Dal 19 al 23 gennaio scorso si è svolto il World Economic Forum 2026 a Davos, uno degli eventi più influenti del pianeta, con oltre 3’000 partecipanti ufficiali, fino a 12’000 presenze giornaliere, delegazioni da tutto il mondo, leader politici, economici e culturali.
Anche Sapori Ticino, da sempre impegnato a presentare l’enogastronomia ticinese in Svizzera e all’estero, è stato in trasferta a Davos con Ticino House, all’interno dello storico Hotel Meierhof, creando uno spazio che potesse incarnare lo spirito ticinese, uno spazio che potesse essere luogo di incontri e allo stesso tempo luogo di ritrovo per chi ama la buona cucina e il buon vino, senza mai dimenticare la bellezza del territorio ticinese, promuovendo nel contempo l’economia locale attraverso la presenza al più grande evento economico/politico al mondo. Il Ticino è stato così l’unico cantone svizzero ad avere un proprio ristorante a Davos.
Un’idea sviluppata con Vittorio Rozzato di VI2VI, società di consulenza alberghiera a Davos, in partnership con gli enti del turismo ticinese che hanno subito creduto all’iniziativa, unitamente a diversi partner che da sempre sostengono il Ticino culturale-enogastronomico: Ticino Turismo, Ascona-Locarno Turismo, Bellinzona e Valli Turismo, Lugano Region, Mendrisiotto Turismo, Acqua Panna e S.Pellegrino, Ezio Tarchini Ingegneria, Nespresso, Pernod Ricard Swiss, Ticino Gourmet, Ticino a te, Ticinowine, Grünenfelder, Mercato del Pesce, Sabo, Castello Luigi, Delea, Gialdi, Laurent-Perrier, Moncucchetto, Tamborini, Tenuta Castello di Morcote, Valsangiacomo, Vinattieri.
Ticino House è stato possibile anche grazie a due rinomati chef che hanno fatto la storia della cucina del nostro territorio, Martin Dalsass e Dario Ranza, che hanno gestito due ristoranti, reinterpretando la cucina del territorio sia in chiave tradizionale che in chiave moderna.

Un’esperienza unica che ha dato la possibilità di presentare la nostra cucina e i nostri vini a livello internazionale, con una brasserie le cui pareti sono state abbellite con pannelli di diverse immagini emozionali del Cantone e un Ristorante gastronomico, dove i due Chef hanno dato un’impronta più internazionale interpretando piatti cantonali ed internazionali in chiave gourmet.
L’idea di Ticino House è nata dalla volontà di creare uno spazio che incarnasse lo spirito del Cantone: ospitalità, qualità, identità. «La nostra presenza a Davos ha rappresentato un’importante opportunità per promuovere il Ticino non solo come destinazione turistica, ma come territorio di eccellenza gastronomica e vitivinicola, spiega Dany Stauffacher – attraverso la cucina raccontiamo la nostra storia, i nostri valori e il legame profondo con il territorio». Sempre pieno e con le cantine vuote dopo 3 giorni, il ristorante pop-up di Sapori Ticino è stato un successo tanto clamoroso quanto inatteso, con almeno due (se non tre) turni per ogni tavolo. In totale quasi 1’300 coperti, con gente che ha prenotato tavolate per tutto il periodo del WEF sia a pranzo, sia a cena.

A conquistare sono state le specialità nostrane: oltre ai salumi e ai formaggi ticinesi, anche la polenta con guancette di vitello, il lucioperca e gli gnocchi alla formaggella, e poi un tiramisù alle castagne. Ad andare a ruba è stato anche il vino: “Il merlot ticinese ha spopolato, per molti dei nostri visitatori è stata una scoperta: non lo conosceva nessuno”, continua Stauffacher.
Ticino House ha offerto un’esperienza culinaria autentica che ha raccontato l’identità ticinese attraverso sapori genuini, materie prime locali e una cucina che unisce tradizione e raffinatezza contemporanea.
I menu proposti hanno messo in risalto specialità emblematiche del territorio, realizzate con ingredienti accuratamente selezionati, accompagnate da una curata carta di vini ticinesi, espressione della qualità e del carattere vitivinicolo della regione, ovvero la cultura del territorio.



