il cibo e la sua estetica sensoriale travalicano il regionalismo e come la scuola, lo esaltano, paradossalmente le capacità di trasformazione e produzione alimentare locale sono una questione culturale senza frontiere. Il tema ci appartiene». Per tornare all’aspetto prettamente gastronomico, ecco il piatto simbolo della manifestazione: la polpetta, scelta per rispettare uno degli obiettivi della Settimana del Gusto, ossia la lotta allo spreco alimentare. La polpetta è un alimento universale, esiste qualcuno che non la ama? Nella versione classica di carne, nelle varianti vegane e vegetariane, e in qualsiasi forma e dimensione si prepari, rimane uno dei piatti più diffusi e reinterpretati di tutto il globo. Piatto antichissimo, ancor oggi declinata come finger food, rappresenta un’icona capace di dimostrare la diversità culturale e geografica. Tutto ciò ne ha consentito la diffusione, divenendo il cibo da consumare attraverso l’uso di ingredienti già disponibili, ma non solo. Tipologie miste di verdure, legumi, pesce, riso e altri cereali: Boulette, Pastetchen, Meatballs, Faggott, Almondegas, Albondigas, Fleischlaberl, Kònigsberger Klopse, Kottbullar, Fiskibollur, Hanbagu. Potremmo continuare all’infinito! E in più ha un forte legame con il nostro territorio. La prima ricetta dedicata espressamente alla polpetta appare infatti nel XV secolo con Maestro Martino, il famoso cuoco di origini bleniesi. Ma come veniva preparata? Quali ingredienti utilizzava il primo cuoco moderno della storia? Lo scopriremo a Lugano Città del gusto.
Turismo e viaggi
Lugano, capitale dell’enogastronomia
25 Giugno 2018